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the end

di Redazione Pensalibero.it | 18 Aprile 2007

Quale responsabile della redazione di Napoli ritengo che l’articolo “Jim Morrison e la profezia dei bambini pazzi” fattomi pervenire da Elena Ronconi abbia le caratteristiche di una commossa denuncia ed un invito alla riflessione per un movimento di civiltà che valichi il senso ed il significato dell’articolo stesso che, pure emozionante, verrebbe a leggersi come svogliato passatempo.
Ne faccio pubblico dibattito. Pubblica esortazione.

Personalmente, lo condivido parola a parola, ed essendo superbamente orgoglioso dell’etica che sospinge -a “muovere” civiltà- gli articosti di questa edizione, tutti protesi a sollecitare un “nuovo” nuovo, -nel metodo stesso dell’uso delle libera, pensata, parola- assumo tutte le responsabilità, da chiunque protestate, in merito agli assunti e alle denunce in esso contenute.

Con una ulteriore nota: stiamo scivolando verso equivoche dimenticanze del valore assoluto della personalità umana, verso abbandoni del decoro e delle dignità, verso pretestuosi –mostruosi, abominevoli, deformati- esempi di “coerenza” sociale e di giustizia.
Fenomeni, questi, sobillati da interessi di mercato e da collegati interessi alla gestione dello stato.
Abbiamo tutti l’obbligo di tutelare la coscienza, come consapevolezza.

Io affermo: sono un “giacobino”. Siamo “giacobini”. Qualcuno ci denunci! Denuncerà l’etica. Osi!
Per ora sia il pianto, la protesta e la proposta di tutti. Ai gentili lettori la richiesta di sostenerci.

(f)

Jim Morrison e la profezia dei bambini pazzi

“This is the End, my friend..All the children are insane” cantava 30 anni fa il singer dei Doors, che molti sapevano uno psicopatico, un drogato,un alcolizzato. Morto precocemente in circostanze mai chiarite.
Ma Jim Morrison , decadente poeta degli anni Beat, aveva capito più di quanto non sembrasse possibile, tra abusi di droghe varie e coma epatici, da festino selvaggio.
Aveva capito e anticipato che i bambini un giorno sarebbero impazziti e questo giorno è arrivato.
Bambini delle elementari con il Prozac nello zainetto, adolescenti con i video hard nei telefonini, violenze sessuali di gruppo ad una età in cui piace tecnicamente ancora vedere i cartoni animati con il pigiamino e la pizza, fidanzamenti omosessuali tra compratrici di Barbie, agguati, ritorsioni, estorsioni ,suicidi ed omicidi in tutta Italia, tra bimbi delle medie, anche più piccoli, figli assassinati ormai ciclicamente e non raramente, più spesso dalla mamme.
Nessuno, in compenso, se ne lamenta o denuncia questo stato allucinante in cui versano due generazioni di italiani, vittime di pedofilia, di spacciatori di colla, o nel migliore dei casi dello shopping compulsivo, foriero di future, irrimediabili povertà.
I magistrati stanno lì mollemente ad osservare, con fare scettico, queste tragedie quotidiane, ed intervistati, seduti stile stravacco sulle seggiole della TV, non trovano quasi mai di meglio che continuare il lamento, l’eterna lagna sulla mancanza di mezzi tecnici (quali la carta per le fotocopiatrici, le penne e l’inchiostro, con il tono toccante di De Amicis) senza però dire che quando si tratta di affiancare un giudice ad un altro giudice succede la porca fine del mondo.
Che di chiedere infatti nuovi concorsi per aumentare il personale non se ne parla nemmeno.
Che i loro stipendi, equiparati a quelli dei senatori della repubblica, fanno -secondo me- realmente capire perché la carta sia finita, insieme alle penne ed ai calamai …
Insieme alla penosa gestione dei beni e delle liquidità sequestrati dalla Stato, che invece di generare denaro, lo sottraggono alle casse già sfinite dalle intercettazioni alle modelle ed ai VIP della Costa azzurra.
Che Ministero, quello della giustizia! Vergogna della nostra civiltà.

La scuola ci mette il carico da 90 con le porno insegnanti, i direttori didattici deboli e omertosi.
Scuola che si riempe la bocca si concetti sindacali, la precarietà, gli stipendi bassi. Delle lezioni di recupero al nero, quello no, chissenefrega. I bambini intanto vanno fuori di senno.
I giornali danno la notizia, qualcuno il giorno dopo commenta amaramente e velocemente passa ad altro argomento, più nuovo, più fresco e più attuale, più violento, più perverso e più morboso.

