
Sono esattamente 350mila, secondo gli organizzatori, i dimostranti radunati nella “piazza degli ostaggi di Tel Aviv dove stasera si è tenuta una nuova manifestazione per chiedere la fine del conflitto a Gaza e il rilascio dei rapiti da Hamas. Siamo sulla strada della vittoria e grandi cose sono già state realizzate, ma c’è ancora del lavoro da fare. Veniamo da una riunione di gabinetto. Non credo di potermi dilungare troppo, ma dirò una cosa: tutto è iniziato a Gaza e tutto finirà a Gaza. Non lasceremo lì questi mostri, libereremo tutti i nostri ostaggi, faremo in modo che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele” afferma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
Le spiegazioni dell’Idf sul doppio attacco israeliano all’ospedale Nasser di Khan Younis “sono senza fondamento, gli israeliani stanno fabbricando false argomentazioni per giustificare il loro crimine”: lo afferma Hamas in un comunicato. Ha superato le 16 tonnellate di alimenti in due giorni la raccolta di aiuti per la popolazione della Striscia di Gaza lanciata a Genova dall’associazione ‘Music for Peace’ e dal Coordinamento autonomo lavoratori portuali (Calp) con l’obiettivo di aderire all’iniziativa umanitaria internazionale ‘Global Sumud Flotilla’ per far arrivare via nave il cibo ai civili palestinesi. Lo comunica l’associazione ‘Music for Peace’ via social invitando a “non aprire nuovi punti di raccolta” visto il sostegno già ottenuto. Centinaia di manifestanti stanno marciando verso l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, dove in questo momento si sta svolgendo la riunione del gabinetto di sicurezza, e chiedono il rilascio completo degli ostaggi e un accordo di cessate il fuoco. Lo riporta Times of Israel. In testa alla manifestazione, i membri del movimento giovanile socialista Hashomer Hatzair tengono uno striscione con la scritta ‘Siamo a un passo da un siluramento completo”, riferendosi ai timori che il governo possa affossare un potenziale accordo per la presa di ostaggi. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato di non credere che l’attacco israeliano all’ospedale Nasser di Gaza, in cui sono morte 20 persone, tra cui cinque giornalisti, sia stato deliberato e ha chiesto di attendere la conclusione dell’indagine promessa dalle autorita’ israeliane.”Al momento, non credo che si sia trattato di un attacco deliberato ai giornalisti. Il governo e l’esercito israeliani hanno affermato che verra’ condotta un’indagine approfondita e voglio attendere l’esito prima di emettere un giudizio definitivo”, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Berlino con il primo ministro belga Bart De Wever.
Merz ha rivendicato la sua decisione di interrompere la fornitura a Israele di armi che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza, dato che ciò che le sue forze armate stanno facendo li’ e’ “inaccettabile”.”Gli eventi di ieri gettano una pesante ombra sull’azione altrimenti del tutto legittima contro Hamas”, ha detto Merz. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, un doppio attacco ha avuto luogo contro il complesso medico Nasser: il primo scontro un obiettivo al quarto piano, seguito da un secondo mentre le ambulanze arrivavano per soccorrere i feriti e i morti. “L’uccisione di 5 giornalisti, 4 operatori sanitari e diversi civili a Gaza è inaccettabile. Civili e giornalisti devono essere protetti dalle leggi internazionali. Israele rispetti il diritto internazionale umanitario e garantisca che questi attacchi siano indagati. Prendiamo atto delle dichiarazioni delle autorità israeliane secondo cui verrà condotta un’indagine approfondita”, ha detto il portavoce della Commissione Ue nel corso del briefing con la stampa. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha invocato una posizione forte su Gaza. “E’ terribile quello che sta accadendo”, ha detto intercettata dai giornalisti al Congresso di Rimini, “dobbiamo lottare”. Quanto a una possibile condanna da parte dell’eurocamera, “deve esserci, non abbiamo scelta. La posizione del Parlamento Europeo è molto forte”, ha spiegato. Almeno 75 palestinesi sono stati uccisi e 370 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore a Gaza inseguito agli attacchi dell’Esercito israeliano (Idf). Lo afferma su Telegram il ministero della Sanità della Striscia gestito da Hamas. Il bilancio include 17 persone uccise mentre aspettavano gli aiuti umanitari. Al Jazeera riferisce di almeno 24 palestinesi uccisi negli attacchi dell’Idf nella Striscia dall’alba di ieri.
Ciò coinvolge i civili, però. Non è una lotta puramente militare.
Giuseppe Basilico

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