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Travaglio: non giornalismo ma consapevole farabuttismo

Ieri il direttore del Fatto, nell’accusare gli Usa e la Nato di essere i peggiori nemici dell’Europa, dà di nuovo sfogo alla sua impareggiabile putinità. E rilancia una trita e ritrita fake news costruita dal Cremlino per giustificare l’invasione russa: il golpe Cia che attraverso le proteste di Piazza Maidan portò l’Ucraina fra le grinfie degli Usa. C’è la prova, spiega Travaglio, anzi la pistola fumante, la confessione-rivendicazione di Victoria Nuland, vicesegretaria di Stato Usa con Biden: «Il golpe di grazia arrivò nel 2024, con il regime change in Ucraina (non un filoputiniano, ma la vicesegretaria di Stato Victoria Nuland dichiarò al Congresso che gli Usa avevano “investito 5 miliardi” nella “rivolta” di Maidan al grido di “Europa vaffanculo!”), la guerra civile, l’invasione russa, la distruzione dei gasdotti Nord Stream a opera del trio Kiev-Varsavia-Cia, le auto-sanzioni a Mosca, i soldi buttati in una guerra persa in partenza: cioè il definitivo suicidio dell’Europa».

di Marco Taradash | 4 Marzo 2026
Lo studioso della politica russa Dmitry Oreshkin

Ieri il direttore del Fatto, nell’accusare gli Usa e la Nato di essere i peggiori nemici dell’Europa, dà di nuovo sfogo alla sua impareggiabile putinità.

E rilancia una trita e ritrita fake news costruita dal Cremlino per giustificare l’invasione russa: il golpe Cia che attraverso le proteste di Piazza Maidan portò l’Ucraina fra le grinfie degli Usa. C’è la prova, spiega Travaglio, anzi la pistola fumante, la confessione-rivendicazione di Victoria Nuland, vicesegretaria di Stato Usa con Biden:

«Il golpe di grazia arrivò nel 2024, con il regime change in Ucraina (non un filoputiniano, ma la vicesegretaria di Stato Victoria Nuland dichiarò al Congresso che gli Usa avevano “investito 5 miliardi” nella “rivolta” di Maidan al grido di “Europa vaffanculo!”), la guerra civile, l’invasione russa, la distruzione dei gasdotti Nord Stream a opera del trio Kiev-Varsavia-Cia, le auto-sanzioni a Mosca, i soldi buttati in una guerra persa in partenza: cioè il definitivo suicidio dell’Europa».

Nuland non ha mai detto nulla del genere. Non ha mai pronunciato quella frase. Quella dichiarazione è una invenzione del Cremlino che solo i più attivi agenti provocatori putiniani rilanciano frequentemente sui social.

La verità è del tutto diversa.

La frase originale proviene da un discorso di Nuland il 13 dicembre 2013, non davanti al Congresso USA, ma a una conferenza della U.S.-Ukraine Foundation (un’organizzazione non governativa che promuove la democrazia in Ucraina). In quel discorso, Nuland ha detto: “Since Ukraine’s independence in 1991, the United States has supported Ukrainians as they build democratic skills and institutions, as they promote civic participation and good governance, all of which are preconditions for Ukraine to achieve its European aspirations. We have invested over $5 billion to assist Ukraine in these and other goals that will ensure a secure and prosperous and democratic Ukraine.”

Capito? Nuland disse che gli Stati Uniti avevano investito oltre 5 miliardi di dollari in più di 20 anni per sostenere istituzioni democratiche, sviluppo civico, buon governo e capacità istituzionali in Ucraina dall’indipendenza del 1991 in avanti.

Per chi ancora non fosse convinto della protervia da agit prop di Travaglio ecco una intervista a uno dei più autorevoli studiosi della politica russa Dmitry Oreshkin https://imrussia.org/…/2222-dmitry-oreshkin-in-the… che ha un certo punto parla anche di Victoria Nuland:

«Sì, dicono che gli Stati Uniti abbiano speso 5 miliardi di dollari per Maidan. È una bugia. [Il sottosegretario di Stato americano per gli affari europei ed eurasiatici] Victoria Nuland ha affermato che dal 1991 sono stati stanziati 5 miliardi di dollari per lo sviluppo della democrazia in Ucraina, ma nessun denaro è stato speso solo per Maidan. Ma le nostre [élite politiche] “lungimiranti” hanno immediatamente concluso che questi soldi sono stati spesi interamente per Maidan! Certo, supponiamo che gli astuti Stati Uniti abbiano previsto tutto questo 23 anni fa e abbiano speso questi 5 miliardi di dollari per preparare Maidan in tutto questo tempo».

L’intervista è del 2015, quando Oreshkin lavorava a Mosca (solo nel 2022 è stato costretto a lasciare la Russia).

Conclusione: quello di Travaglio non è giornalismo ma consapevole farabuttismo.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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