
Non vorrei che si smentissero pure i proverbi: “il tempo è galantuomo” potrebbe diventare a breve “il tempo è filibustiere”.
Dal fronte destro il grande capo in persona, dopo aver sparato con l’artiglieria pesante sul fronte opposto e non essere riuscito a sfondare le linee, invia colombe bianche con missive equivoche volte a fini misteriosi, ma non troppo.
Dal fronte sinistro si ha l’impressione che al generale, da un momento all’altro possano essere levati i galloni, replica infedele di storia già vista.
Il generale vuole che qualcuno gli dica che ha vinto, il resto dello stato maggiore, conscio che parità sostanziale non è vittoria, cerca posizioni difendibili con manovre underground dai fini tutt’altro che limpidi.
Si stanno scavando trincee e gallerie per una guerra di posizione, che se lunga, non porterà buone nuove agli Italiani.
D’altro canto le regole elettorali mal scritte – rileggete cortesemente quanto ho scritto un mese fa – non possono edulcorare i fatti.
25.000 voti di differenza, con la parte produttiva dell’Italia largamente e saldamente in mano al centrodestra, è risultato che non consente alla sinistra di governare.
Finalizzare le decisioni del programma elettorale prodiano significherebbe dare nuovo impulso alla divisione di un’Italia, già inequivocabilmente divisa dal voto.
Mi auguro che i nostri beneamati, destri o sinistri che siano, per quanto inebriati dal profumo del potere, ne tengano conto.
Siamo al surplace.
Non vorrei che al traguardo spuntasse improvvisamente davanti a tutti la bicicletta rossa dello sprinter D’Alema.
Fiorenzo Da Ros

Caro Fiorenzo,lasciatelo dire da un fiorentino,non c’è pericolo di sprint…..D’Alema non corre in bicicletta ,ma veleggia da costa a costa ,signorilmente e senza sudate più o meno sportive. Ha i suoi “portatori d’acqua”,cui lascia pure la bici. E non ha conflitti d’interesse….dovendo legiferare di norme nautiche o di regolamenti sugli approdi ,eventualmente, uscirebbe dall’aula .Sugli spalti stiamo noi italiani ,a pagare il biglietto ed a tifare l’uno contro l’altro ,magari senza sapersi spiegare neppure il perché. A qualcuno piace il Milan,a qualcuno la Ferrari ,a qualcuno il mare ,ad altri la montagna. Non chiedere perché ,non cercare una logica spiegazione…..al tifo,come al cuore ,non si comanda ! Del resto,sembriamo oramai abituati a mormorare il classico “ che Dio ce la mandi bona , e senza vento !”, ad esultare delle “vittorie” anche se di misura. Chiedere un ragionamento sui fatti sarebbe crudele…..