La vedo buia. Perché al Senato c’è il voto palese e perché, in caso di nuove elezioni a distribuire le carte, cioè i seggi, sarebbero Renzi e Berlusconi.

E, invece, mi tocca tornare sulla inqualificabile legge elettorale che, superato l’esame della Camera dei deputati, attende ora il vaglio del Senato.
La vedo buia. Spero di essere smentito, ma non faccio troppo affidamento sul fatto che il margine di maggioranza dello schieramento favorevole a questa ennesima “porcata” è , al Senato, assai più limitato di quanto non lo sia alla Camera.
Ciò per due motivi: primo, perché c’è lo scrutinio palese; secondo, perché la minaccia del voto anticipato è tale da affievolire la volontà di dare battaglia dei piccoli gruppi e dei singoli senatori che non condividono l’impostazione della legge. E se si votasse nuovamente, a dare le carte, cioè a distribuire la maggior parte dei seggi, sarebbero Renzi e Berlusconi, i perni del grande imbroglio che sta per abbattersi sulla nostra già provata democrazia.
Stando così le cose, prepariamoci ad avere un sistema squilibrato. Mettendo assieme un’alleanza con piccoli partiti che prenderanno voti ma non seggi a causa delle soglie di sbarramento, un partito del 20% dei voti avrebbe in mano un potere immenso: grazie al macroscopico “premio di maggioranza” di cui sarebbe unico beneficiario, avrebbe i voti per reggere il governo, eleggere tutti gli organi di garanzia, a cominciare dal Presidente della Repubblica e dai Giudici della Corte Costituzionale, e potrebbe persino, da solo, apportare modifiche alla Costituzione. Tutto questo in una Italia che ha alle spalle una tradizione ed una cultura imperniate su aree geografiche e storie assai differenziate.
Per carità: sono decisioni che sta prendendo il Parlamento, dunque legittime. Ma si tratta di un Parlamento, non va dimenticato, i cui membri, non essendo eletti ma nominati, sono sotto ricatto.
Ecco perché ci dovremo preparare a portare in altre sedi la questione elettorale: davanti alla Corte Costituzionale e al vaglio degli elettori. La prima via è quella già imboccata per il primo “porcellum”, quello di Calderoli, dichiarato incostituzionale dopo una lunga e tenace battaglia di 27 cittadini elettori, fra i quali gli avvocati Aldo Bozzi, Felice Besostri (già parlamentare socialista), Claudio Tani, e Gino Di Maro (che è, tra l’altro, un collaboratore di Pensalibero). La seconda via è il referendum abrogativo. Una strada difficile e impegnativa come dimostra il recente naufragio dei referendum radicali sulla giustizia. Dovremo fare ricorso ad una mobilitazione straordinaria che coinvolga trasversalmente partiti, associazioni, uomini di cultura. Una chiamata per la democrazia, che riporti “in servizio” anche i tantissimi cittadini che, nauseati dalla politica, se ne sono allontanati. Sarebbe (o sarà) un impegno che non prevede onori, riconoscimenti o premi in seggi, ai quali abbiamo assistito per troppo tempo. Sarebbe (o sarà) solo un impegno assolto nel nome della nostra dignità di cittadini. E sono certo che proprio per questo in molti risponderanno positivamente.

Caro Silla,
lo vorrei anch’io quello che vuoi tu. Magari la battaglia per un obbiettivo di democrazia potrebbe aiutare a costruire quel partito. E a “educarne” qualche altro…
Non ci credo, Nicola. Non è mai successo
Per vecchia colpevole abitudine sono poco sensibile a questa problematica istituzionale, quindi spero che le nostre capacità le dedichiamo ad altro. Per esempio a contribuire alla costruzione di un serio partito riformatore di sinistra, per il quale c’è la domanda, ma mancano le energie. Se avanza una politica forte, i sistemi elettorali seguiranno come le salmerie, se la politica resta debole qualsiasi sistema elettorale sarà solo un belletto, per questo o per quello.
UCRAINA: Visto che Renzusconi viene prima degli amici ucraini, Ti manderò io qualcosa da parte di ucraini della Rondine
Caro Nicola,
io ci sto già lavorando ed ho una scaletta deggli impegni che avremo di fronte. E Pensalibero sarà sempre il primo ad essere informato, perchè in passato è stato l’unico organo di informazione che parlava di questo e per un legame politico/sentimentale che mi lega ad esso.
Sul referendum, salvo leggere meglio il testo dell’italicum come sarà definitivamente, la strada sarà meno impervia del passato.
Ed inoltre è una strada da percorrere perchè, fermo restando che sono pronto a lavorare per il ricorso contro l’italicum di Renzi e Berlusconi, non è che si deve lasciare la Corte Costituzionale in eterna supplenza alla politica.
Un abbraccio
Tuo Gino