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Torna Alberto Veronesi e questa volta in veste di Presidente della Fondazione dedicata a Giacomo Puccini e alla sua musica

di Stefano Mecenate | 22 Luglio 2015

Torna il Festival Pucciniano e Pensalibero, come ogni anno, offre ai propri lettori, attraverso i servizi di Stefano Mecenate, uno spazio tutto dedicato alla prestigiosa kermesse.

Classe 1967, diplomato in Conservatorio di Piano, Composizione e Direzione d’Orchestra, Alberto Veronesi è il primo Direttore Stabile della storia della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari. Secondo italiano, dopo Arturo Toscanini alla Direzione Musicale di un’importante istituzione di New York. Esecutore Pucciniano per antonomasia, ha diretto tutte le opere di Giacomo Puccini al Festival Puccini del quale è stato direttore artistico dal 1998. Dal 2013 è Direttore Principale della Shanghai Opera House.

Dopo una serie di rocambolesche vicende che hanno interessato il Comune di Viareggio e la sua Amministrazione, siede oggi alla Presidenza della Fondazione Festival Puccini e si prepara a inaugurare, venerdì 24 luglio, la 61° edizione del Festival Pucciniano, una delle più significative realtà musicali nazionali.

Lo incontriamo nel suo nuovo ufficio, anche se in Fondazione è di casa, e proviamo a fare il punto con lui di questa realtà che ha conosciuto momenti d’oro e che oggi, pur avendo consolidato a livello nazionale e internazionale la propria immagine, ha bisogno di un rilancio complessivo che le restituisca della brillantezza e quella particolarità che l’ha resa famosa e apprezzata dai maggiori interpreti di tutto il mondo.

Presidente, diciassette anni fa ha fatto il suo ingresso nella Fondazione…

Sì ma in ben altra situazione: diciassette anni fa si pensava a come chiudere dignitosamente il festival cercando di tamponare i debiti accumulati. Un momento drammatico per questo Festival che, quand’era ancora “ruspante” e artigianale, aveva annoverato le migliori voci del panorama internazionale della lirica.

Quando, nel 2000 la Presidenza del Consiglio ha erogato un contributo di 700 milioni di lire a favore del Festival abbiamo capito che, finalmente, avremmo avuto un futuro meno precario e una attenzione più adeguata da parte del Ministero oltre che delle realtà locali.

In realtà, nonostante due leggi “ad oc” (la legge 29 del 2001 e la 238 del 2012), la situazione economica del festival è stata sempre al di sotto dei suoi reali bisogni, almeno nella prospettiva di una sua reale collocazione tra le manifestazioni di maggior prestigio a livello nazionale e internazionale; nonostante questo, siamo riusciti a ottenere risultati più che soddisfacenti proponendo spettacoli di notevole interesse artistico e culturale (Scolpire l’opera ne è un esempio con artisti del calibro di Igor Mitoraj, Jean-Michel Folon, Ugo Nespolo, Nall, Arnaldo Pomodoro, Beni Montresor o Pietro Cascella) e presentando artisti di fama internazionale.

E dunque?

Abbiamo, in un recente passato, conosciuto anni meno luminosi nei quali però abbiamo cercato di lavorare con i giovani e per i giovani impostando una politica di formazione internazionale che potesse essere non solo un bacino a cui attingere per le nostre produzioni, ma un “vivaio” di potenziali talenti che portassero nel mondo il belcanto e la magia di questo teatro, oggi una struttura prestigiosa, ieri una realtà animata di passione ed entusiasmo, nato sulle rive di quel lago che è stato nel cuore di Puccini fino al punto di voler essere sepolto proprio lì davanti, nella sua casa.

Non possiamo non ricordare come proprio Puccini chiese a Giovacchino Forzano nel novembre 1924, prima di partire per la clinica di Bruxelles dove poco dopo morì: “… Io vado sempre qui davanti e poi con la barca vado a cacciare i beccaccini … Ma una volta vorrei andare qui davanti ad ascoltare una mia opera all’aperto …”. E se il suo sogno si è avverato ad opera di coraggiosi, forse temerari, pionieri che hanno fortemente creduto in questo messaggio, a noi non resta che la grande responsabilità di difendere e far crescere questo luogo attraverso produzioni sempre più importanti e di qualità.

