Non mi piace l’espressione Belpaese. Un po’ perché sa tanto di luogo comune e un po’ perché sa anche di formaggio, per via di un prodotto, ben piazzato sul mercato alimentare degli spalmabili, che ha adottato come nome questa espressione.
Ma Belpaese offre bene l’idea: la forza dell’Italia sta nella sua bellezza. Direi di più: la forza sta nell’unicità delle grandi differenze, nella composizione di un paesaggio che va dalle grandi metropoli alle valli sperdute, che passa dalla valle dei Templi di Agrigento alla Val Passiria in Alto Adige, dalla cultura normanna e araba in Sicilia a quella celtica in zona alpina, ai Medici di Firenze.
E in mezzo quelle ricchezze di storia e di civiltà che sono le città d’arte che si chiamano Firenze, Venezia, Roma. Napoli, Torino, Milano e via metropolando. Non deve quindi meravigliare la notizia di questi giorni lanciata con ardore da siti e giornali e cioè che un turista su tre al mondo ha dichiarato che vorrebbe visitare come méta stra-preferita proprio l’Italia. E’ normale. Diremmo “Elementare Watson!”.
Dove trovi tutto? Dove trovi il contrario di tutto? Dove trovi un colore e il suo opposto? Dove trovi un sapore e il suo simmetrico contrasto? Dove trovi metropoli europee e borghi medievali? Dove trovi palazzi sull’acqua e capanne in pietra? Qui, in Italia.
Dice l’ultima indagine del Touring Club che l’Italia è la quinta destinazione turistica mondiale. Il Ministro Franceschini lo ha detto chiaramente e schiettamente al varo del governo Renzi assumendo la guida del ministero dei Beni culturali e del turismo: questa è la nostra prima industria che contiene arte, territorio, monumenti e turismo.
Un’altra ricerca Ipsos certifica che, alla domanda dove vorresti andare, il 37 per cento dei turisti mondiali risponde Italia. Esattamente alla domanda “Se vincesse una vacanza premio all’estero, dove vorrebbe andare?” il 37% della popolazione mondiale risponde “In Italia” (41% tra i ceti elevati), il 32% gli Stati Uniti, il 31% l’Australia. I’Italia e’ anche il primo Paese al mondo che viene associato a qualita’ della vita, creativita’ e inventiva, davanti a Canada, Australia, Cina e Stati Uniti.
I dati dell’indagine “Be-Italy” commissionata da ENIT Agenzia Nazionale del Turismo all’istituto di ricerca IPSOS, ha indagato la percezione e l’immagine dell’Italia in 18 Paesi stranieri con 500 interviste online per paese, di cui 200 a ceti elevati. Il Belpaese è’ il terzo più conosciuto al mondo (45% sul totale della popolazione mondiale) dopo USA (49%) e UK (47%).
I cosiddetti ceti elevati hanno maggiore conoscenza dell’Italia (65%). La Germania fa registrare il più’ alto tasso di conoscenza della Penisola (21%), superando Francia (18%), Regno Unito (16%), Usa (16%) e India (15%). Mica male. Bel patrimonio su cui investire.
Eppure dobbiamo e possiamo diversificare. Dobbiamo e possiamo mettere nei circuiti accanto a Firenze Siena e Volterra o Venezia Vicenza Treviso, Verona Mantova Brescia Garda, o accanto a Bari, Altamura Alberobello anche percorsi integrativi che nulla hanno da invidiare a quelli più celebrati.
Scoprire Sondrio Morbegno Valmalenco, Udine Tolmezzo Cividale, La Spezia Santo Stefano Lerici, Anagni Frosinone Fiuggi, Pozzallo, Pachino, Portopalo per dire, così, qualche triade a naso. E dobbiamo risolvere quei problemi che non ci fanno fare bella figura a livello di servizi al turista come gli ingressi unici con coda interminabile per visitare una Galleria o un museo, come costringere a gabelle di bagarinaggio l’acquisto di biglietti da parte di stranieri fai da te.
Dobbiamo e possiamo celebrare la fortuna di avere un Belpaese non dobbiamo smettere di crederci e trovare tanti altri bei paesi dentro il Belpaese perché ci può e ci potrà essere emozione con attrazione a visitare Latina e Vercelli, Caltanissetta e Biella.
Post Scriptum prenatalizio: fa notizia che dopo 47 anni si faccia un presepe nella sede della Regione Emilia-Romagna. Forse perché non si pensava di sposare l’idea di una regione rossa con la capanna della natività. Ricordo che tanti anni fa il comunista presidente della Provincia di Mantova Maurizio Lotti alla fine di un consiglio provinciale pre natalizio augurò a tutti “buon santo Natale”. Si può fare notizia per una capanna e per una parola.
Fabrizio Binacchi

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