Adalberto Scarlino, presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, in occasione della Festa della Bandiera , celebrata dai Rotary club dell’Area Medicea il 7 gennaio, nell’ Auditorium “Cosimo Ridolfi “ della Banca CR di Firenze, ha svolto un intervento , qui riportato in sintesi, sul tema Tre colori per una storia : di gioventù, di libertà, di modernità.
Una bella storia, che comincia con l’eroismo di due giovani, Luigi Zamboni e Giovan Battista de Rolandis, che, insieme a pochi amici e con semplici archibugi, portano in piazza, a Bologna, le prime coccarde tricolori, tentando di suscitare un’insurrezione nello Stato pontificio ; che non riesce e per la quale, arrestati, pagano con la vita .
Una storia che ha per protagonisti tanti altri giovani: da Goffredo Mameli,caduto ventiduenne nella difesa della repubblica romana, alle centinaia di studenti caduti e feriti sui campi di battaglia di Curtatone e Montanara , alle migliaia di giovani soldati guidati dal re Vittorio Emanuele nella sanguinosa, vittoriosa battaglia di San Martino. Volontari, tanti, che si arruolarono per libera scelta per l’indipendenza italiana.
Una storia, tra tanti problemi, di modernità , caratterizzata dalla fine del vecchio assolutismo, dal superamento delle vecchie e soffocanti frontiere, dalla realizzazione di un nuovo Stato – unitario – dall’apertura e dai collegamenti con la migliore Europa di quel tempo.
Una storia , tra immancabili contrasti, di libertà : libertà riconosciuta alle minoranze religiose, con le Lettere Patenti promulgate, all’inizio del 1848, da Carlo Alberto di Savoia ; e poi con lo Statuto, concesso dallo stesso re in accoglimento delle ripetute richieste di politici, uomini di cultura, cittadini di parte moderata e democratica; Statuto poi difeso da Vittorio Emanuele II, dopo la drammatica conclusione della prima guerra dell’indipendenza. all’inizio della quale le truppe piemontesi, avevano portato lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana.
Storia di patriottismo, quella del tricolore nel nostro Risorgimento. Non di nazionalismo. Una bandiera per la Patria : la nostra, ma anche quella degli altri popoli che ne rivendicavano il diritto . Un solo esempio : la Polonia . La quinta strofe del nostro inno nazionale richiama insieme il sangue d’Italia e il sangue polacco e anche l’inno nazionale polacco invoca l’Italia, Wlochy.
Una storia di laicità : bella parola, antica , ma straordinariamente attuale. La separazione cavouriana tra Stato e Chiesa, la pluralità delle chiese . L’istruzione del cittadino. Una scuola pubblica aconfessionale, laica, appunto. Alla quale dette , nella seconda metà dell’ Ottocento, un contributo sostanziale quella Massoneria alla quale appartenevano ministri della pubblica istruzione quali Terenzio Mamiani, Michele Coppino, Nunzio Nasi, Luigi Credaro. Oltre ad Ernesto Nathan, che riuscì a far introdurre per diversi anni tra i libri di testo I doveri dell’uomo di Giuseppe Mazzini. Massoneria, della quale – come della Monarchia sabauda – si possono riconoscere limiti e difetti, ma della quale – delle quali – non possiamo, non dobbiamo, ancorchè cittadini di un’Italia repubblicana , disconoscere i meriti storici.
Una storia, infine, che vide partecipe la componente , tutta italiana, del cattolicesimo liberale, caratterizzata da personalità prestigiose, quali Lambruschini, Gioberti, Rosmini; e, su tutte, quella di Alessandro Manzoni ; l’autore del romanzo degli umili – e degli oppressi dalla prepotenza straniera – il grande poeta che, nel suo Marzo 1821, saluta i santi colori e la santa vittrice bandiera.
Tre colori, dunque, ed una storia. Quella del Paese più bello del mondo, raccontato, anche negli anni del Risorgimento, da eccezionali musicisti – da Bellini a Verdi – e da amabili pittori, come i nostri Macchiaioli, da Borrani ad Altamura . Una storia – UNA – – da conoscere e da amare. Magari insieme alle parole di quel testo, La Bandiera, della commedia musicale Rinaldo in campo, con la quale Domenico Modugno cantava: Col bianco delle nevi delle Alpi /col verde delle valli di Toscana/ col rosso dei tramonti siciliani / noi facemmo una bandiera. / Bianca rossa e verde la bandiera tricolor./ Col bianco dei colombi di San Marco/ col verde dei bei prati in Lombardia /col rosso dei papaveri abruzzesi / noi facemmo una bandiera. Col bianco dei capelli di una madre / col verde di due occhi tanto belli / col rosso, rosso sangue dei fratelli / noi facemmo una bandiera / bianca rossa e verde la bandiera tricolor.
Adalberto Scarlino

Perfettamente d’accordo tutti, quindi inutile litigare: Tre colori, tre Stati Federati, una storia.