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Tutti per uno e solo alcuni per tutti

Il costo della semplificazione, invece che dallo stato e dalla pubblica amministrazione viene sopportato da altri cittadini (che non dovrebbero avere minori diritti degli altri).

di Carlo Amenta | 24 Gennaio 2016

 

“Con il DM del 31 luglio 2015 il MEF ha deciso che, entro il 31 gennaio, i medici italiani, unitamente agli altri soggetti erogatori di servizi sanitari quali aziende sanitarie e farmacie, devono trasmettere i nominativi e gli importi pagati dai pazienti a cui hanno fatturato prestazioni professionali all’agenzia delle entrate. I dati raccolti serviranno per una delle grandi semplificazioni del governo Renzi: il 730 precompilato. I contribuenti troveranno quindi già inserite le spese mediche deducibili e potranno assolvere ai loro adempimenti fiscali con minori preoccupazioni e costi. Per i medici però i costi, gli adempimenti e le preoccupazioni aumentano a dismisura: 100 € di sanzione per ogni nominativo omesso e fino a 50.000 € complessive.

Insomma per qualcuno la vita si semplifica e per qualcun altro si complica. Lo so, nessun pasto è gratis, ma quello che proprio non capisco è per quale motivo il costo della semplificazione, invece di essere sostenuto dallo stato e dalla pubblica amministrazione debba essere sopportato da altri cittadini che non mi pare abbiano minori diritti degli altri. Passi per le farmacie che agiscono in un settore regolato e protetto e pertanto devono pur sottostare a qualche onere aggiuntivo per mantenere le proprie rendite di posizione, ma per i medici sembra proprio un insostenibile arbitrio.

Lo stato sovrano non è nuovo a queste discriminazioni di genere. Non pare un caso che l’adempimento sia a carico dei titolari di partita iva che evidentemente il ministero vede sempre come pericolosi evasori e onnipotenti detentori di informazioni e dati di natura sovversiva che, qualora rivelati e carpiti, permetterebbero di risolvere i problemi di evasione del paese per sempre.

Non passa poi inosservato che tali discriminazioni sono messe in atto dallo stato proprio per salvaguardare amministrazioni pubbliche e locali che vengono spesso esentate dalle trasmissioni di dati a cui sono costretti i comuni mortali, come nel caso del famigerato “spesometro”.

Sappiamo bene che lo stato ci considera solo dei sudditi e qui abbiamo anche la prova di come, graziosamente, tratti diversamente l’uno dall’altro, a seconda del capriccio del momento.

Insomma, a morte e tasse non si può sfuggire ma mentre la prima almeno non discrimina nessuno le seconde colpiscono sempre di meno quelli “più uguali degli altri”.

Pubblicato in : Primo pianoTag: amministrazione, costi, evasione, governo, iva, medici, natura, renzi, tasse

Info Carlo Amenta

Carlo Amenta è ricercatore in Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Palermo. Ha conseguito il dottorato in marketing turistico presso il Dipartimento di Metodi Quantitativi per le Scienze sociali dello stesso ateneo dove attualmente insegna anche Marketing e Marketing sportivo. È docente della Scuola dello Sport del CONI Sicilia e collabora ad alcuni progetti di formazione del CONI. Si occupa prevalentemente di economia dello sport e di Corporate Governance. Fra i temi di ricerca più recenti ci sono la verifica della correttezza metodologica degli studi di settore fiscali per le imprese e le determinanti di scelta dei prodotti della previdenza complementare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Claudio Fogazza

    24 Gennaio 2016 alle 20:25

    ma – se il medico dice visto che sei un’amico 30 € – ma se vuoi la fattura 100€ – che faccio pago 100 € ????

    Rispondi

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