Il 2017 si presenta come un anno decisivo per il futuro stesso del centrodestra in Italia: infatti o si andrà verso la fine del centrodestra per come l’abbiamo conosciuto dal 1994 con Berlusconi e Forza Italia “attratti” inesorabilmente dal PD in una riedizione spuria della prima repubblica e separati dai vari Fitto, Meloni e Salvini oppure potrebbe esserci finalmente un nuovo inizio.
Il 2016 è stato caratterizzato da due eventi che avranno conseguenze politiche, economiche e sociali anche in Italia per i prossimi 10 o 20 anni: il referendum sulla Brexit e l’elezione di Trump.
Molto probabilmente la politica italiana, troppo presa dal referendum del 4 dicembre, non si è ancora resa conto di quanto questi due eventi influenzeranno anche l’Italia.
Personalmente ritengo che il duo Renzi- Grillo essendo due lati della stessa moneta, stampata presso la zecca obamiana, siano destinati ben presto ad essere fortemente ridimensionati e forse persino ad uscire di scena con l’arrivo di Trump.
Tutto sarebbe diverso se Berlusconi, desideroso più di passare alla storia che di trasmettere esclusivamente le proprie aziende ed il proprio patrimonio ai figli, decidesse con un “colpo di follia” di non ascoltare i consigli dei vari Gianni Letta e Fedele Confalonieri che lo esortano a diventare un fedele alleato del PD e di Renzi e di pensare per se stesso e per la sua storia politica ad un “happy end”.
Questo Berlusconi “catenacciaro” che punta sulla legge proporzionale per allearsi in maniera perpetua al PD infatti va contro tutto quello che Berlusconi ha rappresentato non solo nella politica ma ancora di più nella società, nell’economia e persino nello sport italiano: infatti il Milan di Sacchi che non si accontenta dello zero a zero in trasferta ma che cerca sempre di vincere è il miglior manifesto programmatico del berlusconismo in tutte le sue forme.
Per salvare questa eredità berlusconiana Berlusconi dovrebbe avere il coraggio di vendere Mediaset a Vivendi, diventando in tal modo azionista di minoranza di un colosso mondiale dei media, liberandosi di qualsiasi possibile “ritorsione” e potendo quindi a questo punto perseguire il suo progetto di passare alla storia costruendo in Italia un partito unico del centrodestra sul modello del Partito Conservatore britannico o di quello Repubblicano americano.
Un partito contendibile, senza quote e senza nominati dall’alto, a spiccata vocazione maggioritaria, in grado di riunire tutto l’elettorato di centrodestra ora diviso e sempre più irrilevante di cui Berlusconi potrebbe essere il “padre nobile” ed il “presidente onorario”.
Temo che tutto questo purtroppo rimarrà solo un sogno ed è un vero peccato perché ad oggi il bilancio di più di 20 anni di berlusconismo le luci sono superiori e l’ultima stagione di Berlusconi rischia di comprometterlo seriamente.
E quindi da dove ripartire? Salvini è arrivato al suo massimo storico e non riesce a “sfondare” al centro-sud come si è visto nelle elezioni Comunali a Roma, in più certe posizione simil-CGIL tipo quelle sulla legge Fornero o sul referendum sull’Articolo 18 credo che disorientino buona parte del potenziale elettorato di centrodestra.
Inoltre Salvini ha “sdoganato” a destra Cinquestelle avendo dichiarato ancora prima del primo turno delle amministrative che a Roma e a Torino avrebbe votato Raggi e Appendino consegnando una parte dell’elettorato di centrodestra a Cinquestelle.
Giorgia Meloni ha dimostrato nelle Comunali a Roma di avere un buon seguito personale ma di avere un partito che non è in grado di tradurre in voti quel suo consenso perché le amministrative a Milano, Torino, Bologna e Napoli sono state disastrose per Fratelli d’Italia a dimostrazione forse che quel riferimento ad Alleanza Nazionale nel nome e nel simbolo non solo non portano voti ma probabilmente ne fanno perdere.
In ultimo il progetto dei Conservatori e Riformisti di Fitto: pur essendo oggi quello meno noto ha almeno il grande pregio, almeno ai miei occhi, di avere identificato in maniera ben chiara la “cornice” giusta nella quale muoversi ovvero quella dell’alleanza con i Conservatori britannici tramite l’adesione al gruppo al Parlamento Europeo dei Conservatori e Riformisti Europei.
Secondo me infatti il futuro del centrodestra italiano può ripartire solo da un solido legame con Stati Uniti, Regno Unito ed Israele e dalla risposta ai quattro grandi temi che sono cruciali per il futuro dell’Italia ovvero rapporto con l’Unione Europea, immigrazione, debito pubblico e riduzione della tassazione con conseguente taglio della spesa pubblica.
Chi saprà rispondere in maniera credibile a queste domande, restando saldamente ancorati a quella “cornice” internazionale da me delineata, potrà forse far rinascere il centrodestra italiano e salvarlo dalla condizione minoritaria nella quale oggi è relegato.
Federico Baldini

Se si deve alleare con chi ci ha messi con il fondello a terra…
La dice lunga.
La Brexit, si è distaccata dall’europa filo americana e israeliana, e noi dovremmo starci di nuovo insieme?