Che vuol dire ” le bandiere, no”?
Le bandiere, si. Le bandiere dell’Ucraina sventolino orgogliose in terra italiana e si ricordi i giorni quando fummo oppressi. In alto le bandiere dal colore azzurre del limpido cielo e gialle del fecondo grano, che rappresentano questo grande popolo che non da oggi ma da otto anni subisce la guerra dell’invasore. Così oggi Firenze, come ieri in piazza dei Ciompi, si è riunita la comunità ucraina per ricordare il dramma della guerra, dei suoi uomini che combattono per la libertà contro l’invasore russo. In questo momento in tutta l’Ucraina ci sono attacchi aerei e combattimenti. Avvicino gente di continuo, alcuni ieri sono venuti da Livorno, i più da firenze, Sesto, Campi Bisenzio. L’inno nazionale si alza timido al vento e prende quota come un’ aquilone, ognuno lo conosce a memoria e ne scandisce le parole cantando, mentre una ragazza mora sventola una delle tante bandiere al secondo piano del centro commerciale di Novoli sulla piazza interna. Ad una signora chiedo una penna ed ad un’altra racconto la mia storia. Suo figlio è voluto andare a combattere a Ternopil. I suoi occhi si fanno dramma e in un attimo appena percettibile trema sulle sue parole di timore. Ternopil.. Ricorda alla mente Termopili e Leonida, l’eroe che affronta i persiani e la sua eroica fine. Gli ucraini sono gente forte, il tempo e la Storia che li ha temprati, ma il dolore resta ancor più per chi è madre. Lo ricordo bene a Poltava nel gennaio 2015, dove ero con mia moglie, quando un’altra madre piangeva suo figlio consolata dagli amici davanti ad una tazza di tè con biscotti, seduta al tavolo all’interno di un centro commerciale. Raccontava un’altra storia, la medesima storia delle madri perdute.
Enrico Martelloni

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