Non sto seguendo un granché della campagna elettorale in Toscana, ma da quel pochissimo che mi capita di seguire vedo le solite cose.

L’assunto di fondo è che l’esito debba essere già scritto altrimenti è l’Apocalisse. È diverso dal dire: c’è un’opinione pubblica storicamente favorevole ad una parte, che governa questa regione da quando esiste.
Curioso che poi i commentatori che raccontano di questa paventata Apocalisse, sono gli stessi che, tra breve, ci faranno notare che una parte politica che governa la stessa regione da 40 anni è sintomo di incrostature di potere poco virtuose.
La Lega di Salvini ha espresso la candidata per tutto il centrodestra. Non mi piace e non la voterò. La trovo adatta alla polemica, ma giusto per quella.
Non credo che vincerà, ma dovesse vincere sarà perché i miei concittadini hanno banalmente voluto così. E credo che non si romperà il settimo sigillo, non ci saranno le galoppate dei quattro cavalieri e per quanto potranno girarmi i coglioni continueremo a vivere, maldestramente, ma a vivere.
Allo stesso modo trovo poco sensato che – come ogni volta – i gruppi alla sinistra del PD (di cui ormai ho rinunciato a capire come si chiamino date le continue scissioni, controscissioni, cambi di nome e rivolgimenti vari) non manchino mai di spendere una parte, non trascurabile, della propria campagna elettorale a dire che il PD e i suoi candidati, sono dei puzzoni corrotti e sostanzialmente solo un volto più presentabile della destra.
Se proprio fosse una strategia vincente sarei pure disposto a capirne la logica cinica, ma efficace. E invece mi pare che di soddisfazioni ne abbiano avute poche da questo investimento – ripeto – costante e non trascurabile.
Personalmente trovo che Tommaso Fattori sia un candidato credibile e – al netto di certa retorica che non è la mia – capace di convincere coi suoi argomenti.
I 5 Stelle non li conosco a livello locale, non ho idea di chi siano e cosa abbiano fatto in regione, dove pure hanno qualche consigliere se non ricordo male.
In definitiva sarò un noioso elettore locale del PD, a queste elezioni. Un partito che non ho mai amato particolarmente, nato come assemblaggio di filiere di potere (quella postcomunista e quella postdemocristiana) ed oggi al governo con gli odiatori di piazza per lo stesso motivo: il potere.
Potere poi di far poco e nulla, ma intanto…
Tuttavia voterò convintamente Eugenio Giani perché lo ritengo il candidato migliore per l’intera regione. Non solo i capoluoghi, ma anche e soprattutto i borghi, che poi sono l’ossatura vera di questa regione e della sua identità.
In Toscana la città più grande è Firenze, dove vivono 378.000 persone, non tantissime.
Eppure abbiamo una discreta densità di abitanti nella nostra regione. Per l’esattezza 162 abitanti per km² contro una media italiana di di 206, ma, per farsi un’idea, gli Stati Uniti contano solo 36 abitanti per km². Del resto negli USA ci sono sì grandi metropoli, ma esistono ancora zone pressoché disabitate, dalla Valle della Morte alle terre selvagge dell’Alaska.
In Toscana non esistono zone altrettanto selvagge, così come non esistono grandi metropoli. La nostra demografia racconta bene come quella toscana sia una civiltà dei borghi. Dalla Garfagnana al Monte Amiata, dal Casentino alla Val d’Orcia, dal Mugello alla Maremma. E si potrebbe continuare. Borghi medi, piccoli e piccolissimi.
Credo la persona più adatta per dedicare la necessaria attenzione a tutti questi luoghi sia Eugenio Giani. La sua dedizione parla per lui e la mia speranza è che non rimarrò deluso dal voto che gli darò.
Voterò lui come candidato presidente. E darò la mia preferenza ad un candidato dal quale ugualmente mi aspetto di non essere deluso: Massimo Mattei.
Un candidato con la sua sensibilità è una scelta politicamente coerente con quello in cui credo (con tutti i miei limiti e i miei scetticismi che peggiorano con l’età).
Per il resto a me non dispiacciono le campagne elettorali che non si infiammano, che non diventano teatrini grotteschi per rappresentazioni deformate ad uso e consumo del clickbait. Invecchio e divento più cinico, forse. O forse è che io la mia piccola rivoluzione – che significa cambiare il corso di un destino – la sto già facendo. È piccolissima, ma per me vale il mondo intero. Mi emoziono quando vedo cose simili e trovo più politica in queste cose che nei programmi elettorali.
Ma a votare ci andrò e voterò con la convinzione di affidare una speranza a qualcuno che confido non la deluderà.
E dopo sto pippone è meglio che vada ad etichettare che sennò più che la rivoluzione oggi faccio poesia.
Tommaso Ciuffoletti (da facebook)

L’anima della democrazia è l’alternanza dei partiti alla gestione del potere e senza alternanza non c’e democrazia. In molti comuni della Toscana le stesse forze politiche sono al potere ininterrottamente dal 1944. Ciò non è normale.