Per molti, forse quasi tutti, il nome di Mykolaiv Leontovych non dice nulla anche se è il padre di una delle canzoni natalizie più famose al mondo. Nato a in Ucraina nel 1877 a Monastyrock, fu autore e compositore di opere corali prevalentemente popolari e religiose come ,appunto, ” Carroll of the bells” che tutti conosciamo e fu scritta nel 1916. Molte di queste poesie ucraine non vanno oltre i giorni della rivoluzione bolscevica perché come spartiacque, i crimini russi si sono perpetrati per quasi tutto il ventesimo secolo, e stanno continuando in crescendo dall’inizio del nuovo fino ad oggi.
La poesia di questa settimana si chiama ” Schedryk”, che è intraducibile in italiano. La semplicità della poesia non deve trarre in inganno. L’armonia si perde nella traduzione. Ma da essa si comprende il senso pratico e laborioso della gioia del lavoro tipicamente ucraino per l’allevamento e per l’agricoltura. I contadini e allevatori, infatti, erano apprezzati e fonte della loro ricchezza era il benessere che ne conseguiva. Dopo il 1921 fu un lento e terribile declino che culminò con l’holodomor , la morte indotta per inedia da Stalin, e che ancora in questa guerra voluta da Putin aleggia marcatamente sul popolo ucraino e dell’incosciente pericolo che sta vivendo oggi l’Europa incapace di comprenderne la portata.
schedryk
Schedryk, schedryk, la vita è bella
Già sta volando la Rondinella,
Ha iniziato per noi a cantare,
E il padrone da casa a chiamare:
Esci da casa a guardare bene
Nella tua stalla la gioia viene,
Che gli agnellini già sono nati,
I tuoi beni sono aumentati
Tu hai merce eccellente,
Guadagnerai sicuramente.
Se non soldi, chissà cosa
La moglie hai meravigliosa
Schedryk, schedryk, la vita è bella,
Già sta volando la rondinella.

Meditate…