
Voi davvero pensate che la foto più vista e pubblicata di queste ore sia stata scattata da una angolatura a caso? Trump-Zelensky l’uno davanti all’altro tra i marmi della Basilica di San Pietro e in fondo un Monsignore del Cerimoniale che mette a posto una seggiola. Sarà un caso? Credete sia fortuita? L’hanno detto e scritto: una foto che è già storica a prescindere dai risultati.
I funerali di Papa Francesco, nella Basilica vaticana, sono stati occasione per un incontro tra i presidenti di Stati Uniti e Ucraina, sul futuro del Paese martoriato da oltre tre anni di guerra e costantemente nelle preghiere del defunto Pontefice. Un colloquio, secondo Zelensky, che ha il potenziale per “diventare storico” se si raggiungeranno “risultati congiunti”.
Qualcuno ha commentato che proprio la presenza del Monsignore in fondo, che mette a posto la seggiola, toglierebbe forza ed eroicità alla fotografia. Niente di più azzardato! Ce ne sono altre, , sempre messe a disposizione da Vatican News, senza Monsignore, ma hanno avuto minor successo. Sapete perché? Perché è proprio quel Monsignore di spalle che sembra non accorgersi di essere un pezzo importante nello scatto della Storia che dice a tutti: attenzione siamo in San Pietro, avete pochi minuti per parlarvi e capirvi, e poi ci sono cose anche più importanti da fare e fra un po’ vi porto via pure le vostre due seggiole.
Donald Trump e Volodymyr Zelensky, due mesi dopo il burrascoso incontro allo studio ovale, si sono ritrovati faccia a faccia tra le navate della basilica, poco prima dell’inizio dei funerali di Bergoglio: un colloquio di 15 minuti, definito “costruttivo” da entrambe le parti, immortalato da una foto che ha fatto il giro del mondo.
Quel Monsignore di spalle dice ancora che siamo proprio in Basilica, che stiamo vivendo i secondi e i minuti di attesa dell’inizio della cerimonia esequiale per Papa Francesco e che proprio questo pezzo di Basilica e questo pezzo di tempo che Francesco vi ha dato è da usare al meglio per voi e per tutti. E intanto io metto a posto la seggiola. La quale magari era stata avvicinata per un altro presidente ma una “confessione” si fa a due.
Riguardiamola bene questa foto. Immaginiamola senza Monsignore e sarebbe tutta un’altra cosa. E se ci pensiamo bene quella presenza del Monsignore che è protagonista di spalle è una metafora delle spalle forti della Chiesa, delle spalle che si possono girare quando è necessario ed opportuno, e al- contempo esserci e farsi vedere, e sembra dire: guardate che voi siete i potenti di oggi, ma qui ne sono passati tanti prima di voi e ne passeranno altri, dopo di voi. Per questo sistemo la seggiola. Per il futuro.
Fabrizio Binacchi

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