• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ucraina: stella senza aiuti 

L’Ucraina “prossima stella dell’Ue” afferma Zelensky, ma i ritardi nello stanziamento degli aiuti da parte di Stati Uniti e Unione europea minano il sostegno di Kiev.

di Istituto Ispi | 21 Dicembre 2023

“Non stiamo perdendo la guerra con la Russia, anche se non sappiamo quando finirà”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa a Kiev, in cui ha esplicitato che l’esercito ucraino necessita la mobilitazione di altri 450-500 mila effettivi. Parlando con i giornalisti, il presidente ucraino ha spiegato che “la questione è molto delicata”. “Dove prendiamo i fondi?” ha chiesto, dichiarandosi comunque fiducioso che gli alleati, Stati Uniti ed Europa, continueranno a sostenere l’Ucraina. Nel suo intervento pubblico di fine anno, il presidente ha ringraziato i soldati ucraini impegnati al fronte da quasi due anni, e ha salutato “la grande vittoria nel Mar Nero contro la Marina russa”, in riferimento al parziale ripristino delle esportazioni via mare dopo mesi di blocco navale imposto da Mosca. Nel complesso però, dopo il fallimento della controffensiva estiva, l’esercito di Kiev si trova ora ad affrontare un nuovo inverno di guerra con meno armi del previsto a fronte dell’offensiva che le forze russe stanno montando nell’est del paese. Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano della scadenza del suo mandato presidenziale il prossimo marzo, Zelensky ha escluso si possano svolgersi elezioni durante la guerra. Il presidente ha anche pronunciato una battuta sull’apertura dell’Unione Europea ai negoziati per l’adesione dell’Ucraina, approvata la settimana scorsa.  “L’Ucraina – ha detto indicando la bandiera dell’Unione alle sue spalle – sarà la prossima stella sulla bandiera dell’Ue”. 

L’ombra di Trump sull’Ucraina? 

Intanto, negli Stati Uniti, il pacchetto di aiuti di 60 miliardi di dollari voluto dall’amministrazione Biden per sostenere Kiev resta bloccato dalla maggioranza repubblicana al Congresso. I leader democratici e repubblicani hanno dichiarato che Washington non potrà approvare nuovi aiuti prima della fine dell’anno, mentre le due parti continuano a cercare un compromesso. “I nostri negoziatori lavoreranno molto diligentemente durante il periodo di pausa tra dicembre e gennaio, il nostro obiettivo è portare a termine qualcosa non appena torneremo” ha detto ai giornalisti il ​​leader democratico al Senato Chuck Schumer. Ma quello sui fondi da stanziare contro la Russia sta diventando un nodo politico centrale nel muro contro muro tra i due schieramenti. Al punto che il presidente ucraino ha ammesso che se Donald Trump venisse rieletto presidente degli Stati Uniti nel 2024, ciò potrebbe cambiare in modo significativo l’esito del conflitto. “Se la politica del prossimo presidente, chiunque esso sia, sarà diversa nei confronti dell’Ucraina, più fredda o più parsimoniosa – ha ammesso Zelensky – penso che questi segnali avranno un impatto molto forte sul corso della guerra”. 

Sfida ai vertici? 

Nonostante i tentativi di dimostrare unità, anche Kiev non è immune dalle divisioni e si moltiplicano i segnali di attrito tra il presidente Volodymyr Zelensky e il capo delle forze armate Valerii Zaluzhny, al punto che secondo i media nazionali il capo dell’esercito potrebbe essere licenziato. Secondo un sondaggio condotto dal Kyiv International Institute of Sociology (KIIS), la stragrande maggioranza degli ucraini non solo non sosterrebbe il licenziamento ma vedrebbe tale mossa “negativamente”. La fiducia del pubblico in Zaluzhny – secondo la rilevazione – sfiora il 92% rispetto al 77% delle persone che si fidano di Zelensky, la cui popolarità sarebbe in calo rispetto ai mesi scorsi. Nonostante la controffensiva dell’estate scorsa non sia riuscita a riconquistare aree del territorio occupato dai russi, infatti, Zaluzhny resta molto popolare tra gli ucraini per aver guidato le forze armate ucraine e aver respinto i russi nelle prime settimane e nei primi mesi dopo l’invasione. La sua popolarità, sostengono alcuni osservatori, rappresenta una minaccia politica per il presidente, il cui mandato scade il prossimo anno, poiché fa del generale l’unico potenzialmente in grado di sfidarlo. Il disaccordo ai vertici di Kiev, tuttavia, preoccupa gli alleati e rischia di minare l’unità del paese.  

Il sostegno economico è cruciale? 

