Dunque, questo Toninelli ministro dei lavori pubblici (è almeno geometra? perchè tra i 5stelle i laureati non abbondano) sostiene, dalla nomina fino a ieri che bisogna fermare la TAV, buttando dalla finestra i soldi già spesi, sostenuto da una commissione di esperti da lui scelti perchè rigorosamente NoTAV, con il parere contrario dell’unico membro dirigente del suo ministero, che Toninelli ha appunto deciso di non confermare. Però si trova con il presidente del Consiglio, del suo stesso partito, che studia a fondo la vicenda e conclude che rinunciare alla TAV costerebbe di più che portarla a termine. Nè a Toninelli nè ai suoi esperti è venuto in mente di fare questo conteggio, esattamente come agli anarco-insurrezionalisti della val di Susa, notoriamente di emerita competenza tecnica in questo tipo di analisi.
In un paese normale, un politico normale, sbugiardato e dichiarato pubblicamente incompetente dal presidente del consiglio del suo stesso partito, darebbe le dimissioni. In un paese ridicolo con ministri ridicoli, questo non succede: eppure sarebbe anche tutta convenienza del Toninelli di presentarsi come martire di una delle linee fondative del movimento cui appartiene: con le dimissioni potrebbe anche aspirare, in un prossimo governo, a un ministero, ovviamente diverso. Speriamo solo non si tratti della Sanità, perchè ci tengo alla salute…
Claudio Bellavita

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