Nè bigottismo nè moralismo
Rischiamo di far passare, riprodotta come un mantra, un’ idea di sottovalutazione del problema, come accaduto negli ultimi 30 anni: cioe’ dire, ma in fondo utilizzare queste sostanze psicotrope e’ una cosa piu’ o meno normale.

“Proposte di legge e prese di posizione che, se accolte, potrebbero avere conseguenze devastanti.”
Non si può negare che chi si occupa da decenni di tossicodipendenza e di recupero conosca i danni provocati dall’uso di questa sostanza, soprattutto fra gli adolescenti. E quanto sia pericolosa per i ragazzi più fragili, ormai giovanissimi, si parla di dodicenni, che nella marija potrebbero trovare un accesso privilegiato alle altre sostanze. Non a caso ben il 98% dei ragazzi ha iniziato con il classico spinello, considerato per assurdo “normale”. Certo non tutti quelli che fumano canne arivano alle droghe pesanti ma tutti o quasi iniziano da quello. Ad oggi fuma cannabis un ragazzo su cinque, ma secondo le leggi del mercato è facile immaginare che ad un aumento dell’offerto ne seguirà uno della domanda.
Sbigottiti ma non rassegnati , gli educatori, a queste continue prese di posizione, spesso ideologiche che calpestano i capisaldi della società, già abbastanza malmenata e dequalificata. La modernità e l’apertura di vedute e la tolleranza verso legittime opinioni non significa adattarsi e soccombere abdicando a valori fondanti del vivere civile. E uno di questi è avere una generazione dalla mente lucida e il cervello non devastato.
Si, purtroppo c’è l’alcool che la fa da padrone.. ma almeno cerchiamo di ridurre il danno e non aggravarlo.
Ebbene si, samo liberali laici e anche un poco radicali, e proprio per questo non possiamo non condividere questo spirito, che auspica lucidità e autocontrollo, non acquietamento e omologazione mentale e psicologica.
E sul concetto di proibizionismo poi.. ma che si proibisce.. quello che già non è lecito? Questo ha senso quando si proibisce qualcosa che è già legale. Si potrebbe parlare di proibizionismo nei confronti dell’alcool se si volesse rendere illegale. Che per i ragazzi lo è, insomma lo sarebbe……
Se vogliamo andare oltre sentiamo il parere di chi laico non è.
Il Cardinale Sgreccia dice di non essere a favore della coltivazione e della liberalizzazione della cannabis. Sostiene che per quello che ha potuto studiare sulle dipendenze, le loro dinamiche e i fattori che possono aiutare i giovani a venirne fuori, sia un fattore negativo. Si è fatto qualcosa, con il ringraziamento successivo di coloro che ce l’hanno fatta , laddove si sono prese posizioni repressive, non nel senso punitivo della parola ma con l’aiuto al distacco necessario .La cannabis e’ ”la porta d’introduzione”, e dal leggero si può passare al pesante, anche se non necessariamente, per fortuna. La liberalizzazione delle droghe cosiddette ‘leggere’ e’ “un’idea che va contro all’esperienza di altri Stati in cui le liberalizzazioni sono state smentite dai fatti e da alcuni studi di esperti che sanno che la fascia piu’ debole e’ quella degli adolescenti. I giovani verrebbero facilmente tirati dentro la sacca del consumismo”. ‘
Anche il Ministro, infine, sostiene che i benefici economici che si potrebbero ottenere, come in Olanda dove si è creato di fatto un turismo internazionale della marijuana, non hanno peso rilevante rispetto ai danni estremi per la salute dei cittadini, senza contare il pericolo dell’affermazione di una cultura della normalizzazione dell’uso di sostanza psicotrope, che continua a produrre in Italia, in Europa e nel mondo, danni enormi, molto piu gravi di quelli legati all’uso di una singola sostanza.
Secondo il Ministro esistono due ordine di problemi: ”quello strettamente sanitario e quello culturale, che accompagna l’uso delle sostanze. Io credo che il tema delle dipendenze sia un tema di scottante attualita’ di cui si parla troppo poco. Ma come facciamo a parlare di liberalizzazione – ha detto ancora Lorenzin – se i numeri che noi continuiamo a registrare ci parlano di una diffusione sempre maggiore fra i giovanissimi di uso di sostanze, non solo marijuana, hashish, ecstasy, cocaina, e purtroppo anche il ritorno dell’eroina, oppiacei, coktail, sostanze legata all’alcol, sempre piu’ in aumento l’alcolismo fra i giovani”.
”Dunque, questi sono messaggi negativi anche sul piano culturale, destabilizzanti. Rischiamo di far passare, riprodotta come un mantra, un’ idea di sottovalutazione del problema, come accaduto negli ultimi 30 anni: cioe’ dire, ma in fondo utilizzare queste sostanze psicotrope e’ una cosa piu’ o meno normale, che poi non fa tanto male, che lo faccio per divertirmi, che se lo faccio una volta sola che vuoi che mi succeda. Ed e’ un messaggio che di fatto aiuta il consumo, deresponsabilizzando sull’uso di queste sostanze. E questo e’ un danno per i giovanissimi e anche per gli adulti”.
Naturalmente i fautori e sostenitori della legalizzazione sostengono che questo sottrarrebbe affari e traffico alla mafia per riversarli sullo stato, come per alcool e tabacco, per altro paradossalmente esitato legalmente in mezzo a campagne antifumo e normative sempre più ristrette. Per non parlare delle slot…E’ vero, ma la mafia sa bene come andare a cercare affari alternativi.

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