Un breve elenco degli errori che ci hanno condotto a questa situazione parte proprio dall’appena rieletto presidente.

Napolitano. Lo scrivemmo allora e, a maggior ragione, lo ripetiamo oggi. Ha toppato di brutto a non sciogliere le Camere e a propinarci il governo di Monti. Si è purtroppo rivelata esatta la nostra previsione. Monti non avrebbe risolto i problemi economici seguendo le ricette suggerite non disinteressatamente dalle lobbies finanziarie e dagli euro burocrati. Quanto ai problemi politici si sarebbero ripresentati, aggravati, alla fine dell’esperienza dei “tecnici”. Si doveva andare a nuove elezioni immediatamente e, ci pare, non dobbiamo spendere parole per dimostrare che avevamo ragione. Fortunatamente un errore e qualche forzatura costituzionale non cancellano l’equilibrio e la correttezza del suo trascorso settennato. E questo ha consentito ad una classe politica caduta assai in basso di farne il deus ex machina che toglie (momentaneamente) dagli impicci.
Monti. Imbarazzante. Tutta l’alea da salvatore della patria che lo avvolgeva, sacrificata sull’altare di una smodata presunzione. Ha colmato la distanza che lo separava dalla classe politica. Rapidissimamente, perché è stata una corsa in discesa. Il tutto reso più grave dalla irresponsabile fretta delle sue dimissioni che ha fatto coincidere le elezioni con il semestre bianco. Purtroppo gli ha dato una mano Napolitano che avrebbe potuto rinviarlo alle Camere ed evitare di trovarsi poi costretto, non potendo indire nuove elezioni, alla sceneggiata dei “dieci saggi”.
Grillo. I suoi, probabilmente, non sono errori. Non si poteva comportare diversamente senza contraddirsi. Accordi e convergenze con il PD lo avrebbero posto in contraddizione con l’unico punto chiaro del suo programma: tutti a casa. Ma sono cresciuti coloro che pensano che a casa debba andare anche lui, visto che non è servito per scegliere un nuovo Capo dello Stato ed è inutilizzabile per formare un governo. Per non parlare delle continue gaffes di molti esponenti del Movimento 5 Stelle, della ignoranza sulle regole della democrazia e delle spesso inconsapevoli scivolate del populismo verso forme inequivocabili di fascismo. Stiamo offendendo il 25% degli Italiani, che hanno votato Grillo? Piano con le spinte: Mussolini aveva un consenso oltre il 90%. Italiani convinti, non costretti. Guardiamola in faccia la realtà, che aiuta a non ricaderci.
PDL e Berlusconi. Dopo lo scampato pericolo della estinzione che ha trasformato in vittoria la perdita di metà dell’elettorato, ancora una volta Berlusconi e la sua creatura sembrano vincenti. E questo li rende ancora più ostinati a perseverare nell’errore di sempre: non accettare l’idea che Berlusconi non sia immortale. Dunque, niente ricambio ed un perenne ritorno al futuro: il massimo che ci si spinge a immaginare è “il ritorno allo spirito del 94”. Quando il futuro, finalmente, si presenterà, saranno ovviamente impreparati.
PD. Pochi lo prevedevano ma è stato il vero anello debole. Però smettiamola di addossare tutte le colpe a Bersani (che non è innocente). Abbiamo purtroppo visto che razza di partito è diventato il PD. Il che ci ha fatto capire, in parte, anche la ragione dei tanti errori di Bersani e delle tante e repentine svolte. L’ipotesi che dalla contesa fra Matteo Renzi e Fabrizio Barca potesse nascere una nuova leadership capace di rilanciare il PD appare consumata dalle incredibili giornate della corsa per il Quirinale. Barca se la è giocata con l’intempestivo e tardivo pronunciamento per Rodotà (in alternativa Bonino), quando tutto il partito si era appena leccato le ferite trovando un minimo di unità sulla conferma di Napolitano. Renzi è incappato in un incredibile errore nei tempi della sua entrata in scena. Perché no Marini e si Prodi, è incomprensibile a tutti, salvo che a coloro che uniscono fedeltà e incrollabile fede nel sindaco di Firenze. Il profumo della rissa lo ha attratto irresistibilmente. E, di colpo, gli ha fatto perdere tutto il fascino dell’uomo lontano dalle beghe del palazzo e dalle basse manovre partitiche.
