• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Trump tra attacco e tregua: la strategia dell’incertezza permanente

Il copione ormai è riconoscibile, quasi prevedibile nella sua ripetizione. Donald Trump alza i toni, minaccia azioni decisive, porta lo scontro al limite e poi, improvvisamente, si ferma. La decisione di sospendere l’attacco all’Iran, nonostante il fallimento del summit di pace in Pakistan, si inserisce perfettamente in questa dinamica. Non è un passo indietro definitivo, ma un’ulteriore tappa di quello che si può definire uno “stop and go” permanente della politica estera americana. Resta infatti il blocco navale nello Stretto di Hormuz, nodo strategico per il traffico energetico globale, una misura che continua a preoccupare la comunità europea per le sue inevitabili ricadute economiche e commerciali. Da un lato la sospensione dell’offensiva, dall’altro il mantenimento della pressione: una combinazione che tiene aperto il conflitto senza farlo esplodere completamente.

di Cesare Mannucci | 22 Aprile 2026

Il copione ormai è riconoscibile, quasi prevedibile nella sua ripetizione. Donald Trump alza i toni, minaccia azioni decisive, porta lo scontro al limite e poi, improvvisamente, si ferma. La decisione di sospendere l’attacco all’Iran, nonostante il fallimento del summit di pace in Pakistan, si inserisce perfettamente in questa dinamica. Non è un passo indietro definitivo, ma un’ulteriore tappa di quello che si può definire uno “stop and go” permanente della politica estera americana. Resta infatti il blocco navale nello Stretto di Hormuz, nodo strategico per il traffico energetico globale, una misura che continua a preoccupare la comunità europea per le sue inevitabili ricadute economiche e commerciali. Da un lato la sospensione dell’offensiva, dall’altro il mantenimento della pressione: una combinazione che tiene aperto il conflitto senza farlo esplodere completamente.

Il punto politico è che questa strategia non nasce soltanto da valutazioni geopolitiche. Nasce, soprattutto, da esigenze interne. Negli Stati Uniti cresce il malcontento per le conseguenze economiche delle scelte dell’amministrazione: aumento dei prezzi dell’energia, incertezza sui mercati, timori per una possibile escalation che avrebbe effetti diretti sulla vita quotidiana degli americani. Trump lo sa. E proprio per questo alterna fasi di tensione a momenti di apparente distensione, cercando di mantenere il controllo della narrazione. La guerra, in questa logica, diventa uno strumento di comunicazione. Non solo un fatto militare, ma un elemento della costruzione del consenso. Quando la pressione interna aumenta, il tono cambia. Quando il consenso sembra stabilizzarsi, la tensione torna a salire.

Ma questa oscillazione continua produce un effetto collaterale che rischia di sfuggire al controllo. L’incertezza. Gli alleati europei, già preoccupati per le ricadute economiche del blocco navale, faticano a interpretare la linea americana. Da un lato viene annunciata una sospensione dell’attacco, dall’altro si mantiene una misura – quella sul traffico nello Stretto di Hormuz – che incide direttamente sugli approvvigionamenti energetici e sui prezzi. L’Europa, in questo contesto, si trova ancora una volta nella posizione di subire decisioni prese altrove, senza avere la capacità di influenzarle realmente. E questo alimenta tensioni anche all’interno del fronte occidentale, con richieste sempre più esplicite di chiarezza e di stabilità.

Il rischio, alla fine, è che la strategia dello “stop and go” finisca per logorare non solo gli avversari, ma anche gli alleati e l’opinione pubblica interna. Perché se è vero che la pressione può essere uno strumento negoziale efficace, è altrettanto vero che l’eccesso di oscillazione riduce la credibilità. Trump continua a muoversi su questa linea sottile, convinto che la gestione della tensione sia la chiave per mantenere il controllo della situazione. Ma la realtà, come spesso accade, è più complessa della narrazione. E quando la complessità cresce, l’incertezza diventa il vero terreno sul quale si misura la leadership. Non più la forza delle parole, ma la coerenza delle scelte. Ed è proprio su questo terreno che si giocherà, nei prossimi mesi, la partita più difficile per la Casa Bianca.

Cesare Mannucci

Pubblicato in : Blog, Editoriale, Esteri, La parola al Sindaco

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti