Quando hanno visto le tredicesime di dicembre in molti devono essersi chiesti se il 2007 era stato un anno bisestile. I percettori di redditi medio alti che, a ben guardare durante l’anno, pensavano di aver evitato la stangata fiscale di Prodi, si sono dovuti ricredere. I conguagli di fine dicembre delineavano una stangata perfino superiore alle aspettative. Da sommare naturalmente a tributi locali in molti casi cresciuti parecchio e agli effetti del caro vita diventati deleteri a partire da fine estate.
Un disastro (e l’anno non c’entrava niente perché il 2007 bisestile non era) e tanta rabbia arrivata quasi intatta nelle stanze di Palazzo Chigi dove si è fatto a gara a spengere l’incendio dicendo che la questione-salari è prioritaria nell’agenda del governo e che una diminuzione del prelievo fiscale dalle tasche dei lavoratori avverrà quanto prima.
Francamente è lecito dubitarne. Primo perché la congiuntura internazionale non si presenta favorevole e si rischia una conseguente diminuzione del gettito; secondo perché finanziare la legge di bilancio 2008 costera’ caro e non e’ certo che i soldi siano sufficienti. Terzo perché aver fatto una revisione delle aliquote fiscali (sbagliata quanto volete ma propugnata come equa e solidale) per rimangiarsela appena dispiega i suoi effetti risulterebbe politicamente deleterio ed economicamente insopportabile.
Non è un caso, infatti, se Romano Prodi promette e Padoa-Schioppa frena. L’inventore dei “tesoretti” sa benissimo che la cassa è vuota, che la sinistra radicale ha completato l’assalto alla diligenza e che la moltiplicazione dei pani e dei pesci è riuscita solo ad Uno con altri poteri.
Resta da capire fino a quando durerà la finzione: il governo che promette, il sindacato che reclama, i percettori di busta paga che pagano e aspettano. Nella migliore delle ipotesi bastera’ arrivare alla trimestrale di cassa di fine marzo per capire. Nella peggiore alla prossima Finanziaria. Ma allora vorrà dire che è passato un altro anno. E il 2008 è bisestile.
Enrico Buffoni

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