
“Ambasciatori o incaricati d’affari di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, di stanza a Teheran, sono stati convocati dalle autorità iraniane, che hanno deplorato, lamentato il sostegno espresso da questi Paesi ai manifestanti iraniani, secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano trasmessa dalla televisione di Stato. “Confermiamo la convocazione degli ambasciatori europei”, ha dichiarato il ministero degli Esteri francese all’Afp. Il Parlamento europeo vieta l’accesso ai suoi locali a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani. Lo ha annunciato la presidente Roberta Metsola. “Non si può andare avanti come se nulla fosse accaduto. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare l’accesso a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell’Iran da tutti i locali dell’Europarlamento”, ha scritto su X. “Questa assemblea non contribuirà a legittimare un regime che si è sostenuto attraverso torture, repressione e omicidi”, ha aggiunto. “Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell’Iran pagherà un dazio del 25% su tutte le transazioni commerciali con gli Stati Uniti d’America. Il presente decreto è definitivo e conclusivo. Grazie per l’attenzione!”. Lo scrive sul suo profilo Truth il presidente americano, Donald Trump. alcun attacco contro l’Iran: lo ha affermato l’ambasciatore statunitense presso lo Stato ebraico, Mike Huckabee, intervistato da Sky. “Non credo che in questo momento gli Stati Uniti o Israele stiano pianificando di impegnarsi nelle questioni iraniane. Non so cosa potrebbe succedere”, ha spiegato: “Al momento non ho sentito nulla che indichi che l’America si stia preparando a un intervento militare”.Il personale diplomatico non essenziale dell’ambasciata francese a Teheran ha lasciato il territorio iraniano a causa dei disordini in corso nel paese. A riferirlo sono state due fonti citate dall’Afp. I dipendenti hanno lasciato l’Iran in due gruppi, domenica e lunedì, hanno riferito le fonti, senza specificarne il numero esatto. “Alcune proposte sono state discusse con Washington e sono attualmente allo studio da parte nostra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista ad Al Jazeera Arabic. “Le idee e le minacce proposte da Washington contro il nostro Paese sono incompatibili”, ha affermato. Araghchi ha detto che l’Iran è pronto a impegnarsi in colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, “a patto che ciò avvenga senza minacce o diktat”, pace imposta. “Non crediamo che Washington sia pronta per negoziati equi e giusti, e quando lo sarà, prenderemo seriamente in considerazione la questione”, ha aggiunto. La Russia ha condannato quelli che ha definito tentativi da parte di “potenze straniere” di interferire in Iran, dopo che gli Stati Uniti hanno minacciato di intervenire nella repressione mortale dei manifestanti da parte della Repubblica islamica. In una telefonata con la sua controparte iraniana, il segretario del Consiglio di Sicurezza russo Serghei Shoigu “ha condannato fermamente l’ennesimo tentativo da parte di potenze straniere di interferire negli affari interni dell’Iran”, hanno riferito i media russi, nella prima reazione di Mosca al perdurare delle proteste e delle violenze nel Paese. Oggi, a 85 anni, Khamenei resta formalmente saldo al vertice dello Stato, ma la sua figura appare sempre più isolata e contestata, sia all’interno di una società giovane e impoverita, sia sul piano internazionale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si e’ messo in contatto nel fine settimana con l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Lo riferisce Axios citando due fonti informate. Scopo del contatto, tentare di disinnescare gli Stati Uniti, o almeno guadagnare piu’ tempo prima che il presidente Donald Trump ordini qualsiasi azione per indebolire ulteriormente il regime. I due si sarebbero accordati per una riunione nei prossimi giorni. Israele è arrivato vicino a colpire l’Iran due volte nelle ultime settimane a causa di errori di calcolo reciproci. Lo riporta il Jerusalem Post citando le rivelazioni dell’ex capo della direzione dell’intelligence militare Tamir Hayman in un’intervista a 103FM. Secondo Hayman, i preparativi per un’azione hanno portato a un “necessario coordinamento” tra Israele e gli Stati Uniti. Dall’inizio della rivolta si sono intensificati voli di aerei privati da Teheran verso la Russia, che offre alla dirigenza iraniana sostegno tecnico-militare e allo stesso tempo prepara l’evacuazione dell’ayatollah Ali Khamenei, dei familiari e assistenti. Lo scrive il ‘Moscow Times’, secondo cui sono iniziati anche i trasporti di riserve auree (d’oro) a Mosca, come avvenuto con la caduta di Bashar al-Assad in Siria, volando sopra il Caucaso ed evitando gli spazi aerei controllati dalla Nato.
Giuseppe Basilico

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