L’ultimo caso di follia INDOTTA: la tredicenne vittima della violenza sessuale di un vicino di casa , ma udite udite la storia dal sito estense.com:

“Da alcuni mesi era stata affidata a un istituto e viveva in una Comunità dopo alcuni presunti abusi sessuali subiti dal vicino, sui quali sono in corso ancora indagini degli investigatori.”.

Rob de matt!
Gli abusi sono «presunti» ma viene spedita in Comunità, lontano dalla famiglia INDIGENTE. Indigente fino al momento dei presunti abusi, immagino. Sentite ancora :

“La situazione psicologica della ragazzina – racconta il patrigno – si era aggravata dal novembre scorso. A scuola era stranamente aggressiva con le amiche, il preside aveva convocato i genitori e a casa era stata rimproverata.” Non lo aveva accettato ed era fuggita da casa per essere ritrovata cinque giorni dopo in un vicolo della città vecchia, visibilmente stordita e con tracce di sperma sui vestiti. Narcotizzata con amfetamine e forse altro, avevano refertato i medici, aggiungendo che di certo la ragazzina aveva avuto un rapporto sessuale. Così era scattata la seconda denuncia dei genitori, dopo quella di due anni prima.
Carmela, da quando era andata in istituto, tornava spesso a casa nel fine settimana. “Ma non era più quella di prima – ha raccontato il patrigno – spesso andava nella sua stanza e scoppiava a piangere. Diceva di voler tornare a casa, sembrava considerasse l’affidamento in istituto come una punizione”.

Come se non fosse logico poi gettarsi dalla prima finestra disponibile.

Ma sentite ancora. Da Repubblica: “In precedenza c’erano state due denunce per abusi sessuali, una archiviata per mancanza di riscontri, l’altra in corso di accertamento. C’era stato anche l’allontanamento dalla famiglia, il ricovero presso un istituto di Lecce. Il patrigno ha detto di essere comunque convinto che la ragazzina aveva “detto la verita’ nonostante la prima archiviazione da parte della magistratura”. Di certo lei dopo la prima denuncia “non e’ stata piu’ la stessa”. Aveva “manifestato disturbi di natura psicologica e di adattamento al contesto scolastico, manifestatisi in misura piu’ evidente dopo due fughe dall’abitazione familiare”, hanno sottolineato il procuratore della Repubblica e il presidente del tribunale per i minori, Pier Giorgio Acquaviva e Antonio Morelli”

Tutto regolare: anche io ho denunciato un tipo, per sequestro di persona, violenza e lesioni, estorsione. Viene tutte le sere a prendere l’aperitivo sotto casa mia , con l’occasione mi ha sfasciato una parte della carrozzeria della macchina, sapete come sono certi innamorati delusi…me lo disse anche il Maresciallo, bonario.
Neppure io sono più la stessa: giro con un cacciavite in borsa, tanto lavoro in un’officina meccanica…

Io non ho 13 anni e dalla finestra, nel nome di questa piccola adorabile adolescente, vorrei buttarci io qualcun altro, dagli assistenti sociali incompetenti cioè LESIVI riguardo alle persone loro affidate, passando dalle autorità scolastiche non più autorevoli, ai giudici tutelari che non tutelano nel nome delle scarse risorse, come infatti si ripete nelle conclusioni dell’articolo : “Dobbiamo lamentare che purtroppo nel nostro territorio – hanno concluso i magistrati – manca un servizio di neuropsichiatria infantile, di cui da anni sollecitiamo l’istituzione, anche se e’ stato annunciato che questa lacuna sara’ presto colmata“.

Che vi avevo detto? La colpa è sempre delle strutture mancanti, non della lentezza con cui le indagini sui farabutti vengono condotte (a volte neppure quello, chissà perché) e dell’assenza di certezza della pena, che metterebbe un pò di pepe al culo agli aspiranti rei, insieme alla ricompensa economica, possibilmente miliardaria, con cui la Comunità verrebbe esclusa come ambiente di recupero e sostituita con un bel giro del mondo in prima classe o nuova casa e quartiere, per ricominciare no, per cominciare a vivere decentemente.

Ma la bambina si è gettata di sotto.
Ed ora due righe di commemorazione, balbuzienti scuse ed accuse a chi non ha fatto il suo dovere sono inutili prese per i fondelli che io non solo accetto, ma che considero una autentica provocazione, cui bisogna rispondere con un’incazzatura generale, collettiva, politica. Con un’azione-reazione che faccia la differenza! Con un memorabile casino!

Perché qui non siamo alla frutta , ma alla fine come difatti recita il titolo della canzone, del giovane genio pazzo, alcolizzato, drogato Jim Morrison.
The End.

Elena Ronconi

Pubblicato in : Primo piano

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