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Tra Renzi e Camusso? Mille volte Renzi (salvo se altri…)

di Tuttocchiali | 23 Novembre 2014

E’ in gioco il potere di veto che per altrui ignavia il sindacato si è guadagnato ed ha ampiamente esercitato per decenni in Italia. Un potere sfidato solo una volta da Craxi con il suo decreto di San Valentino.

Non una o dieci, ma mille volte Renzi nella battaglia senza esclusione di colpi che lo vede contrapposto alla CGIL di Susanna Camusso.

Ammettiamo che si tratta di una rissa sguaiata e che c’è, dall’una e dall’altra parte una buona dose di strumentalismo, che non è nuova riferita al sindacato ma raramente si era vista in riferimento a uomini di governo. Ragioni di opportunità, spesso anche di opportunismo, suggerivano al governo di non urticare troppo la CGIL, se non proprio di blandirla. Ma tutto ciò ammesso, la spinta a parteggiare per Renzi  (su questo punto) ne risulta rafforzata. Perché, se vince Renzi, molto cambierà nelle imprese, nei luoghi di lavoro e nella politica. L’unico vero risultato che Renzi potrà vantare, in grado di fare passare in secondo piano la totale inconcludenza dimostrata ad oggi dal suo governo sul piano delle riforme elettorali e costituzionali e sui versanti dell’economia, della giustizia, della pubblica amministrazione e dei rapporti con l’UE che sono cruciali per restituire ossigeno ad un Paese boccheggiante.

La lotta ingaggiata con il sindacato non potrà terminare con un compromesso e non essere condotta fino in fondo. E’ in gioco il potere di veto che per altrui ignavia il sindacato si è guadagnato ed ha ampiamente esercitato per decenni in Italia. Un potere sfidato solo una volta da Craxi con il suo decreto di San Valentino, ovvero con il taglio dei punti della contingenza che avevano generato una rincorsa tra salari e prezzi che non consentiva mai ai lavoratori di ottenere reali incrementi del loro potere di acquisto. Non interessa a nessuno l’art. 18: si tratta di smantellare un potere improprio che  ha niente a vedere con la difesa dei diritti e delle condizioni dei lavoratori. La CGIL difende il potere suo e una serie di privilegi che sono effetto e al tempo stesso formidabile puntello di questo potere: i soldi ai patronati, la rimessa diretta e ininterrotta delle quote dei lavoratori nelle casseforti dei sindacati, la delega che non ha bisogno di essere rinnovata anno per anno ma è presunta a vita, i lacci e laccioli che tarpano le ali alle imprese che devono contrattare con il sindacato qualsiasi modifica alla organizzazione del lavoro (checchè ne dicano le leggi).

Renzi sta esagerando nei toni? Pensa di trarre utile politico dal conflitto? Può darsi. Ma ha ragione quando sottolinea che anche la guerra che gli ha dichiarato la CGIL ha motivazioni e fini politici. E allora, politica per politica, meglio che vinca chi è titolato a farla. Almeno fino a quando non si profili all’orizzonte qualcuno e qualcosa di diverso.

Pubblicato in : Primo piano

Info Tuttocchiali

Tuttocchiali: uno scriba errante e discontinuo che appare e scompare da oltre quaranta anni su giornali e testate della Toscana. qualcuno dubita che realmente esista, altri pensano addirittura che i suoi scritti siano frutto dell’opera collettiva di una molteplicità di altri scrivani. Ma non è lecito rivolgersi ad esempi del passato che porterebbero a confondere l’ironia con il ridicolo.

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