• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Turisti della democrazia: quando il silenzio è più pericoloso del dissenso

In un contesto in cui il diritto di voto è considerato un pilastro fondamentale della democrazia, le recenti dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani hanno sollevato notevoli interrogativi. L’invito esplicito all’astensione dai referendum dell’8 e 9 giugno, motivato da una posizione politica contraria ai quesiti referendari, introduce una dinamica complessa nel dibattito pubblico. La legittimità dell’astensione come scelta politica è innegabile. Tuttavia, l’enfasi posta sull’invito a non partecipare, soprattutto da parte di un membro del governo, solleva dubbi sulla coerenza tra la retorica della sovranità popolare e la pratica di scoraggiare la partecipazione civica.

di Daniela Piesco | 7 Maggio 2025
Enrico Rossi, Antonio Tajani ed Eugenio Giani durante la consegna del Pegaso d’argento

In un contesto in cui il diritto di voto è considerato un pilastro fondamentale della democrazia, le recenti dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani hanno sollevato notevoli interrogativi. L’invito esplicito all’astensione dai referendum dell’8 e 9 giugno, motivato da una posizione politica contraria ai quesiti referendari, introduce una dinamica complessa nel dibattito pubblico.

La legittimità dell’astensione come scelta politica è innegabile. Tuttavia, l’enfasi posta sull’invito a non partecipare, soprattutto da parte di un membro del governo, solleva dubbi sulla coerenza tra la retorica della sovranità popolare e la pratica di scoraggiare la partecipazione civica. 

Questa posizione contrasta con il principio secondo cui il referendum rappresenta uno strumento di democrazia diretta, attraverso il quale i cittadini possono esprimere la propria volontà su questioni di rilevanza nazionale.

Se è vero che astenersi è un diritto, un governo che attivamente incoraggia tale scelta, soprattutto in relazione a uno strumento di democrazia diretta come il referendum, svela una concezione singolare del proprio ruolo. Anziché farsi promotore di un dibattito aperto e di una partecipazione consapevole, sembra preferire un’aula semivuota, dove le proprie decisioni incontrino meno resistenze.

Le reazioni indignate dell’opposizione evidenziano un timore palpabile: che dietro questo invito all’inazione si celi la paura di un verdetto popolare scomodo, una riluttanza a confrontarsi nel merito su temi sensibili come il lavoro e la cittadinanza.

 L’ombra del boicottaggio si allunga, alimentata da una circolare ministeriale che limita la comunicazione istituzionale, quasi a voler oscurare la visibilità stessa del voto.

E qui sorge spontanea una riflessione sulla vera natura di questo appello all’astensione. Non si configura forse come un atteggiamento di chi si fa “turista” della democrazia? Un governo che sembra fruire del coinvolgimento popolare solo a intermittenza, a seconda della convenienza politica del momento, quasi concedendosi una “vacanza” dalla volontà popolare quando questa rischia di contrariare i propri piani.

 Si sottolinea come l’invito all’astensione possa essere interpretato come un tentativo di influenzare l’esito del referendum attraverso la riduzione del quorum, piuttosto che attraverso un dibattito aperto e trasparente sui meriti delle proposte referendarie.

La questione centrale risiede nella distinzione tra il diritto individuale di non votare e l’invito istituzionale a non farlo. Mentre il primo è una libertà personale, il secondo assume una dimensione politica che può essere percepita come un tentativo di orientare l’opinione pubblica e di influenzare l’esito di un processo democratico.

Inoltre, la giustificazione fornita dal Ministero dell’Interno riguardo alla circolare n. 21/2025, presentata come una mera applicazione di disposizioni vigenti, non dissipa completamente i dubbi. La coincidenza temporale tra la circolare e l’invito all’astensione solleva interrogativi sulla possibile esistenza di una strategia coordinata per limitare l’informazione e la partecipazione.

Sarebbe il caso  che il governo chiarisca la sua posizione riguardo all’invito all’astensione e alla comunicazione istituzionale sui referendum. La trasparenza, l’equità e il rispetto per il processo democratico sono fondamentali per preservare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

 La decisione di votare, o di non votare, rimane una scelta individuale, ma tale scelta deve essere esercitata in un contesto di informazione completa e imparziale.

L’8 e 9 giugno non siano giorni di silenzio, ma un’occasione per riaffermare che la democrazia non è un albergo a ore per governanti di passaggio, ma la casa comune di tutti i cittadini.

Daniela Piesco

Pubblicato in : Apertura, Blog, Editoriale, Le voci cresconoTag: democrazia, enrico rossi, Eugenio Giani, governo, informazione, lavoro, merito, natura, opinione pubblica, opposizione, processo, referendum, sovranità popolare

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti