Diventare ministro dell’interno (il ministero da sempre depositario di tutti i segreti) e scoprire una cosa che nessuno sapeva e che provoca turbamento: in Italia c’è un corto circuito tra magistratura e stampa. Una sorta di “combinato disposto”, un’arma micidiale per colpire questo o quello (a dire il vero più quello che questo). Giuliano Amato, finalmente, dopo essere stato più volte presidente del consiglio e tante altre cose, ha fatto questa scoperta, la combutta tra certa stampa e certa magistratura. Si è finalmente reso conto di ciò che gli era sfuggito quando era stretto collaboratore di Craxi, e la morsa procure d’assalto- stampa stava progressivamente soffocando il suo “principale”.
C’è da dire che, una volta fatta la scoperta, ha esternato da par suo, con grande efficacia e con raffiche di messaggi criptati, che non devono lasciare tranquilli coloro che ne sono i destinatari: la rivelazione che “certe procure forniscono ai giornalisti le password per accedere agli atti”, e ancora “che esistono contratti di fatto tra cronisti e chi fornisce le notizie” rappresenta una denuncia di rara forza.
Possiamo aggiungere alcune altre cose che si sono verificate negli ultimi quindici anni, quando Giuliano Amato era distratto o disattento: un pool di direttori di grandi testate giornalistiche, all’epoca di Tangentopoli, in costante collegamento tra loro, in vera e propria conferenza, per stabilire quotidianamente le vittime da sacrificare e quelle da salvare (lo ha rivelato qualche anno fa con un certo rimpianto uno di loro); il Corriere della Sera che indica con largo preavviso gli obbiettivi da colpire giudiziariamente ( è successo lo scorso anno con le scalate bancarie e allo stesso giornale). Lo strumento, sempre il solito, quello denunciato da Amato, cioè la pubblicazione indiscriminata di intercettazioni telefoniche.
Poiché, come tutti sappiamo, Amato è persona intelligentissima e prudentissima, ci devono essere motivazioni serie se il “dottor sottile” si è deciso ad un passo così clamoroso, oltretutto in una sede istituzionale quale la commissione Affari costituzionali della Camera.
Ne indichiamo un paio. La prima è che Amato ha avvertito che certe procure della repubblica hanno ricominciato a intensificare la loro azione di condizionamento delle vicende politiche italiane. Esempio ultimo e clamoroso gli arresti al Sismi per il rapimento Abu Omar, vicenda sulla quale, per intrinseca debolezza e per divisioni interne, il governo non ha avuto la forza di imporre il segreto di stato come sarebbe stato nella logica delle cose.
La seconda, più maliziosa, dimostra tuttavia che anche Amato, quando può, si toglie i sassi dalle scarpe. Con qualche giornale Amato ha conti da regolare, legati all’atteggiamento ostile subito in occasione delle votazioni per la Presidenza della Repubblica, carica per la quale si era accuratamente preparato.
LE SCONVOLGENTI SCOPERTE DI AMATO IL CANDIDO
Le rivelazioni sulle “password per accedere agli atti” fornite dai magistrati ai giornalisti e sui “contratti di fatto” tra cronisti e chi fornisce le notizie sono messaggi criptati che non lasciano tranquilli i destinatari.

Nelle democrazie parlamentari vere, chi raggiunge il ruolo di primo ministro, finito il compito si ritira appagato. In Italia, gli Amato, i D’alema, degni eredi dei Colombo, degli Andreotti, dei Fanfani, ecc. s’adatterebbero anche a fare i portaborse pur di restare a galla. E’ qua che la seconda repubblica rivela di non essere mai nata, se la politica è sempre una professione fino alla pensione. Pardon non la politica…la passione politica siringata tanti decenni fa alle Frattocchie!
Antonio Dani (a.dani@hotmail.it)
Ohibò! *Visto che l’argomento vi avvince…*
e sentendo levarsi da Parlamento e Governo sussulti e grida di Manzoniana memoria vi chiedo e mi chiedo: Come “accade” che, delle intercettazioni abusive ed illegali di Telecom & Sismi, Governo e politici se accorgono ora mentre i normali utenti intercettati se ne sono accorti da oltre un anno? Precisamente dal febbraio 2005. E l’hanno segnalato anche ai muri.
Ma nessun politico, o giornalista, li ha mai cagati.
E cosa volevano dire, secondo voi, le mappe di Arcore, Melzo, Novara e dell’ENAV? Non erano e non sono eloquenti?
Eppure il Palazzo, tutto, lo sa che è Telecom che serviva il Cnag diretto da Tavaroli, Cipriani e Mancini. O no?
Eppure il Palazzo, tutto, lo sa che Tavaroli e Cipriani collaboravano con Mancini. O no?
Eppure il Palazzo, tutto, lo sa che il Sismi è diretto ed al servizio dei Governi, e così deve essere, e che tutto arriva nei terminali di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Interno che giorno e notte, e ininterrottamente, ricevono tutte le informazioni. O no?
Come è possibile che queste elementarità le sappia io che sono stata solamente moglie di un politico prima Regionale, poi Parlamentare e poi Ministeriale e, invece, il Parlamento e il Governo danno a vedere che non sanno queste correnti banalità?
Bene ha detto oggi, concludendo il suo intervento al Senato, Tana de Zulueta. Rileggettevelo o riascoltatelo.
Quando si insedia la Commissione d’inchiesta sulle intercettazioni?
Buon “lavoro” al Parlamento e al Governo, e a voi di Pensalibero, da
Giuliana D’Olcese
.. e forse se questi giornali/giornalisti avessero taciuto, avremmo un presidente per tutti gli italiani, e non uno solamente per alcuni..