Pensalibero ha seguito assiduamente le vicende drammatiche in Ucraina. Lo ha fatto collocandosi, prevalentemente, dal punto di vista dei “rivoltosi”, non trascurando tuttavia di sottolineare che eravamo di fronte ad una realtà assai complessa, da non liquidare con giudizi sommari. Proprio per questo riportiamo uno scritto di Mauro Della Porta Raffo, pubblicato sul periodico liberale Carta Libera, diretto da Edoardo Croci. I lettori avranno altri elementi per farsi una loro opinione, priva di pregiudizi.
COSA È SUCCESSO DAVVERO IN UCRAINA

Varese, 9 marzo 2014
Necessariamente, semplificando.
Allora, elezioni presidenziali del 2010 in Ucraina.
I due aspiranti sono un vero disastro.
Eticamente parlando, l’uno peggio dell’altro.
Ma questo passa il convento.
Al ballottaggio, Viktor Yanukovyc prevale di un buon tre per cento su Julija Timoshenko.
Ovviamente, governa e prende decisioni: ne ha il mandato.
Verso fine 2013, annuncia di preferire il cosiddetto ‘abbraccio russo’ all’avvio della procedura per entrare in Europa.
Per carità, tuoni e fulmini: la minoranza (se non fosse stata tale la Timoshenko avrebbe prevalso nel predetto 2010) scende in piazza in particolare a Kiev.
Obbligato – è un suo dovere (dovere!) – a mantenere l’ordine, Yanukovyc fa intervenire la polizia con annessi e connessi.
Tafferugli, botte, feriti, qualche cecchino che spara (ma non è certo interesse del presidente creare ulteriori tensioni, piu’ facile che i tiratori siano di parte avversa come pare si stia scoprendo)…
Alla fine, un accordo tra Yanukovyc e i capi dei rivoltosi.
Calma?
Neanche a parlarne!
Altre proteste, altri colpi di fucile dai tetti…
Dimenticavo: larghissima parte degli ucraini, ancora una volta la maggioranza, è con lui, ma chi se ne frega.
E intanto cresce lo sdegno internazionale: come si permette il presidente di contrapporsi alle ‘giuste’ (senza dubbio alcuno) richieste dei dimostranti?
E il ‘povero’ (fatico a definirlo in cotal modo, ma insomma…) Yanukovyc se ne va lasciando il Paese senza guida e in mano a gente che assume subito il potere senza nessun mandato ma ottenendo immediatamente il riconoscimento di tutti i Paesi ‘democratici’, quelli – Stati Uniti di Obama in testa – che apprezzano grandemente i colpi di Stato (in casa d’altri, si intende) e avversano in ogni modo gli eletti.
A questo punto, fuggito il presidente, gli occidentali (assolutamente ignoranti in materia, politici e giornalisti – bella accoppiata – in testa) scoprono che in Ucraina, per non parlare della Crimea in specie, la maggior parte degli abitanti è sostanzialmente russa e di entrare in Europa non ha nessuna voglia preferendo di gran lunga Putin.
Il quale, nella congerie, si comporta – unico al mondo, sembrerebbe – da statista e da democratico.
“In Ucraina c’è stato un colpo di Stato che ha portato al potere persone che non hanno nessun diritto di esercitarlo.
I Paesi occidentali si dimostrano nei fatti assolutamente antidemocratici”, affermazioni incontrovertibili.
Obama, come sempre, intervenendo a vanvera, fa una figuraccia peraltro creando maggiore tensione, cosa della quale si poteva certo fare a meno.
L’ho già scritto a proposito del presidente eletto dell’Egitto Morsi: non v’è come vincere le elezioni per essere accusati di ogni nefandezza.
Non v’è come perderle per arrivare, con la benedizione di Obama e degli altri fessacchiotti politicamente molto corretti che ben conosciamo italioti inclusi, a comandare.
Evviva!

Non è la minoranza che scende in piazza. Scende in piazza la disperazione di molte presone per le scelte di Yankovich. Scende in piazza e in modo pacifico: due mesi , giorno e notte al ghiaccio.
La Timoshenko era in prigione da 4 anni, dal 2010 appena Yankovich ha “vinto ” le elezioni; molto democraticamente.
I colpi difucili dai teti sono stati sparati da banditi di yanuckovich, i Titusky. I i fucili erano russi.
La Maidan è una manifestazione pacifica. Nessun colpo di Stato. Yanukovich non è stato capace d’interpretare il desiderio di un futuro e presente migliore del popolo ucriano.
La maggior parte degli abitanti in crimea non è russa. E’ ucraina e tartara che non ha votato davanti ai Kalashnikov dell’esercito russo camuffato. Nessuno vuole quella annessione per un motivi pricipale: l’Ucraina non è in guerra con la Cecenia. i ragazzi dai 18 anni ai ventisei anni verrebbero costretti alla leva e batutti lontano ai confini dell’impero russo.Nussun genitore vorrebbe questo.
Ragione per cui, se non bastavano i fucili russi, il buon senso, non avebbe mai accettato l’annessione.