
Maggio 1979 viene trovato morto un celebre cantautore ucraino, ucciso dal KGB. Si tratta di Volodymyr Ivasyuk. È il più celebre bardo dell’unione sovietica che da poco ha invaso l’Afghanistan. il compositore di canzoni in ucraino, ha alle sue spalle più di cento testi che scorrono tra le labbra di tanti ucraini e russi. Le sue canzoni arrivano, nonostante tutto, fino all’estrema isola di Sakhalin. Nel 1970, Ivasyuk scrive Cervona ruta e tocca il cuore di tanti giovani al punto che anche oggi gli ucraini sanno a memoria questa canzone. Ruta è il fiore giallo che ogni dieci anni diventa rosso. Questo fiore dei boschi fa incantesimi d’ amore. E’una antica leggenda cosacca riscoperta dal poeta. Il successo è grande, è un tripudio. Non esiste politica, solo la gloria dei cosacchi, l’ucraina, il cielo azzurro, nei testi. La polizia politica lo perseguita più volte; le sue canzoni ucraine sono un pericolo. La lingua deve essere quella russa. Ivasyuk non si scoraggia anche se percepisce il pericolo. Il 23 Aprile 1979 il giovane poeta viene fatto salire su di un’auto scura del KGB. Alcuni giorni dopo viene ritrovato in un bosco vicino a Leopoli con le dita troncate e gli occhi cavati. Durante il corteo funebre davanti ai migliaia di giovani una scritta campeggia:
” Ricordati Ucraina di questo giorno di lutto”.
CERVONA RUTA
Non cercare di sera la cervona ruta
Perché tu sei più bella e misteriosa di ogni fiore.
Cervona ruta è il fiore dell’ Amore e della Speranza,
ma siccome io ti amo, tu sei il più amabile di tutti i fiori.
La Ruta rossa non cercare di sera,
Tu sei il mio unico amore,
Credimi, unica sei.
Enrico Martelloni

Poetico e struggente. Grazie, Enrico; buon proseguimento ?