L’ultimo film di Gabriele Salvatores, presentato fuori concorso a Venezia 76, è una storia delicata ed emozionante liberamente tratta dal libro “Se ti abbraccio non avere paura”( che a sua volta parla di una storia vera quella di Andrea, ragazzo autistico e suo padre Franco Antonello)
“Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità”
All’inizio dl film sullo schermo scorre questa frase: “Il calabrone ha ali troppo piccole per il peso del suo corpo, ma non lo sa e vola” e come il calabrone anche Vincent (Giulio Pranno) , grande alla sua sua prima difficile interpretazione, vola.
Willi (Claudio Santamaria), il padre biologico di Vincent, eterno Peter Pan, aveva un sogno, cantare ed è conosciuto come “il Modugno dei Balcani” le canzoni del film sono cantate dallo stesso Santamaria che lo ha orgogliosamente affermato in sala stampa. per seguire questo sogno non conosce il figlio, fino al giorno in cui decide di andarlo a trovare: senza saperlo porterà scompiglio per tutti, lui compreso.
Vincent non è il figlio che Willi si aspettava ma il loro incontro produce subito per Vincent, che vive in un mondo tutto suo, un forte sentimento per suo padre, tanto da nascondersi nella sua macchina e rivelarsi solo quando Willi è troppo lontano e non ha tempo per riportarlo indietro, il lavoro lo attende.
Corre e si muove come un folletto Vincent con i suoi sedici anni di silenzio, di ribellione, forse anche di paura e di desiderio di amare e comunicare e dietro di lui corrono le persone che lo amano e cercano di proteggerlo; la madre Elena (Valeria Golino), Mario (Diego Abatantuono), il nuovo compagno che ha adottato , cresciuto e amato Vincent come un figlio, e per vari motivi che non vi racconterò anche la polizia di un paio di stati.
Un viaggio On the road non nella malattia ma nella ricerca di se stesso, un viaggio di apprendimento dove il padre impara a crescere e ad essere padre e il figlio impara ad esprimere il suo amore di figlio.
Un viaggio anche per Elena e Mario che, alla ricerca del figlio riescono a confessarsi paure , dubbi, incertezze mentre Vincent riesce ad esprimere i suoi sentimenti scrivendo sul computer quello che non riesce a dire a parole.
Finalmente ritrovati Elena e Vincent si allontanano su un traghetto Elena abbraccia il figlio “…avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te”.Vincent – Don Mc Lean (Starry Starry Night).
Maria Rita Monaco

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