Qualcuno sostiene che il suo pregio è il fiuto. Da buon napoletano. Per chiarire, adoro i napoletani. Quasi tutti.
Sicuramente mi sbaglio ma quando il Ministro, già fra i creatori dei fivestar nonché capo politico fino al 2020 , ha fatto lo strappo, ho subito pensato che non era possibile fosse opera sua. Soltanto sua.
E ho cominciato a cogitare per arrivare alla conclusione che, con molta probabilità, aveva fatto un patto con il Capo del Governo. Secondo una mia precipua opinione. Ovviamente, o se vogliamo il mio fiuto da fiorentina.
Naturalmente conosceva gli eventi che avrebbero avuto luogo di lì a pochi giorni, come dl da approvare, la fiducia eventuale da porre e sostenere, Insomma, tutto quel che poi è successo. E così si è salvato in corner la poltrona da Ministro.
Mollando il vecchio amico di tante battaglie pregresse. Mr. Pochette, come qualcuno lo definisce.
Poi ho pensato a chi, in verità, aveva proposto e steso tappeti rossi al Conte poi deposto sullo scranno della presidenza a Palazzo Chigi. Se dico un nome , suona alto un nitrito.
Bonafede detto Fofò. HIIIGFIIIII. Che da tempo non appare sulla scena politica.
Ma c’è da chiedersi chi e che che cosa c’è dietro all’eclissi di Bonafede, dietro il silenzio del ministro della Giustizia. Non ci manca ehhh.
Sembrano passati secoli dai tempi delle manette e dei daspo ai corrotti. La pandemia ha reso tutto caotico, alcune priorità sono state scavalcate, come le accuse di giustizialismo e hanno lasciato il passo a grane più complesse. Gli anni da incubo del Covid, con le proteste violente nelle carceri e i domiciliari concessi ai boss mafiosi. Ma anche le mozioni di sfiducia in Parlamento e la paralisi dei tribunali. Senza dimenticare l’affaire del pubblico ministero antimafia Nino Di Matteo, paladino dei Cinque Stelle. Nonché forse principale artefice dell’eclissi di Alfonso Bonafede.
Oggi l’ex guardasigilli, continua a lavorare senza clamori in un ministero che tra scandali e polemiche, ha visto decapitati quasi tutti i suoi vertici. «Quando il ministro si insediò e nominò questi collaboratori, che anche per gli addetti ai lavori erano perfetti sconosciuti, si vantò di aver scelto dei puri, dei soggetti che non erano mai stati contaminati dalla politica. Evidentemente quella scelta non fu felice», sostiene il deputato di Forza Italia Pierantonio Zanettin, già consigliere del Csm.
Dopo avere urlato per mari e per monti che non voleva onorevoli nel Csm, ora Fofò si candida per una poltrona a Palazzo dei marescialli. Non male per chi, qualche anno fa, si divertiva alla consolle della discoteca Extasy di Mazara del Vallo, invitando gli ospiti ad alzare le mani e ballare.Così come ad ogni imputato pareva idealmente dire “Su le mani”. Rincorre uno dei dieci posti destinati ai “laici” nel prossimo CSM. Come riporta il Fatto Quotidiano, notoriamente molto ben informato sulle dinamiche pentastellate.
Ma a parte i tanti “cortocircuiti”, sorprende, ma mica tanto, in fondo, che da guardasigilli in via Arenula, fu l’autore di una proposta di legge, mai approvata, che prevedeva il divieto tassativo per i parlamentari e per i membri del governo di diventare componenti del Csm.
Dunque, come poteva Draghi non aspettarsi che con i pentastellati, che non conosceva forse personalmente ma dei quali sapeva di tutto e di più, fidarsi e non aspettarsi quel che ora sta accadendo.
No, Mario, qualunque sgarbo o sgarro ti abbiano fatto, qualunque tiro mancino, non puoi e non devi abbandonare il paese al suo destino. Ti sei preso questa gatta da pelare, questo incarico e devi portarlo avanti, se non a termine. Il PNRR è fondamentale per il bene della gente, come si usa dire. Trova il modo, usa la bacchetta magica e il cilindro se necessario, ma termina il tuo compito. Insieme al CDS che non deve sciogliere le Camere. Non possiamo affrontare una campagna elettorale d’agosto per andare alle urne il 25 settembre. Come si dice.
Carla Ceretelli

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