
Trump considera un “cortile di casa” l’intero continente sudamericano, le sue ingerenze in questo mandato e nello scorso non si contano.
d’altronde è fondamentale per la destra americana l’allineamento alle politiche ultra liberiste dei paesi cardine del Sudamerica. E se la grande realtà economica del Brasile è riuscita ad allontanare il rischio del prolungarsi dell’avventurismo di Bolsonaro oggi chiamato a rispondere delle sue malefatte per avere tentato di sovvertire l’ordine costituzionale attraverso un’azione eversiva, diversamente l’amministrazione americana è riuscita ad assicurarsi la nuova presidenza Cilena, ispirata alle vecchie dottrine economiche della scuola di Chicago. Esse verranno rinnovate grazie alla vittoria di Katz un uomo di estrema destra figlio di un nazista tedesco che riesuma il vecchio spirito Pinochetista esaltando l’egemonia “bianca” opposta alla tradizione andina e rilanciando la lotta spietata contro l’immigrazione e contro lo Stato sociale;
Gabriel Boric il Presidente uscente con la sua maggioranza progressista si erano posti la sfida, nella scorsa legislatura, di far voltare pagina una volta per tutte al Cile con una nuova costituzione che soppiantasse quella di Pinochet che, seppur modificata nel tempo e riadattata ad un regime politico democratico, incarna simbolicamente e normativamente un Cile ancora legato al suo passato autoritario. Il processo costituzionale è stato lento e frastagliato e si è concluso con un nulla di fatto. Due referendum entrambi naufragati. La sconfitta ha spalancato le porte ad un nuovo autoritarismo cileno suffragato da un altisonante voto popolare che ha schiantato la sinistra radicale che cercava una alternativa al socialismo democratico uscendone sonoramente sconfitta. La stessa sorte Trump vorrebbe far compiere al Venezuela circondandolo con portaerei in caccia ad improbabili narcotrafficanti sequestrando più redditizie navi petroliere;
La verità è che insistendo con questo modo di procedere al di fuori della legalità internazionale, anziché favorire transizioni democratiche ben ordinate si sospingono i regimi a chiudersi sempre di più sostenuti tra l’altro da un ampio consenso del popolo assolutamente contrario ad una guerra esterna e ad una confrontazione civile aizzata da una discutibile premio Nobel per la Pace che incoraggia insurrezioni armate al posto di una più auspicabile soluzione alla crisi di legittimità politica della cupola che governa il Venezuela.
Bobo Craxi

Tutto giusto salvo la “cupola che governa il Venezuela”.
Non si tratta di una “cupola”, ma del legittimo governo socialista che governa il Venezuela e che, dai tempi di Chavez, ha ridato dignità al popolo contro le oligarchie interne e straniere.
Esattamente come il governo di Bettino Craxi a Dio tempo, ingiustamente bollato quale “corrotto”.
Stessa situazione. Stessi tentativi di destabilizzazione. Stessi mandanti.