È nell’attuale scenario che si è svolta la recente visita a Washington del presidente ucraino. Una missione in cui Zelensky ha ricevuto numerose promesse dai massimi funzionari statunitensi, dai legislatori di entrambi i partiti e dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ma da cui è tornato sostanzialmente a mani vuote. Washington e Bruxelles sono i maggiori fornitori di aiuti militari ed economici all’Ucraina dall’invasione del febbraio 2022, mantenendo sia le sue truppe armate che il suo governo in funzione, e oggi il loro fallimento nel garantire la stabilità finanziaria di Kiev arriva in un momento particolarmente delicato: la controffensiva ucraina non è riuscita a liberare aree significative dall’occupazione russa e la potenza di fuoco ucraina si sta esaurendo proprio mentre Mosca moltiplica gli attacchi aerei contro le infrastrutture del paese, in coincidenza con l’inizio dell’inverno. La scorsa settimana, il vertice dei leader europei – che pure ha accettato di avviare negoziati di adesione con Kiev – si è concluso senza un accordo sul finanziamento quadriennale di 50 miliardi di euro per l’Ucraina. Da Mosca, Putin ha esultato: “L’Ucraina oggi non produce quasi nulla, tutto arriva dall’occidente, ma gli aiuti gratuiti prima o poi finiranno e sembra che sia già così”, ha detto il presidente russo nella sua conferenza stampa di fine anno. E le rassicurazioni dei funzionari, per un accordo entro gennaio, non sono bastate a tutti. “Questo era il momento per i leader europei di salire sul palco – osserva un diplomatico occidentale intervistato dal Financial Times – E a quanto pare hanno mancato il bersaglio”.  

Il commento 

Di Mattia Massoletti, ISPI Russia, Caucasus and Central Asia Centre 

“Dall’inizio dell’invasione, quello attuale è forse il momento più difficile per l’Ucraina: il sostegno occidentale sembra vacillare sempre più, con il Congresso americano e l’ultimo Consiglio Europeo che hanno rinviato all’inizio dell’anno prossimo la decisione sullo stanziamento di nuovi aiuti militari e finanziari a Kiev. A complicare ulteriormente il quadro ci sono alcune dinamiche interne al Paese, alla ricerca disperata di nuovi combattenti da mandare al fronte. Proprio ieri il presidente Zelensky ha comunicato che i vertici militari ucraini intendono mobilitare per le forze armate altre 450-500mila persone. Una questione che evidenzia la necessità immediata di trovare uomini per contrastare il ritrovato slancio delle operazioni russe ma che, se mal gestita, potrebbe sfociare in forti tensioni sociali. Insomma, mentre l’Ucraina e il suo popolo si avvicinano al terzo anno di ostilità, il 2024 potrebbe modificare fondamentalmente le dinamiche del conflitto”. 

A cura della redazione di  ISPI Online Publications

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, bruxelles, conferenza stampa, dichiarato, elezioni, euro, europa, fallimento, financial times, finanziaria, fine anno, forze armate, governo, mare, persone, putin, soldati, sostegno, stati uniti

Info Istituto Ispi

Istituto per gli studi di politica internazionale. L’attività dell’Ispi venne avviata ufficialmente il 27 marzo 1934 da un gruppo di giovani studiosi dell’Università di Milano e di Pavia che, anche in considerazione della forte presenza internazionale che caratterizzava il nostro paese in quegli anni, si proponevano di dotare l’Italia fascista di un centro di studio focalizzato sulla politica estera, ispirandosi al modello del Royal Institute of International Affairs di Londra e della Foreign Policy Association di New York.
ll rilancio dell’Istituto nel terzo millenio è stato completato dall’Ambasciatore Boris Biancheri (Presidente dal 1997 al 2011) dall’Ambasciatore Giancarlo Aragona (dal 2012 al giugno 2016) ed ha visto una ripresa e ampliamento di tutte le attività dell’Istituto, dalla convegnistica – con le conferenze internazionale quali ad esempio MED Dialogues, i fori di dialogo bilaterali con alcuni paesi di importanza strategica quali ad esempio Francia e Germania – alle iniziative per le imprese – con la conferenza scenari che si tiene all’inizio di ogni anno, i lunch talk e brief ad hoc – alle pubblicazioni diffuse sempre di più in modalità digitale alle attività della ISPI School che, oltre al tradizionale Master in preparazione al concorso per la carriera diplomatica, ha ampliato la propria offerta proponendo il Master in International Cooperation e corsi più brevi (Winter e Summer School) per avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali e della geopolitica.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    22 Dicembre 2023 alle 11:11

    Poveri sciocchi. Voi esprimete l’essenza della dittatua, e della repressione.
    Esprimete il peggio dell’animo umano fatto di analisi false, e di falsa logica. Solo perché provenite da una ideologia criminale. Siete la cartina tornasole del dispotismo. La Rossiya perirà.

    Rispondi
  2. Enrico Martelloni

    21 Dicembre 2023 alle 13:23

    Avete posizioni pro Puntin? Siete criminali? Avete capito qualcosa di reale?
    Vi manca obbiettività, analisi, se non surrettiziamente posizionati verso lo scorretto, con analisi piene di fakes.

    Rispondi
  3. Enrico Martelloni

    21 Dicembre 2023 alle 13:19

    Meno corbellerie, prego.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti