
Secondo la CNN, sembra che sia il trentanovesimo annuncio di pace da parte di Trump, anche se tutti dicono che questa sia la volta buona.
Noi non ci fidiamo dell’incontinenza verbale del presidente americano e registriamo invece che le fazioni estremiste iraniane ritengono l’accordo una capitolazione mentre il governo di Israele dichiara che non si ritirerà mai da Libano e Gaza.
L’aggressione americana e israeliana all’Iran e l’invasione del Libano hanno prodotto altre montagne di migliaia e migliaia di morti civili, bambini innocenti, sofferenze inimmaginabili e fame, oltre agli esodi forzati, alla distruzione di case, ospedali e infrastrutture e alla crisi economica di dimensioni globali.
La follia della guerra di Trump e Netanyahu si spiega solo in un modo: come il prodotto della loro ideologia nazionalista e neofascista, della loro prepotenza e della loro idolatria per la violenza e la sopraffazione.
Il governo Meloni, pur dichiarando, insieme all’Europa, che quella in Iran non è la nostra guerra, continua ad avere un atteggiamento timoroso, ambiguo e passivo verso l’unilateralismo bellicista di Trump e il genocidio di Netanyahu.
Papa Leone XIV ha spiegato che la dottrina della “guerra giusta” appartiene a secoli passati e ha definito “inaccettabili” le minacce geopolitiche contro l’intero popolo iraniano, esortando la comunità internazionale a fermare i bombardamenti e a perseguire con forza sulla via del dialogo.
Non c’è alternativa alla pace e al multilateralismo come unici strumenti in grado di evitare la catastrofe mondiale.
Questa verità non sembra appartenere alla UE e ai governi europei, se si esclude il governo socialista spagnolo di Sanchez.
L’Europa di Von der Leyen e i governi liberali e di destra preferiscono restare in una posizione di secondo piano e di dipendenza decisionale rispetto all’asse USA-Israele mentre si adeguano allo spirito bellicista dei tempi decidendo di investire in una corsa agli armamenti che sottrarrà altre risorse allo stato sociale.
La sinistra su questi temi che sono cruciali per la vita e la morte delle persone deve esprimere con coerenza una linea pacifista.
In questi giorni si è celebrato molto il ricordo della morte di Enrico Berlinguer, che aveva ben chiara la posizione da assumere contro nuove corse al riarmo e l’installazione di nuovi missili nel nostro paese: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: “Se vuoi la pace, prepara la pace.”, diceva il leader del più grande partito comunista dell’Occidente.
Enrico Rossi

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