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Telemarketing selvaggio: quando il legislatore si illude e perde tempo

La soluzione contro il telemarketing selvaggio è solo una: stipulare  contratti via telefono deve essere vietato, a meno che non sia il presunto cliente a chiamare il gestore dei servizi. Nel disegno di legge Energia, è stata approvato il divieto di contatto telefonico non richiesto per la vendita di contratti di energia elettrica e gas. Gli operatori dovrebbero utilizzare numeri identificabili in modo univoco, assegnati dall’Agcom, e gli utenti potranno continuare a segnalare eventuali violazioni al Garante per la privacy e alla stessa autorità…. come già fanno oggi con scarsissimi risultati per il loro fabbisogno diretto di non essere disturbati. L’emendamento prevede “financo” la sospensione delle linee utilizzate dagli operatori scorretti.

di Vincenzo Donvito | 29 Marzo 2026

La soluzione contro il telemarketing selvaggio è solo una: stipulare  contratti via telefono deve essere vietato, a meno che non sia il presunto cliente a chiamare il gestore dei servizi.

Nel disegno di legge Energia, è stata approvato il divieto di contatto telefonico non richiesto per la vendita di contratti di energia elettrica e gas. Gli operatori dovrebbero utilizzare numeri identificabili in modo univoco, assegnati dall’Agcom, e gli utenti potranno continuare a segnalare eventuali violazioni al Garante per la privacy e alla stessa autorità…. come già fanno oggi con scarsissimi risultati per il loro fabbisogno diretto di non essere disturbati. L’emendamento prevede “financo” la sospensione delle linee utilizzate dagli operatori scorretti.

Anche se tutti sanno che in politica non esiste mai la parola “risolto il problema”…. la decisione di oggi è ancora peggiore. Non risolve il problema, ma lo aggrava. Il legislatore ha creato ulteriore motivo per prolungare la strage di  legalità che viene perpetrata col telemarketing selvaggio. Gestori e call center specializzati continueranno ad attrezzarsi adattandosi alle nuove norme.

Il legislatore le ha provate tutte, essenzialmente per dar modo alle aziende del settore di continuare a svolgere il proprio business sulla pelle dei consumatori. Che ne sono vittime: i gestori cedono i numeri dei loro clienti anche se gli  stessi hanno contrattualmente scelto di non essere sollecitati. Esiste da tempo il cosiddetto Registro delle Opposizioni, a cui gli utenti si possono registrare per non ricevere telefonate indesiderate…. che arrivano anche a chi è registrato. Dal 2025, strombazzata come grande innovazione risolutiva, è in vigore una stretta contro i “finti” numeri italiani, con l’obbligo di tracciabilità e una proposta di prefisso unico (0844) per riconoscere i call center. E i molestatori continuano, tra chi ignora le norme e chi usa numeri contraffatti. 

La decisione  di oggi è organica alle logiche precedenti che non hanno risolto il problema, ma solo meglio articolate le molestie e le truffe. Perché non dovrebbero essere utilizzati numeri che ingannano chi riceve le telefonate? C’è la sanzione… suvvia. Cosa vuoi che sia una sanzione che potrebbe scattare in rari casi per le altrettante rare segnalazioni che gli utenti molestati potrebbero fare all’Autorità, anche per la complessità dei metodi di segnalazione. Ve lo immaginate un utente che riceve una media di 10 telefonate al giorno che fa dieci segnalazioni?

La soluzione è solo una. Stipulare contratti via telefono deve essere vietato, a meno che non sia il potenziale cliente a chiamare il gestore dei servizi.

Crediamo non esista altro metodo per spezzare la catena che lega la politica alle aziende del settore (a cui aggiungiamo le telecomunicazioni). Si tratta di servizi di primaria necessità a cui gli utenti si rivolgerebbero comunque, e non c’è proprio bisogno di questa macchina illegale costantemente alimentata da decisioni che sostengono di tutelare e non penalizzare questi settori determinanti dell’economia.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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