Gianni De Michelis è passato a miglior vita. Confesso che da giovane socialista ai tempi tanto della “Milano da bere” che nel momento del progrom antidemocratico del 1992 (ma allora non lo avevamo capito) lo avversai duramente.
Venne al Galleno nei primi anni 2000, alla vecchia sezione locale, invitato da Pietrino (Pietro Sollazzi) che era stato sindaco di Fucecchio e pure di quelli filo-comunisti, salvo poi in rottura col mondo, passare al fianco di Berlusconi fino alla fine dei sui giorni, mantenendo in vita quel Nuovo Psi che alleatosi col centro-destra era stato un ulteriore motivo di dolore per noi socialisti della “diaspora”.
Andai e presi la parola per suonargliele (metaforicamente) di santa ragione. Mi disse vieni con noi…poi rivolto a Pietrino e agli altri, ma chi è? Uno di Spini gli risposero, anche se con Valdo che avevo a lungo sotenuto, ai tempi non c’erano più i rapporti stretti di un tempo. Andava un po’ così per tutti, della serie ognun per sé Dio per tutti.
Lo ritrovai a Bertinoro nel 2007 nel momento dell’unica grande reunion di tutti i socialisti finiti in mille rivoli, pranzammo insieme il sabato e anche in quel caso gliene dissi anche di pesanti, ma con un tono molto più conciliante e in fondo benevolo, rispetto alla volta precedente. Era già invecchiato e un po’ dimesso rispetto ai tempi ruggenti della chioma leonina e delle nottate in discoteca, ma sempre di una lucidità politica e intellettuale di primissimo ordine. “Mi raccomando che non ti venga in mente di voler stare sulla tolda di comando, proponiti come semplice militante e vedrai che il tuo passato anche ingombrante non ti verrà rinfacciato da nessuno” gli dissi più o meno in questi termini. Fidel Romano era con lui e forse si ricorda meglio di me.
Il giorno dopo fece il miglior intervento di quel convegno, chiamando a raccolta tutti i socialisti variamente collocati, ma con quelli della sua generazione in funzione di staff tecnico, di allenatori, senza velleità di scendere direttamente sul “terreno verde”. Poi per l’avidità di pochi e atterriti “socialisti” abituatisi a tirare a campare con quel poco che gli veniva gettato dal desco dei padroni, finì male anche quello che rimane tuttavia uno splendido tentativo di riscossa umana e civile.
Gli fu spesso addebitata (oltre a tutto il noto corollario di Tangentopoli) la responsabilità della firma sul <Trattato di Maastricht> ma sappiamo oggi che nelle condizioni date, con i partiti di Governo sotto un attacco concentrico mai visto prima in nessuna democrazia occidentale (dalla Magistratura ai Media, dalla Massoneria alla Mafia giù giù fino ai Mercati, in una sorta di inedita “Santa Alleanza” mai fino ad allora uscita allo scoperto così tanto impudentemente, sotto l’attento e amorevole controllo di almeno una mezza dozzina di servizi segreti…) era oggettivamente impossibile ottenere di meglio per l’Italia. Lo stesso Romano Prodi che certamente non aveva avuto responsabilità minori di De Michelis e di tanti altri politici di primo piano, sarà invece premiato fino alla massima carica politica europea.
Nel frattempo, i nani e le ballerine oggi sì che sono entrati perdavvero in gran numero nelle Istituzioni! “Mani Pulite” ha avuto questo stranissimo e bizzarro effetto collaterale…
Così va il mondo, evidentemente, e noi non siamo riusciti a cambiarlo che per una breve stagione.
Spero ci sia spazio nell’aldilà per ricostruire un celeste cenacolo dei grandi socialisti italiani del ‘900. Al quale (quando sarà l’ora) sarei felicissimo di partecipare anche come semplice coppiere e sguattero di cucina. Ciao Gianni.
Alessandro Silvestri

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