• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Tra urla e propaganda: la politica ridotta a tifo da stadio

La politica italiana sembra ormai ridotta a uno scontro sterile e inconcludente tra tifoserie contrapposte, più interessate a esaltare o denigrare leader come Giorgia Meloni ed Elly Schlein che ad affrontare i problemi reali del Paese. Con un’affluenza alle urne in drammatico calo e un dibattito politico impoverito, l’Italia si ritrova senza una vera guida politica e con una classe dirigente incapace di proporre soluzioni concrete. Tra spesa pubblica fuori controllo, giustizialismo dilagante e mancanza di riforme strutturali, il rischio è che il futuro della democrazia venga deciso da una minoranza sempre più esigua.

di Raffaele Romano | 30 Dicembre 2024

Ormai siamo al tifo più becero ma, soprattutto, più inconsistente ed inutile con urla del tipo: W Meloni! No W Schlein!

A questo è arrivato il livello fra i sedicenti addetti ai lavori: stampa, tv, radio e social dove in moltissimi casi si accapigliano sulle presunte doti politiche dell’una o dell’altra.

La cosa non promette niente di buono in quanto entrambe non sono per niente dotate di capacità politiche significative e rilevanti. L’unica dote degli schieramenti che le supportano è: usare sempre più la spesa pubblica per blandire ora questo ora quell’altro gruppo.

Siamo arrivati a toccare la cifra record di votanti pari ad appena il 46% degli aventi diritto.

Il che vuol dire che alle ultime regionali in Liguria la Meloni con Fratelli d’Italia ha ottenuto il 15,1% e la Schlein col Pd il 28,5%. Gli aventi diritto al voto erano 1.340.000 ma a votare ci sono andati solamente in 616.000. Per cui la Schlein ha preso il 28,5% del 46% che la porta ad avere incassato solo 160.148 voti di lista pari a poco più di un misero 8% dei votanti.

Peggio la Meloni che col proprio partito ha totalizzato solo 84.836 voti di lista pari a poco più del 4,5% di votanti.

Così alla fine Marco Bucci ha vinto con soli 8.400 voti in più di Andrea Orlando.

È molto verosimile che, fra poco, dal 46% si screnderà ancor di più sotto la soglia del 40%.

Invece di chiedersi drammaticamente perché e cosa porre in essere per fermare questa deriva per cui fra poco si voteranno da soli i rispettivi “tifosi”, dell’una e dell’altra parte, le incensano continuamente con doti quasi miracolistiche e non comprensibili come attribuire loro doti di centralità politica e credibilità internazionale.

Entrambe straparlano di rilancio dell’economia di cui sanno poco o nulla in quanto si preoccupano solo di aumentare la spesa pubblica come fosse un pozzo senza fine. L’attuale esecutivo fa pochissimo e l’opposizione fa il pieno dei no quasi sempre priva di proposte alternative solo per stare a galla.

Entrambe si dichiarano e si presentano al ridottissimo pubblico di ascoltatori come “paladine di riforme” ignorandone completamente il senso e producendo solo vari aggiustamenti che non aggiusteranno mai nulla in modo serio e definitivo.

Per contrastare la fuga dal voto degli italiani dovrebbero, prima di tutto, far ritornare a votare gli italiani facendo loro scegliere, con la preferenza o col collegio unico, i propri eletti al Parlamento che, dal 1994, non sono più scelti da loro ma imposti dai vari capi di movimenti che nulla hanno a che fare coi veri partiti.

Il secondo aspetto, ormai irrinunciabile, è il rispristino della politica alla guida del Paese che è, ormai, diventato il Paese delle Procure da 30 anni in qua. Per farlo, però, dovrebbero entrambe spogliarsi del giustizialismo che le attraversa totalmente e che, per loro limitata cultura liberale, è quasi impossibile liberarsene anche perchè sono nate e si sono sviluppate sulla “ghigliottina giudiziaria” altrimenti non sarebbero mai esistite.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Primo pianoTag: andrea orlando, anni, cultura liberale, meloni, parlamento, pd, spesa pubblica

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti