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Tra Letta e Grillo patto di ferro: forse

L’ accordo traballa. Traballa in tutte le realtà amministrative dove si andrà al voto in ottobre. Traballa soprattutto sui territori dove tra la base piddina e i grillini non vi è mai stato un grande amore.

di Roberto Caputo | 29 Marzo 2021

Letta procede rapido. Gli preme chiudere velocemente la questione politica, quella delle alleanze elettorali. Letta ha in testa il vecchio Ulivo riverniciato. Il PD come guida e il M5s come partner forte, più la somma dei tanti ramoscelli. Una coalizione forte, numericamente in grado di competere alla pari col centrodestra. Un Letta federatore, figliolo di Prodi e dall’ abilità manovriera democristiana. Tutto fatto? Forse. Nel PD le correnti non sono scomparse e non hanno finito di combattersi ferocemente. Nel M5s vi è ancora il macigno Casaleggio e anche gli aut aut di Grillo vengono mal sopportati dai big pentastellati. Infatti la questione del doppio mandato è dirompente. Il progetto di Letta è la conseguenza delle precedenti scelte fatte da Zingaretti. Infatti l’ accordo con Grillo era semplice: voi entrate in giunta regionale nel Lazio e a Roma fate ritirare la Raggi e sostenete Gualtieri. Nel Lazio vi è una nuova giunta, ma la Raggi non si è ritirata. Quindi l’ accordo traballa. Traballa in tutte le realtà amministrative dove si andrà al voto in ottobre. Traballa soprattutto sui territori dove tra la base piddina e i grillini non vi è mai stato un grande amore. Le alleanze firmate nei palazzi, possono crollare facilmente fuori dai palazzi. Poi però spesso vince la ” real politik ” ed allora il nuovo Ulivo lettagrillino farà sentire i suoi vagiti. Forse.

Roberto Caputo

Pubblicato in : EditorialeTag: pd, prodi, roma

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    31 Marzo 2021 alle 08:27

    Prodi, Letta, Grillo, Casaleggio, Di Maio, Zingaretti, e giù giù fino all’ultimo mappino catapultato in politica dalla democrazia parlamentare, nomi che per la loro consistenza fanno tremare i polsi appena aprono bocca, e sfiatano anche dal cervello. Continuiamo a seguire le loro convulsioni, e ne avremo gran verità.

    Rispondi

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