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Trump-Papa Leone: lo scontro con il Sacro e la deriva illiberale

Qual è lo spazio vitale capace di nominare la realtà quando il mondo sembra scivolare nell’irrazionale? Abbiamo perso la forza di dare un nome alla “blasfemia della guerra” e alla “brutalità del business”, come ha fatto Papa Leone davanti al delirio di Donald Trump?  Un potere che si auto-ritrae nei panni di un Gesù guaritore, mentre deumanizza i bambini sotto le bombe, smette di essere un interlocutore politico: non c’è dialogo possibile, né replica dovuta a chi incarna una patologia dell’essere e del comando. All’onnipotenza di un comandante in capo che alterna il campo da golf all’annuncio di uno sterminio, bisogna opporre una sfida epistemica: la riaffermazione che la violenza non avrà l’ultima parola e che la pietas verso gli innocenti resta l’unico, vero cardine della civiltà.

di Critica Liberale | 19 Aprile 2026

di Angelo Perrone*

Qual è lo spazio vitale capace di nominare la realtà quando il mondo sembra scivolare nell’irrazionale? Abbiamo perso la forza di dare un nome alla “blasfemia della guerra” e alla “brutalità del business”, come ha fatto Papa Leone davanti al delirio di Donald Trump?

La patologia del comando e il primato della pietas

 Un potere che si auto-ritrae nei panni di un Gesù guaritore, mentre deumanizza i bambini sotto le bombe, smette di essere un interlocutore politico: non c’è dialogo possibile, né replica dovuta a chi incarna una patologia dell’essere e del comando. All’onnipotenza di un comandante in capo che alterna il campo da golf all’annuncio di uno sterminio, bisogna opporre una sfida epistemica: la riaffermazione che la violenza non avrà l’ultima parola e che la pietas verso gli innocenti resta l’unico, vero cardine della civiltà.

Quando la propaganda diventa spettacolo della morte

 Quando il linguaggio del diritto e della diplomazia viene svuotato dall’iper-realtà di un messianismo folcloristico, la dignità umana deve farsi argine. Contro la pretesa di un potere “divino”, serve una voce capace di squarciare quella bolla di fanatismo che trasforma i bombardamenti in spettacolo e la carne martoriata dei bambini in becera propaganda.

L’imbarazzo dei sovranisti e la crisi delle democrazie liberali

 Questa patologia del potere non nasce nel vuoto, ma si alimenta della crisi profonda delle democrazie liberali, assediate da un sovranismo che ha scambiato la rappresentanza con l’idolatria. Il caso Trump pone oggi un problema ineludibile alla destra italiana ed europea: per anni, leader nostrani hanno guardato al “modello Trump” (o a quello di Orbán) come a una boccata d’ossigeno contro il cosiddetto “mainstream”, ignorando deliberatamente la natura antidemocratica e post-razionale di quel progetto.

Ora che Trump attacca il cuore del cattolicesimo e scivola verso un messianismo folcloristico, quell’area politica si ritrova in un vicolo cieco ideologico. Non si può essere “amici di Trump” e contemporaneamente custodi dei valori occidentali o cristiani. L’imbarazzo di chi oggi tace davanti alle offese al Pontefice rivela la fragilità di una destra che ha barattato i principi del conservatorismo con un populismo cinico, capace di giustificare persino il delirio pur di occupare lo spazio del potere.

Svelare la vacuità del delirio: oltre l’arena della competizione

 Proprio per questo, appare riduttivo — se non erroneo — accettare la cornice dettata da un uomo in evidente stato di delirio onnipotente. Scendere nell’arena della competizione significa, paradossalmente, legittimare un ring che non dovrebbe nemmeno esistere. Non si può rispondere a una narrazione apocalittico-demenziale con la sola prudenza del buon senso: il delirio non va sfidato, va svelato nella sua vacuità.

Un richiamo all’umanità smarrita

 Accettare il confronto con chi confonde la Croce con simboli profani significa smarrire il primato dell’umano. La vera forza non risiede nel duello, ma nel mostrare quanto sia arida e misera la terra su cui poggia il trono di chi ha ridotto il mondo a un macabro set cinematografico.

Angelo Perrone

*Fondazione Critica Liberale

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Critica Liberale

Critica liberale è da più di cinquant’anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni ’60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 quella di una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell’impegno per i diritti civili e per l’integrazione federale dell’Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all’Eldr (l’organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei).

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