Siamo a Luglio, la campagna elettorale entra nel vivo e la temperatura tende ad aumentare, non soltanto quella misurabile in gradi centigradi.
Avendo finalmente un avversario in carne ed ossa, il candidato del centro-sinistra attacca a testa bassa: “La Ceccardi al guinzaglio di Salvini” come a fare da sponda al sindaco di S.Miniato, Giglioli, che nei giorni scorsi aveva definito la candidata di Lega e destra “Una costola di Salvini”. Ovviamente la staffilata ci può anche stare (in TV quotidianamente e anche in Parlamento, se ne sentono di ben peggiori) ma la cascinese fa la risentita e prova ad approfittarne gridando al lupo al lupo! Ha anche scritto una lettera “di perdono” a Giani, sottolineando che gli errori di parola ci possono anche stare e che lei stessa ne commette abitualmente. E così prova a mettere le mani avanti, perché ci possiamo giurare, ne sentiremo ancora da entrambe le parti.
L’accordo con i 5 Stelle in Toscana non ci sarà, anche se il presidente uscente Rossi, nonostante il buon lavoro svolto nei 10 anni di mandato, non godendo di grandi consensi nemmeno tra i suoi, evidentemente timoroso sui possibili risultati, prova a lanciare appelli ai pentastellati, che nessuno però pare intenzionato ad ascoltare.
E’ un po’ la “maledizione” degli ex presidenti regionali, a parte Vannino Chiti e Lelio Lagorio, gli unici ad aver rivestito in seguito, un ruolo nazionale.
E così, nonostante i recenti malumori della politica pisana cagionati dalla vecchia diatriba aeroportuale, con un pisano (Pontedera) alla massima carica nell’ultimo decennio, ci ritroviamo quest’anno addirittura con i 3 principali candidati alla guida della regione, tutti di origine pisana! Anche se il sanminiatese Giani, ha vissuto a Firenze fin dai 6 anni.
Della serie “piangere e fottere”.
Saranno invece 6 le liste di appoggio al candidato presidente del centro-sinistra (nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio). Mentre dalla segreteria regionale del PD fanno sapere che né i sindaci in carica e né i presidenti di quartiere, saranno candidati al Consiglio Regionale. Una linea di coerenza apprezzabile, che immancabilmente abbisogna di candidati forti e conosciuti sui territori per sopperire ad un minor numero di preferenze che questa scelta comporta.
Tutt’altra musica dalle parti della Ceccardi dove ella stessa ha già dichiarato che in caso di sconfitta, manterrà il seggio a Bruxelles e a Firenze al posto suo ci andrà qualcun altro/a.
Nella sinistra “di governo” intanto riaffiorano i malpancisti, che hanno messo già in croce la coordinatrice toscana di SI Daniela Lastri, dimessasi dall’incarico.
Visto che una parte del suo gruppo politico si è schierato con il candidato di “Toscana a Sinistra” Fattori, fuori dal centro-sinistra. Restano così Articolo1 e una Sinistra Italiana dilaniata al suo interno, in attesa di decisioni romane che forse non ci saranno.
Insomma l’antica nota e irresistibile abitudine a farsi male da soli, che non abbandona, quasi fosse un malefico sortilegio, la sinistra post comunista.

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