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Sua Maestà la Repubblica

Ad ogni stormir di fronde, fatti di cronaca, guerre o sciagure naturali gli italiani, dai Colli più alti di Roma fino ai semplici cittadini, scendono in strada a manifestare. E cominciano a sbizzarrirsi nel più convulso dei formalismi e del politicamente e religiosamente corretto dove, con apparente e molta formale convinzione, fanno emergere solo motivi esteriori e/o convenzionali. Più o meno in sequenza emergono gli appelli legati alla volemose bene, italiani brava gente, celebrazioni, fiaccolate, appelli universalistici, palloncini bianchi, grida, cori, urla, sfilate, candele accese, clamori, schiamazzi, strepiti, festeggiamenti, commemorazioni, riti, ricorrenze, solennità, cerimonie, inviti, richiami e forti sollecitazioni al meglio e al bene collettivo.

di Raffaele Romano | 3 Giugno 2025

Ad ogni stormir di fronde, fatti di cronaca, guerre o sciagure naturali gli italiani, dai Colli più alti di Roma fino ai semplici cittadini, scendono in strada a manifestare. E cominciano a sbizzarrirsi nel più convulso dei formalismi e del politicamente e religiosamente corretto dove, con apparente e molta formale convinzione, fanno emergere solo motivi esteriori e/o convenzionali. Più o meno in sequenza emergono gli appelli legati alla volemose bene, italiani brava gente, celebrazioni, fiaccolate, appelli universalistici, palloncini bianchi, grida, cori, urla, sfilate, candele accese, clamori, schiamazzi, strepiti, festeggiamenti, commemorazioni, riti, ricorrenze, solennità, cerimonie, inviti, richiami e forti sollecitazioni al meglio e al bene collettivo. Appena terminati questi riti ricominciano coi loro antichi vizi che, al di là delle proteste populistiche cui si sono assuefatti, ritornano a riprendere i panni dei sudditi. Ecco un breve memorandum solo di alcune cose che non vanno ma che richiederebbe uno spazio pari ad almeno 3 volumi e che vengono supinamente accettate dai sudditi di Sua Maestà la Repubblica. Iniziamo dal fisco, meglio noto col nome di battaglia: “Agenzia delle Entrate” ma perché non anche delle uscite visto che anche il rimborsare sarebbe fra i suoi obblighi istituzionali? Il suddito della Repubblica se riceve una raccomandata dalle Entrate per cui deve pagare 6.000 euro se si azzarderà a chiedere lo sconto corre il rischio di essere fustigato sulla pubblica piazza. Inoltre l’onere della prova ovvero della sua innocenza la deve fornire il suddito. Alla fine, mettendosi l’anima in pace, pagherà tutti i seimila euro. Se, invece, non si è sudditi si ha diritto a sconti del 50%. Fra gli innumerevoli casi già accaduti prendiamo quello del Gruppo Kering proprietario dei marchi Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, DoDo, Ginori 1735, Qeelin, Kering Eyewear e Kering Beauté molto noti alle signore. Kering ha concordato con l’agenzia delle Entrate il pagamento di 1 miliardo e 250 milioni per Gucci e 186 milioni per Bottega Veneta. Qualcuno dirà: ottimo! Invece non lo si può dire perché l’evasione accertata era per 2,5 miliardi di euro per gli anni che partono dal 2018 in avanti, mentre gli anni dal 1995 al 2017 sono stati prescritti. Il tutto con l’attiva e fattiva partecipazione intelligente e per lei conveniente Svizzera. Non dimentichiamo processi inutili come la “dichiarazione dei redditi” a soggetti pensionati oppure lavoratori dipendenti di cui lo Stato sa tutto e a cui chiede, ogni anno, di riempire moduli elaborati dallo studio centrale che rende“complicate le cose semplici” per alimentare economicamente soggetti terzi. Passiamo ad un altro capitolo quello dei “granchi blu”. Nel Delta del Po c’è l’epicentro dell’emergenza granchio blu e sono più di 3.000 i pescatori colpiti, sono quelli che ci hanno fornito per anni di vongole e lupini un comparto che fatturava più di 200 milioni di euro l’anno. L’intera economia del territorio, con le tante famiglie che vivono di questo, ha subito una forte battuta di arresto. Ma ad essere minacciato è anche il settore turistico e l’intero ecosistema. Ai signori che occupano gli alti Colli romani suggerirei di farsi una capatina in Tunisia che da una dozzina di anni ha trasformato questa calamità in ricchezza produttiva. Passiamo al razzismo tollerato negli stadi. Gridare e sfoggiare lenzuoli al grido di “Lavali col fuoco e Vesuvio pensaci tu” in Italia non è reato in quanto c’è stata la trasformazione dalla “discriminazione razziale in discriminazione territoriale”. Quindi chiunque può oltraggiare la squadra del Napoli e l’intera città coi suoi abitanti senza commettere reato, appioppando al massimo qualche migliaio di euro di multa alla società ospitante che, in realtà, non c’entra nulla. Ogni primo del mese il pensionato dell’INPS dovrebbe trovare l’accredito del proprio importo. Non è così! Infatti ho scoperto che i sistemi informatici delle banche non lavorano nei week end e, peggio ancora, se ti capita il 2 giugno che fa da ponte al fine settimana in tal modo la pensione l’accrediteranno addirittura il 3. La domanda che sorge spontanea è: “dipende dalle banche che ricevono i soldi al primo del mese e se li tengono per tre giorni oppure è l’Inps che versa il tre?”

Poi ci sono un centinaio di “corporazioni italiche” che agiscono in un regime di monopolio assoluto in comparti dell’economia nazionale, per capirci: tassisti, notai, magistrati, balneari, giornali, case editrici, cinema ecc. che, oltre ai lauti profitti, si vedono finanziati dai contribuenti. Sono anni che i giornali vengono finanziati a milioni di euro l’anno senza dimenticare il cinema con cui sedicenti attori e registi ci propinano i loro sogni che nessuno va a vedere. La totale assenza della figura dell’editore puro in Italia ha contribuito, non poco, al mancato sviluppo di una vera e propria democrazia compiuta dove i ruoli siano ben chiari e determinati. In tutti i Paesi occidentali l’editore è editore puro e basta. Non ha altri interessi da difendere né di tipo industriale o tanto meno bancario perché le loro leggi antitrust glielo proibiscono. Dall’impresa editoriale deve trarre gli stipendi per i suoi addetti, i costi di gestione e gli utili per gli azionisti e per realizzare tutto ciò deve fare un ottimo giornale e a prezzi competitivi. Da noi invece sono, allo stesso tempo banchieri industriali e quant’altro.

In più ci troviamo a pagare gabelle con le multe dei Comuni per fare cassa che hanno riempito di autovelox lo stivale. Senza dimenticare il telemarketing che continua imperterrito a propinare rotture di scatole e a far sottoscrivere contratti truffa. Le banche che stanno chiudendo ovunque costringendo i clienti non esperti in pc a giostrarsi fra numeri verdi che non danno quasi mai risposte adeguate. La pubblica amministrazione che ha portato la “burocrazia” al centro del sistema paese con auto processi di crescita esponenziale in cui il suddito deve fare lunghi percorsi senza mai avere una risposta sicura.

Mi fermo qui, cari sudditi, ma ci sarebbero ancora centinaia di pagine da riempire.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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