
“La pace sia con voi tutti. Una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”.
“L’umanità necessita di ponti”.
Così ha detto ieri il nuovo Papa Leone XIV, con una posizione netta, francescana, a favore della pace e del disarmo.
A queste parole, hanno risposto il boato di gioia e gli applausi della folla, in piazza San Pietro, subito trasformando l’appello in un monito per tutti i politici; poiché il popolo è in grandissima maggioranza per la pace, vuole la pace e il disarmo.
Leone XIV è lo stesso prelato che, poco tempo fa e per ben due volte, è intervenuto sul suo account X contro le deportazioni dei migranti da parte del nuovo governo americano, sostenendo insieme a Papa Francesco, che “il vero ordo amoris è quello della parabola del Buon Samaritano, che costruisce una fraternità aperta a tutti, senza eccezione”.
Il nuovo pontefice, Robert Francis Prevost, ha inoltre scelto di chiamarsi Leone XVI.
A molti è venuto a mente sia Leone I, il grande, che fermò Attila, re degli Unni, vicino Mantova, nel 452, e lo convinse a non calare a Roma e a risparmiarla sia Leone XIII definito il “Papa dei lavoratori”, inventore, con l’enciclica Rerum Novarum, della dottrina sociale della Chiesa.
Papa Leone XIV è un papa statunitense, quindi è un papa dell’Occidente, proprio come volevano i reazionari europei e americani nella speranza di una Chiesa che tornasse indietro rispetto alle aperture al mondo e ai problemi dei poveri della Terra.
Verrebbe da dire che questi sedicenti difensori dell’identità occidentale sono stati accontentati dal collegio dei cardinali con grande sapienza politica: Papa Prevost è a pieno titolo un occidentale con origini inglesi, italiane, da parte di padre, e spagnole, da parte di madre, e allo stesso tempo è, tra gli statunitensi, un vescovo nettamente antitrumpiano.
Il presidente americano Trump ha detto che vuole presto incontrarlo. Bene. Penso che Leone XIV saprà tenere la schiena dritta e saprà farsi valere.
Qualcuno potrà, anche motivatamente, rilevare che il nuovo Papa dovrà essere visto all’opera oppure che in tema di diritti civili e delle donne non è un progressista o che, addirittura, ha rimesso i paramenti tradizionali.
Io mi limito ad esprimere valutazioni e speranze, e mi attendo che su molte questioni Leone XIV possa sorprenderci positivamente, mentre non chiedo alla Chiesa di essere un partito di sinistra né pretendo che mi rappresenti su tutto.
Intanto però, prendo atto che la linea di Papa Francesco ha trovato nel nuovo pontefice una espressione di continuità. E questo non era affatto scontato.
Enrico Rossi

Lascia un commento