Finalmente tutta la verità, la sola verità, è emersa nella sua crudezza. E avendo vissuto questi tempi angoscianti lo potremo affermare con orgoglio: noi abbiamo assistito al suo disvelamento.
Gli acquisti tardivi e sbagliati dei differenti vaccini contro il covid condivisi con il resto dell’UE in competizione con il mondo, il tragico ritardo nell’individuare la natura pandemica del virus da parte della organizzazione mondiale della sanità e il ritardo goffo del governo italiano nel prenderne atto; le incertezze nel dichiarare zone rosse e lock down, non meno che le fughe di notizie che provocarono migrazioni di massa da nord a sud e moltiplicazione dei contagiati; aggiungiamoci pure le spensierate vacanze estive e la beota beatitudine per non essere ancora toccati dalla seconda ondata quando già i morti e i contagiati seminavano sgomento negli altri paesi europei e avremmo avuto il tempo di correre ai ripari; mettiamoci, in sovrappiù, l’ innamoramento per le primule di Domenico Arcuri, romantico commissario supremo delle misure atte a sconfiggere il covid. Mettiamoci tutto questo e quanto altro possa ancora venire in mente: ecco, ora la verità è venuta a galla, consegnandoci il vero responsabile.
Tutta colpa del Giani. E così si pareggiano i tanti conti in sospeso della trionfale cavalcata che lo condusse (incauto!) alla presidenza della Toscana, una delle regioni più contese e ambite della nostra bella penisola. I conti con il suo partito, il PD, dove si è fatto largo con un lunghissimo lavoro di rammendo, pezzettino per pezzettino, boccoccino per boccoccino, non provenendo dalla componente comunista e nemmeno da quella dei democristiani di sinistra come Letta e, per ragioni dinastiche, Renzi. Eugenio, orrore e ancora orrore, era e continua ad essere un socialista tondo tondo, appena sopportato tra i dem, ma fortemente supportato dalle infinite amicizie e dai preziosi legami con il mondo, le organizzazioni e le associazioni della gente comune. E grazie a questo ha potuto smentire le lugubri profezie che volevano un cambio di colore in Toscana alle elezioni dello scorso anno: da rossa a blu-verde-nera. E pure con questo versante politico Eugenio ha un conto in sospeso: perchè si aspettavano il trionfo della pulzella di Càscina, in quel di Pisa, e ne sono usciti mogi mogi, con la loro candidata, Susanna Ceccardi, distaccata di 9 punti in percentuale.
Avere inserito gli avvocati toscani, al traino di magistrati e cancellieri, nelle categorie a maggior rischio è stata una bischerata che ha mandato al macero i meriti che la Toscana e il suo presidente si erano guadagnati fino ad allora nella lotta al virus. Le stesse tabelle li mettono in evidenza, oltre che una percentuale di contagiati più contenuta rispetto alle altre maggiori regioni. La Toscana è fra le regioni di testa quanto a vaccinazioni effettuate, rispetto al quantitativo ricevuto. Ha vaccinato da tempo tutti gli anziani ospiti delle RSA, e, per intero, salvo spiccioli e obiettori, pure gli operatori sanitari del pubblico e del privato. Giani si è buttato a vaccinare (e mal gliene incolse) magistrati, avvocati e professori quando il vaccino AstraZeneca era considerato rischioso per i soggetti oltre i 65 anni, esaurendo le sue scorte di Pfizer (poche, meno di altre regioni) per dare la precedenza ai presìdi sanitari. Lo ha fatto con foga per mantenere il primato tra le regioni con il più alto tasso di vaccinazioni. Le conseguenze, in realtà sono state addirittura irrisorie: dei dodicimila avvocati toscani ne saranno stati vaccinati poco oltre la metà, visto che poi sono stati tolti dal portale delle prenotazioni. Ma era chiaro che inserire gli avvocati sarebbe stata una mossa “a perdere”: avrebbe scatenato altre categorie ed avrebbe esposto alla critica di non avere dato la precedenza agli anziani, cosa aggravatasi, poi, per i ritardi nelle forniture. In compenso Giani si è guadagnato gratitudine eterna da parte dei veri responsabili del caos e dei ritardi, oscurati e dimenticati nei giorni di questa grande e scombiccherata opera di distrazione di massa.
Tuttocchiali
P:S: In Italia gli ottantenni che hanno ricevuto le due dosi del vaccino sono il 23% del totale; Gli ultrasettantenni, cioè tra i 70 e i 79 anni vaccinati con due dosi rappresentano appena l’1,62%.

Puoi aver ragione. Ma come spesso purtroppo accade la frittata l’ha fatta la comunicazione cominciando da Saccardi che già un mese fa si vanto del vaccino in quanto avvocato che però, da politica professionista, non esercita più da anni. Il resto è conseguenza senza che mai la comunicazione sia riuscita a risalire la china. Invece di giustificarsi, Giani doveva dire semplicemente sì, abbiamo fatto qualche cazzata anche se non siamo stati soli. Allora l’opinione pubblica di fronte all’ammissione sarebbe stata più disposta a capire.
Concordo, e infatti ho scritto che Giani ha fatto una bischerata che ha calamitato tutta l’attenzione (ed era facile prevederlo, perchè guai, in Italia a dare occasione alle categorie di armarsi l’una contra l’altra). Il che ha fatto dimenticare, nell’ordine: le bischerate ben più grandi a livello nazionale ed europeo; gli ottimi risultati per la vaccinazione del personale sanitario e nelle RSA, dove il covid è quasi scomparso; l’alta percentuale di vaccini inoculati rispetto a quelli ricevuti. Per quantità di vaccinazioni, RSA, e personale sanitario, la Toscana è nella parte altissima della classifica fra le regioni italiane. Ma, grazie alla bischerata sugli avvocati, tutto ciò è passato nel dimenticatoio.
Errori ne sono stati fatti tanti e da tutti ma Giani ha calato l’asso e ha rincarato la dose. Poi non contento è andato a destra e a manca per cercare di spiegare e dalla padella è cascato nella brace. Totalmente inadeguato.
Quello di Giani è l’errore che ha avuto le minori conseguenze pratiche. Gli altri sono stati devastanti. Efficace la campagna, probabilmente frutto solo di circostanze casuali, per dirottare l’attenzione tutta su Giani.