Non è la notizia in se che conta. Irregolarità più o meno gravi alle elezioni (tutte: politiche, amministrative, generali, parziali) ci sono sempre state. Non tali da compromettere la democraticità del responso; solo qualche alterazione, e in particolare riguardo ai voti di preferenza piuttosto che a quelli di lista.
Per cui, il filmato realizzato con il telefonino che mostra l’alterazione a favore dell’Unione di schede relative al voto in Australia ha valore per un altro aspetto.
Che a lanciare lo scoop sia stata Repubblica, ovvero il giornale che appartiene all’aspirante tessera numero uno del partito democratico (l’ing. Carlo De Benedetti) e grande sponsor del ricambio generazionale a favore di Valter Veltroni.
Uno scoop, dunque che si presta ad una lettura maliziosa; ma corroborata da un atteggiamento che Repubblica tiene da diversi mesi: insofferente verso Prodi, ormai non più in grado di tenere in pugno una coalizione sempre più rissosa e a pezzi.
E’ l’ennesimo avviso di sfratto da Palazzo Chigi. Perentorio questa volta, perché l’investitura di leader del Partito Democratico ed aspirante presidente del consiglio presuppone la rapida caduta dell’attuale governo. Perchè, se durasse, trascinerebbe nel suo affondare non solo Prodi ma anche Veltroni e le sue ambizioni.. Il logoramento di immagine non risparmierebbe il sindaco di Roma qualora non si andasse a votare entro la primavera del 2008.
Tenaglia su Prodi/2: lo scoop di Repubblica
Il filmino sui voti truccati si presta ad una lettura maliziosa; ma corroborata da un atteggiamento che Repubblica tiene da diversi mesi: insofferente verso Prodi, non più in grado di tenere in pugno la coalizione.

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