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Successo per Haydn e la Camerata Strumentale città di Prato

di Enrico Martelloni | 13 Aprile 2014

DeposizioneAccade di rado che nella medesima sera, a pochi passi di distanza l’uno dall’altro, si eseguono due concerti di musica sacra. Ciò, è avvenuto giovedì a Prato, contemporaneamente alle ore 21. Quello della Camerata Strumentale città di Prato, era già fissato nel programma dei concerti fin da ottobre, con l’anticipazione, il giorno 9 aprile, dell’esecuzione fiorentina in Santa Maria del Fiore. Quello nella cattedrale di Prato, gratuito, organizzato senza valutare la contemporaneità dell’altro.  Tralasciando ai posteri aride cronache di probabili equivoci temporali e d’umori, assolviamo, lieti, al penultimo dei concerti dedicato alla musica di Haydn e all’imminente pasqua cristiana. Tra i due grandi oratori de “La Creazione” e “ Le Stagioni” scritti tra il 1796 e il 1801, Haydn pose mano a “Le sette ultime parole del nostro redentore sulla croce”. L’evoluzione dell’opera fu compiuta nel medesimo anno delle “Stagioni”, ma sul testo di Van Switen, adattate dal maestro alla sua musica. Per la circostanza della serata in programma, l’oratorio ha incontrato altri testi senza che ne sia venuta meno la forza evocativa. Il pubblico delle grandi occasioni lo ha percepito attraverso le parole di Fabrizio Gifuni. La voce recitante ha ridestato nelle quartine di settenari di Jacopone da Todi, il calvario del Cristo “Crucifisso” delle Laudi medioevali. “ O figlio, figlio, figlio, figlio amoroso giglio! Figlio, chi da consiglio al cor mio angustiato?”.   Poi come dal pulpito, Gifuni, ha anticipato un commento poetico ad ognuna per le sette Sonate di Haydn della Camerata, con le parole di Luzi, juan de la Cruz, Papini, John Donne. Un successo lungamente segnato dal pubblico in sala, diviso equanime, tra l’orchestra, il direttore Pinzauti, e Gifuni. Haydn alla summa della sua maturità d’artista, ha il merito di rendere la musica lieve anche negli Adagi, specie nella tonalità del do minore. In tutte le sonate, potremo identificare l’Adagio di un’ideale sinfonia cui il maestro fu campione. Il momento della crocifissione, l’umanità dell’attimo evocato dalla musica, contiene tratti descrittivi, di luminosa e divina accettazione, nel contrasto agli attimi drammatici dell’Uomo sulla croce. In origine, l’oratorio ripreso in mano più volte aveva nell’impianto orchestrale due flauti, due oboi, addirittura quattro corni e due trombe con timpani violini, viole, violoncelli e contrabbasso. Ovvero un impianto sinfonico, senza il coro che fu in seguito aggiunto almeno nell’ultima stesura del 1796. Di queste pagine di musica nel 1787, Haydn trasse un quartetto per archi. Il brillante intuito di Joseph, nato a Rohrau nella Bassa Austria, aveva trovato nella musica sacra un’indubbia valenza creativa, senza mai trascende dalla musica, lo stile suo proprio che tende all’ottimo, al positivo: dal sinfonico al quartetto. Nella delicata rarefatta aria di ciascuna delle sette sonate, non troverete la morte dell’Uomo, già non c’è al suo cospetto, vinta dall’abbraccio col Padre. Troverete, per sua filosofia, solo serena affiliazione, sottolineata dal flauto, o dall’oboe, o dai corni, il significato della vittoria: quello dell’afflato necessario, imposto dal grave contrabbasso verso ciò che è universo. E’ nell’identità massonica di un credente che, Haydn riconosce l’aspetto di Dio, e lo riconosce positivo, senza darne una certezza della sua volontà, della sua entità: Elì, Elì, lemà sabactani?. Haydn, uomo dei suoi tempi, trova attenzione verso il sacro. Il “Terremoto” conclude l’oratorio, che richiama le tenebre, ma mai, anche nel do minore, cade nella disperazione. Il saluto del pubblico anche per questo è stato un tripudio di gioia.

Pubblicato in : Musica

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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