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Sulla via di Damasco

In una situazione internazionale così negativa la prima cosa da fare è essere consapevoli di quello che è accaduto negli ultimi cinque anni e prenderne coscienza sino in fondo, cosa che purtroppo in Europa non sta ancora accadendo. 

di Marco Mayer | 17 Marzo 2024

Negli ultimi cinque anni Russia  Iran e Cina sono  profondamente cambiati.  L’ involuzione autoritaria in ambito  interno e l’ inedita aggressività in campo internazionale costituiscono una realtà sgradevole quanto ampiamente documentata sul piano dell’ evidenza empirica.

Il problema di fondo è che in numerosi paesi del mondo – Italia compresa – l’ opinione pubblica non ha ancora messo bene a fuoco  quanto nel giro di pochi anni la situazione di questi paesi sia radicalmente peggiorata.

Il regime di Mosca non è più quello in cui Alexei Navalny poteva candidarsi a sindaco di Mosca e svolgere quasi regolarmente la sua campagna elettorale.

La Cina di oggi è quella in cui 200.000 cittadini di Hong Kong sono scappati per le leggi  repressive introdotte nella ex colonia britannica  nel biennio 2020/21 dal Partito Comunista Cinese. 

Il regime iraniano nel 2023  ha eliminato i pochi spazi di libertà che esistevano nel paese   colpendo duramente centinaia di migliaia di giovani e donne che protestavano per la morte di Masha Amini.

La Cina ha fornito e fornisce materie prime e  materiali duali  di supporto all’ invasione russa in Ucraina.

L’ Iran alimenta le attività belliche e terroristiche degli Houti che bloccano il Mar Rosso, degli Hezbollah in Libano e di Hamas a Gaza.

La Federazione Russa con i suoi mercenari (ribattezzati da Gruppo Wagner ad Africa Corps) sta  destabilizzando   il Niger, il Mali, il Burkina Faso e altri paesi africani.

In una situazione internazionale così negativa la prima cosa da fare è essere consapevoli di quello che è accaduto negli ultimi cinque anni e prenderne coscienza sino in fondo, cosa che purtroppo in Europa non sta ancora accadendo. 

.

In  Giappone, India, Filippine e in altri paesi asiatici si è fatta strada la consapevolezza della minaccia rappresentata dalla più recente politica cinese e dal riarmo del Dragone.

Un analogo allarme si è ampiamente diffuso in Finlandia, Svezia e nei paesi baltici nei confronti della Russia. 

Il timore per l’ espansionismo iraniano  è presente in vari paesi del Golfo, in Egitto e in altri paesi mediterranei danneggiati dal blocco di Suez.

Tuttavia – a meno di  tre mesi dalle elezioni per il Parlamento di Strasburgo –  la maggioranza dei cittadini europei non è adeguatamente informata su quanto accade in Russia, Iran e Cina e sui pericoli che potrebbero incombere sulle nostre libertà.

Molti fattori concorrono ad  offuscare la  rinnovata distinzione tra mondo libero e totalitarismo che è alla base della nascita delle  democrazie asiatiche e africane non meno di  quelle “occidentali”. 

Per inciso –  a proposito del termine e del concetto di totalitarismo –  aveva  ragione  Gianfranco Pasquino quando nella Enciclopedia Treccani ha scritto che si tratta di una categoria della scienza politica da non abbandonare. 

https://www.treccani.it/enciclopedia/totalitarismo_(Enciclopedia-Italiana)/

Si può  discutere sul come reagire ad una situazione così pericolosa e ragionare su quali siano le migliori azioni da intraprendere in termini di  deterrenza per prevenire l’ escalation.

Tuttavia  mi  piacerebbe che su fatti incontrovertibili come quelli ho  citato in questo articolo ci fosse una sostanziale convergenza a livello politico e accademico,  a destra come a sinistra, nel mondo laico, in Vaticano e nelle altre comunità religiose.

Durante gli ultimi 5 anni non è  stato così perché in troppi hanno fatto gli struzzi. Molti soggetti hanno interessi economici nei regimi autoritari quali, per esempio,  le multinazionali cosidettec Big Con (dove Con sta per  Consulting).  

Quante volte il linguaggio asettico dei loro report ha coperto realtà dramnatiche, ma ignorate da tutti, dal World Global Forum di  Davos al putiniano Valdai Club…

Dagli anni novanta in poi si venuta affermando  l’ immagine di  un mondo edulcurato nel linguaggio e nella sostanza in cui sulla base del politicamente corretto  un dittatore dalle  ambizioni imperiali come Vladimir Putin si è trasformato in  “autocrate”,  termine di cui pochi comprendono il significato.

 Il 24 febbraio del 2022 (se non prima) questo mondo è tramontato ed venuto il momento di chiamare le cose con il loro nome.

Il problema e’ che in Ungheria, in Germania, in altri paesi europei (e anche in Italia) la  Russia, l ‘ Iran e la  Cina possono contare su molte teste di ponte: editori compiacenti, aziende di import export, manager buoni per tutte le stagioni, politici ignoranti o peggio…

Questa è la vera  partita che si  giochera’  alle elezioni europee e che la gran macchina della disinformazione cerca di offuscare. 

La storia (e la Shoa in particolare) hanno insegnato  che non si può essere agnelli con i lupi.  La  prima cosa da fare è  riconoscere   i fatti, non come accadde con la Croce Rossa Internazionale che non disse  una parola sui campi di sterminio. 

Chi nega le responsabilità di Putin, Khameini e Xi Jinping nell’ attuale situazione internazionale o peggio – come propongono  Giuseppe Conte o Matteo Salvini – vuole sospendere gli aiuti alla resistenza del popolo ucraino e ‘ oggettivamente complice dell’ aggressione russa.

Ancora una volta come dopo la seconda guerra mondiale la via maestra è la deterrenza e il contenimento nella speranza di avviare un negoziato su basi paritarie

Ma per i credenti c’ e’ un ulteriore possibilità da non  sottovalutare: la forza della preghiera.  30 anni fa il Cardinale Renato Martino, all’ epoca Nunzio Apostolico all’ ONU mi consentì di assistere alla preghiera corale delle Clarisse del Monastero di clausura di Boves.  In quel momento in tutti i monasteri del mondo si pregava per il buon esito della Conferenza di Pechino. Fu un’ esperienza indimenticabile. 

Nell’ ultimo giorno della farsa delle elezioni presidenziali in Russia,  chiedo a me stesso ed ai  lettori di Startmag se avrebbe alcun  senso pensare a qualcosa di simile min favore  del martoriato popolo ucraino. Cosa pensate dell’idea che in tutti i conventi e monasteri del mondo si preghi per la conversione di Putin sulla Via di Damasco? 

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: agnelli, anni, campagna elettorale, cina, cittadini europei, dittatore, elezioni, europa, germania, giovani, guerra mondiale, india, iran, italia, mondo, opinione pubblica, paesi europei, parlamento, putin, regime, seconda guerra mondiale, speranza, strasburgo

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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