Adesso, pur nelle difficoltà di cui abbiamo accennato, come Presidente le sarà forse più facile agire in tal senso…

Sono momenti difficili nei quali dobbiamo cercare e trovare un difficile equilibrio tra costi e qualità, tra passione e ragione. Di una cosa sono certo: dobbiamo tutti fare l’impossibile per riappropriarsi di quell’entusiasmo, di quell’amore sconfinato per Puccini e per questi luoghi, di quella passione incondizionata che supera ogni pastoia burocratica, ogni sterile tecnicismo, ogni regola opportunistica.

Dobbiamo tornare a far vivere a Torre del Lago quel clima che ha richiamato nomi come Pavarotti, Domingo, Rolando Panerai e Giuseppe Taddei, Ghena Dimitrova, Eva Marton, Francesca Patanè, Katia Ricciarelli , Renata Scotto, Olivia Stapp, Raina Kabaivanska e moltissimi altri nomi dell’empireo del melodramma.

Ce lo chiede Puccini con la stessa intensità con cui lo ha chiesto a Forzano prima della sua morte: il festival Puccini ha delle risorse impensabili, delle potenzialità enormi: si tratta di prenderne coscienza e di attivarsi ed attivare tutte le risorse umane ed economiche necessarie.

Cosa farà, quindi, al termine di questa stagione che sta per partire…

Cosa già stiamo facendo: se la 61° edizione del Festival deve ancora partire, e ad essa dedicheremo tutte le attenzioni che merita, stiamo già lavorando a costruire le basi, solide e estese, per le prossime edizioni e per quelle azioni al contorno del Festival che possono costituire elementi preziosi per rafforzare ed accrescere la nostra immagine. con un accordo con i conservatori di Lucca e di Roma, saremo dal prossimo anno sede decentrata di alcuni corsi, primo passo verso una nostra attività autonoma. Continua anche il lavoro dell’Accademia che apre le porte anche a quei cantanti che vengono dall’Asia, un mercato sempre più qualificato e attento; verso quest’area geografica indirizzeremo la nostra internazionalizzazione con accordi che possano garantire una sempre maggiore interelazione artistica e culturale.

E poi lavoreremo affinché questo teatro sia sempre più, e non solo d’estate, una vetrina privilegiata delle produzioni pucciniane e del belcanto. Siamo orgogliosi di questa realtà che insiste in un luogo eletto da Puccini come “luogo ideale della sua vita” e desideriamo che sia meta ambita di coloro che, alla musica, dedicano la loro vita sia come cantanti che come direttori d’orchestra, registi, scenografi e costumisti.

Una brevissima presentazione della stagione?

Si parte con Tosca, il 24 luglio, in un nuovo allestimento che porta la firma di Mimmo Paladino, uno dei rappresentanti più significativo ed affermato della Transavanguardia,per le scene e i costumi mentre la direzione sarà affidata a Valerio Galli; seguirà Turandot con scene, costumi e regia di Angelo Bertini e la direzione del M° Bruno Nicoli. Dopo le tournée spagnola, la Madama Butterfly con regia, scene e costumi di Renzo Giacchieri, coprodotta dal Teatro ABAO di Bilbao, torna sulle rive del Lago; a dirigerla il giovane  Francesco Ivan Ciampa, conosciuto dal pubblico di Torre del Lago per essere stato per più volte assistente del Maestro Daniel Oren. Infine IL TRITTICO, ancora una volta affidato ai giovani talenti dell’Accademia del Festival Puccini diretti dal Massimo Morelli; la rappresentazione integrale del Trittico, così come concepita da Puccini, è un vera rarità mondiale.

Pubblicato in : 61° Festival PuccinianoTag: amministrazione, anni, bari, bruxelles, conservatorio, costi, festival, festival puccini, festival pucciniano, futuro, giovani, kermesse, lavoro, lucca, madama butterfly, mercato, mondo, nato, Pensalibero, presidenza del consiglio, puccini, pucciniano, roma, shanghai, situazione economica, tecnicismo

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

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