Troppi enti e troppi incompetenti.
Maledetta burocrazia specie quando ci si rimette la vita oltre al sistema nervoso,
quell’arte ignobile che rende difficile il facile attraverso l’inutile. Figuriamoci il difficile.
E ora il tempo è tiranno. La speranza si fa sempre più flebile.
“Je ne suis pas Charlie” Qualcuno ha il coraggio di fare satira anche sulla tragedia.
Il direttore aveva chiesto aiuto almeno 4 ore prima inascoltato, senza polemica ma questo è quanto, e in meritp ci sono le carte e le registrazioni telefoniche. Che a sentirle ti viene da cadere in deliquio. Un uomo devastato dal terrore che chiede aiuto e la risposta è stentorea..”ma noi abbiamo notizie di due ore fa e andava tutto bene”. Lo abbiamo sentito tutti. Eppure il primo impatto dovrebbe avvenire con persone formatissime psicologicamente, che sappiano intuire, magari con domande idonee, una reale esigenza e l’urgenza di chi chiede aiuto o, perchè no, allarmismo esagerato o addirittura mitomania. Comunque, come si dice dalle nostre parti, meglio aver paura…
Intanto si viene a contezza che le gare d’appalto per le casette sono state fatte nel 2014, molto prima dell’emergenza neve/sisma. Ovvio, dato che in emergenza non sarebbe il caso di mettersi ad appaltare alcunchè ma si dovrebbe prendere quello che c’è di approntato. E poi magari verificare. Insomma. E con cipiglio un signore piddino ce lo ricorda. Ma il governo attuale non è forse del PD o ci siamo persi qualcosa. E ci si chiede per quale motivo non sono andate a buon fine ste casette, perchè non sono state date quando promesse, a Natale, e perchè solo in parte. A sorteggio.
Deleghe dallo Stato alle Regioni, dalle Regioni alle Province che non ci sono più o non ci dovrebbero essere ma ci sono ancora non è chiaro con quali facoltà ruoli e competenze. Problemi di urbanizzazione, e poi Prefetture e Comuni e alla fine Protezione civile che, si dice, ma davvero sotto gli occhi di tutti, è considerata la migliore in assoluto. E Vigili del Fuoco con abnegazione indicibie, abituati a tutto.
E poi genio militare, e poi manca il gasolio. E mancano i 25.000 euro per riparare la turbina della provincia di Pesaro, e gli elicotteri che non si alzano non si sa bene se per il maltempo o per colpa della Madia.
Insieme a tutti i volontari che scavano con le mani e si insinuano nei cunicoli. E istintivamente ai vecchi sovviene Alfredino.
E deleghe di funzioni senza risorse da Regioni a Province. Un bel caos burocratico.
Troppi comandanti sconclusionati. Qualche riforma, magari chiara e coordinata, per l’accorpamento di vari enti e istituzioni sarebbe utile e necessaria.
La politica, cioè il governo abbastanza latitante. Senza sciacallaggio naturalmente.
Ma questo non è un paese normale, al di là della polemica politica.
E la colpa come al solito morì in culla e lo scarcabarile emerge in ogni dove e ogniqualvolta. Eventualmente il procurato allarme si valuta e persegue dopo. Non si può fare il processo alle intenzioni in certi casi, di fronte alle catastrofi ed alle tragedia.
Nota a margine
Ore 9 – interrotte le linee telefocniche.
Ore 10.25 – prima scossa di terremoto, ne sono seguite altre 3.
La paura si diffonde tra gli ospiti dell’hotel che si preparano per andare via. Ma le strade sono bloccate dalla neve.
Viene richiesto l’intervento di uno spazzaneve. L’appuntamento è alle 15, ma è rimandato prima alle 17 e poi alle 19.
Ore 17.25 – la valanga travolge l’hotel
Ore 17,30 uno degli ospiti (Giampiero Parete, salvo per miracolo perchè uscito a prendere una cosa in macchina) all’amico e datore di lavoro Quintino Marcella.
Ore 17,40 – la prima richiesta di sos è partita da Quintino marcella, che avrebbe ricevuto un messaggio vocale whatsapp dal suo chef. Ma la telefonata sembra sia stata sottovalutata. Ha dovuto poi chiamare singolarmente tutti gli altri numeri di soccorso.
L’allerta è stata presa sul serio circa due ore dopo la prima telefonata.
Albergatore e sindaco avevano chiesto spazzaneve il 17 sera e il 18 mattina. Ma le strade a chi spetta pulirle. Ah saperlo.
E ora il tempo è tiranno. La speranza si fa sempre più flebile.
Carla Ceretelli

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