Per ora è muro contro muro nella maggioranza sulla questione della nostra presenza in Afghanistan. La minaccia di D’Alema di rassegnare le proprie dimissioni nel caso in cui gli alleati dovessero mettere in discussione il rifinanziamento della missione italiana in quel paese, non ha sortito alcun effetto. ”La dichiarazione di Massimo D’Alema sulle stravaganze di Rifondazione Comunista non aiutano l’intesa in maggioranza sulla questione Afghanistan” gli ha risposto a stretto giro Rifondazione comunista attraverso una dichiarazione a Radio Radicale di Elettra Deiana, capogruppo prc in commissione Difesa della Camera.
”D’Alema ha tutte le competenze, la storia e l’autorevolezza per essere ministro degli Esteri – ha aggiunto l’on. Deiana – pero’ deve capire che non puo’ svolgere questo compito ignorando che l’Unione e’ una alleanza estremamente complessa in particolare proprio sulla politica estera. Quelle che lui chiama stravaganze sono invece punti di vista diversi, analisi diverse e la sfida
che questo governo ha di fronte e’ proprio quella di costruire terreni di mediazione e pratiche di consenso. Noi ce la stiamo mettendo tutta, certamente la dichiarazione di D’Alema non ci aiuta affatto perche’ sottrae il terreno alla politica e ci offre quello sterile delle polemiche e delle punzecchiature che ci sembra il meno appropriato”.
Non sono schermaglie da poco tra alleati. D’Alema, come ha ricordato l’ex presidente della repubblica Cossiga, si è impegnato con il segretario di stato USA Condoleezza Rice e sa che nei rapporti internazionali non si può perdere credibilità per andare dietro agli Agnolotto o ai Pecoraro Scanio. Non solo: tenere duro, per il ministro degli esteri, che- non dimentichiamo- è anche presidente dei DS- è un modo per stanare Prodi. Il quale, fino ad ora, ha fatto esporre D’Alema e si è tenuto defilato per mantenere buoni rapporti con la sinistra estrema.
Sull’Afghanistan D’Alema non scherza, forse…
Si è impegnato con Condoleezza Rice e non può perdere la faccia. Inoltre vuole stanare Prodi, che si è defilato per non turbare i rapporti con la sinistra radicale.

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