Un PD così conciato è inutile e dannoso. Difficilmente si troverà qualcuno capace di rimetterlo in carreggiata.
Conclusione. Se si farà un governo di larghe intese, capace di due o tre riforme, dare il tempo ai partiti di darsi un minimo di strategia, in qualche caso rifondarsi, e andare subito dopo al voto, sarà cosa santa. Ma insufficiente senza qualche significativa novità.

Vorrei notare che Monti non era stato chiamato per risolvere i problemi economici, ma per evitare che lo stato italiano facesse default. Persa la fiducia dei mercati finanziari, aveva urgenza di rifinanziare il proprio debito a tassi che non fossero insostenibili, come, invece, stava accadendo: l’inerzia di un governo, la sfacciataggine di negare i problemi, oltre alla credibilità ed alla buona reputazione (perdute), cose che all’estero contano e parecchio (italiani smemorati più o meno consapevolmente! Ma non mi riferisco certo a chi non ha mai sostenuto Monti. C’è qualcuno che si ricorda, per esempio, uno fra i tanti provvedimenti impopolari, con il voto di chi ha introdottto l’imu? ).
Monti, si è poi dimesso per la ‘sfiducia televisiva’ comunicata da Alfano su indicazione tempestiva di Berlusconi: era all’ordine del giorno la votazione sull’abolizione delle provincie, la riduzione dei parlamentari e qualche altra cosuccia che comportava sacrifici non solo ai soliti noti. Gli è stato permesso di fare solo quello che era inviso ai più (facile poi riempirsi la bocca di elogi alla defunta Thatcher). E da allora, Berlusconi sapeva, per certo, che se fossero andati ad elezioni anticipate non avrebbe avuto come avversario Renzi, che faceva appello al voto di tutti senza puzza sotto il naso, ma un ex PCI di lungo corso.
Monti, infine, si è illuso, anche su suggerimento di alcuni euroburocrati che ben conosce, di poter ricostruire un centro in Italia, partendo da presupposti sbagliati. A questo si aggiunga una campagna elettorale demenziale. L’occasione è andata perduta.
Per il resto non posso che associarmi all’auspicio del Direttore.
Però diciamola tutta, se Renzi trentottenne sciorina già due maniere, o due maschere, a cinquant’anni sarà peggio di Fregoli. Un nuovo cattolicissimo e quindi vecchissimo, ma utile per il saggio: Pragmatismo e Opportunismo.
L’analisi del Direttore sulla situazione politica è severa e ammonitrice verso i responsabili, nessuno escluso, della crisi in cui si trova l’Italia.Dopo il messaggio di Napolitano molti politici presuntuosi e accecati dall’odio saranno costretti a rivedere le proprie illogiche posizioni. La prima dovrebbe essere Rosy Bindi che continua a sostenere che nessuna intesa si potrà raggiungere con il PDL. Per quanto riguarda il compito di un giornale libero ed equilibrato come Pensalibero non deve smetterla di ricordare agli eletti parlamentari che il loro dovere è fare gli interessi del Popolo.
In tutti i riferimenti a posizioni e messaggi di Renzi ,ho sempre osservato che i giudizi e le istanze erano condivisibili ,ma il sostegno dichiarato a Prodi no…è quantomeno contraddittorio. Ho anche chiesto di spiegarlo , questo ,a viso aperto . Non so che esito possa avere la mia richiesta …come disse il cieco ,staremo a vedere .
Ottimo Nicola, sottoscrivo in pieno.
Condivido la limpida e puntuale analisi del direttore. Domando, inoltre – a lui, ai lettori e agli amici di Pensalibero, a me stesso – quali pensiamo che siano le iniziative e le proposte possibili – costruttive, sottolineo, non solo critiche – che un giornale, un gruppo come il nostro ( è permesso dire “nostro” ? ) riteniamo sia in grado – e in dovere, perchè no ? – di organiozzare ed esprimere.
Aggiungo: il Matteo Renzi delle ultime settimane ha sbagliato tempi, modi e scelte ( Prodi ? ! ); ma restano sempre valide le prese di posizione del “primo” Renzi. Magari il PD le avesse accolte !
Renzi a mio avviso ha detto no anche a Prodi, è un ragazzotto dispettoso che ha trovato una platea di ingenui, e da grande sarà un inaffidabile.