C’è una bella differenza! Bologna 2 gradi, Firenze 9 gradi, Roma 13 gradi. Fine gennaio: non è male la differenza. Infatti in viale Carso a Roma, dietro la Rai di viale Mazzini, c’è un ristorante con i tavolini fuori, fine gennaio. Italia, lunga e larga. Italia molto diversa anche a meteo. Le strade romane, se non ci si mette di traverso al neve che si solito manda in tilt i romani già nel cervello prima di uscire dai garage e dai parcheggi, non sono mai invernali. Le strade romane sono sempre quasi primaverili. Da ottobre a marzo: quando diventano improvvisamente estive, prima degli altri posti. Le strade romane sono un miracolo, soprattutto attorno al Vaticano. E dove, se non lì posso albergare, i miracoli? Le strade romane sono una sana caciara anche al freddo. E’ gennaio e tra Borgo Pio e Sant’Angelo si sentono voci e richiami cadenzati come nei dialoghi del Marchese del Grillo. “Aho’ passame la scala. Viè qqua che te toiji de torno”. Si vive più fuori che dentro, si passeggia e si cammina filosofeggiando. Cose che non si fanno (così) a Milano o a Verona. Per carità, è ovvio che si passeggia ugualmente in corso Vittorio Emanuele dietro di Duomo e sotto la Madunina e in piazza Brà a pochi metri dall’Arena, ma, come dire, qui a Roma sembra che la strada ti sia complice, che ti avvolga nella sana complice caciare romana, facendoti immediatamente sentire coprotagonista. Miracoli delle strade romane. Quelle di Borgo e quelle del Ghetto, quelle del centro storico più centrale, quelle tra Navona e Coppelle, tra Vicario e la Maddalena. Dove ancora ti sembra di incontrare i romani de Roma, quelli della storia di Roma. Le strade romane hanno una luce particolare, anche quando c’è nuvolo. Anche quelle degli artigiani e degli antiquari o delle tabaccherie e delle osterie non centrali ti sembrano pezzi di salotti di casa. Entri in una trattoria osteria e avverti il sapore di una antica ospitalità romana anche se non t’hanno mai visto prima, perché qui sotto il Vaticano l’ospite è sacro. Forse i muri sono gli stessi di Bolzano, le porte son le stesse di Firenze, i gradini son gli stessi di Forlì ma , come dire, in queste strade romane c’è un clima diverso, dove tutto si compone e si spiega, dove il tempo passa ma non ti scappa. A Milano ti sembra di perdere tempo se il taxi ritarda 6 minuti, forse colpa del clima. Qui a Roma se il taxi arriva con 10 minuti di ritardo guadagni in .. relazioni, attorno. “Aho ciaoo, ma mo’ stai a RRoma..” . Magìa delle strade romane. Là in fondo c’è Porta Angelica uno degli ingressi del Vaticano, con la guardia svizzera che impeccabilmente saluta e contemporaneamente dirige il traffico. Strada Borgo è una successione di osterie, negozi di articoli religiosi, librerie, bar, e residenze storiche, all’ombra del Colonnato del Bernini. Suore, vescovi, preti e cardinali ovunque. Ovviamente. Vetrine di pissidi, candelabri, calici, stole, crocifissi e tonache rosso … cardinale. Le strade di Roma sono anche questo e non si prendono troppo sul serio, per cui qui c’è l’Osteria del Papalino ma poco più avanti c’è la Trattoria Ar Mozzicone. Vuoi mette! So avanti. A ridosso delle mura una banca con molte vetrine. E’ metà pomeriggio. Sul gradino della vetrina della banca a un metro dal bancomat, c’è un senzatetto, qualcuno lo chiama ancora barbone, che si sta aggiustando la tana per la sera e per la notte. Non ci sarà freddo come a Milano ma è sempre meglio munirsi di coperte e mantelli. Strana immagine qui, nelle strade di Roma, a due passi dal Vaticano, con la finestra delle benedizioni lì sopra, questo “senzatetto” che si aggiusta il letto di strada sotto la vetrina di una banca. Direbbe un sociologo: A Roma tutto si tiene, il barbone, il cuore della cristianità, l’impero del denaro. Di fronte un negozio di articoli religiosi con l’insegna dorata. “Al Santo Rosario”. Strade romane. Appunto.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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