
L’opposizione e il Terzo Polo speravano, dopo le dimissioni di Berlusconi, di formare un governo di larga intesa, senza Berlusconi.
Il Capo Dello Stato resosi conto dell’impossibilità di trovare la persona, con le doti di leader, per formare un governo forte e coeso decide, in un clima di ribaltone, per opera dei dissidenti del PdL, di formare un suo governo di soli tecnici per fare uscire il Paese dalla difficile crisi economica di natura internazionale.
Il Presidente Napolitano sapeva benissimo che stava trasformandola Repubblicaa Sovranità Popolare in una Repubblica Presidenziale.
Tale decisione ha umiliato il Parlamento, ritenuto inidoneo a esprimere un governo idoneo ad affrontare e risolvere i problemi dell’Italia.
Il Capo Dello Stato ha offeso gli Italiani elettori perché essi avrebbero votato cittadini non preparati culturalmente e politicamente per svolgere il ruolo di parlamentare e, infine, non ha osservatola Cartacostituzionale.
Quanto successo in pochi giorni è, senza dubbio, un progetto preparato da qualche tempo ed eseguito al momento giusto.
La nomina inaspettata e inopportuna di senatore a vita del prof. Mario Monti conferma il sospetto della novità preparata dal Presidente Giorgio Napolitano. Dopo quanto accaduto per opera, del Capo Dello Stato, nessun parlamentare ha dato segno di risentimento con un atto di dimissione dal Parlamento.
E’ inspiegabile, dopo la decisione del Presidente, riservare tanto consenso al Governo Monti, accolto in Parlamento alla maniera degli Egiziani quando il guerriero Radamés tornava vincitore in Patria.
Peccato che la fase della fiducia al Governo Monti non sia stata accompagnata dal suono della “Marcia Reale” di Aida di Giuseppe Verdi.
Bisognerebbe, allora, guardare con più simpatia la “Lega Nord”, che ha dimostrato orgoglio di partito e rispetto del Parlamento.
Tutti gli altri partiti hanno convenuto, dopo il voto di fiducia al Prof. Mario Monti di instaurare un clima politico di legittimazione dei ruoli e di collaborazione per risolvere i problemi del Paese.
In tale proposta si manifesta tutta l’ipocrisia dei partiti poiché è una vera e propria promessa di marinaio. Come potrebbe Bersani, cosciente delle sue competenze, entrare nell’Arena dei leoni per essere fatto fuori dopo un minuto? E Vendola chi lo rassicurerebbe che Bersani non sarebbe più il suo antagonista? Che cosa direbbero i tre moschettieri del Terzo Polo?
L’on. Casini, che sogna il Quirinale tutte le notti, come accetterebbe il ruolo di un caporale maggiore bravo a istruire le reclute?
La proposta è fatta oggi da molti parlamentari perché hanno capito l’errore commesso pensando, che fatto fuori il nemico politico e non l’avversario, come vorrebbe la “Democrazia”, si sarebbero realizzate le loro ambizioni di potere?
I tanti traditori dell’ultimo momento sono rimasti delusi e amareggiati per la mancanza del “carro dei vincitori”.
Chi se n’è fregato di salvare l’Italia dalla trappola della politica dell’Unione Europea dovrebbe sentire il peso della propria responsabilità e dimettersi dal Parlamento. Per la dignità personale dovrebbero dimettersi tutti i parlamentari per lo schiaffo avuto dal Presidente Napolitano.
I più delusi dalla risoluzione della crisi sono i cittadini, che non hanno più fiducia dei politici bravi solo a risolvere i problemi personali.
Il futuro è pieno d’incognite. Quella più temibile è una sommossa dei giovani disoccupati e senza speranza di miglioramento.

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