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Una storia tutta da scrivere

Dopo l’ultimo vertice del centrodestra, Renzi si trova in una posizione ancora più scomoda perché dovrà spostarsi ancora più al centro per non perdere consensi nell’elettorato moderato.

di Tommaso Sessa | 8 Gennaio 2018

Domenica importante per il centrodestra perché il vertice a tre, Berlusconi, Meloni e Salvini, si è concluso positivamente. Ad Arcore sono entrati in tre, ma nel pomeriggio sono usciti in quattro. Il comunicato finale è un vero capolavoro politico da leggere con molta attenzione perché contiene alcune espressioni chiave che rendono molto flessibile la bozza di programma che non chiude alla possibilità di accordi più ampi, ove se ne ravvisasse la necessità, dopo il voto del 4 marzo. Il comunicato finale non preclude accordi di governo più ampi per garantire stabilità al Paese o comunque una transizione ordinata verso nuove elezioni politiche da tenere nel prossimo mese di giugno, tenendo in vita il governo Gentiloni. Veniamo ai contenuti del comunicato che ha alcuni punti fondamentali: A) Sulla legge pensionistica della Fornero, si parla solo di eliminazione degli EFFETTI PIÙ DELETERI B) Riforma della curva delle aliquote Irpef con l’introduzione di una Flat Tax. A tale proposito non si precisa se l’aliquota dovrà essere del 15 o del 25%, ma si dice che la riforma sarà da FARE GRADUALMENTE C) Per quanto riguarda l’Europa, si ipotizzano meno VINCOLI E RESTRIZIONI. Su questo sembra chiaro il riferimento alla proposta di Renzi sul Fiscal Compact Insomma, nel programma e nelle espressioni elencate ai punti a), b) e c) ci sono le vere chiavi di lettura di una bozza di programma che lascia ampia libertà di interpretazioni e spazio di manovra. Non c’è nessun veto, in caso di necessità, ad alleanze più ampie. Il vero vincitore di questo primo fondamentale incontro, è senz’altro il Cavaliere. Due le questioni fondamentali che depongono a suo favore: 1) La rinuncia di Maroni alla candidatura a governatore della Lombardia e quindi di una sua disponibilità per Palazzo Chigi, sterilizzando così le ambizioni di “Salvini premier” 2) L’accettazione da parte degli alleati della “quarta gamba” per la coalizione con un alleato di centro che forse vale più di un milione di voti e che sposta gli equilibri di questo schieramento, sbilanciato a destra, più verso il centro berlusconiano La storia e il programma comunque sono ancora tutti da scrivere per garantire governabilità e stabilità all’Italia. Il segretario del PD, Matteo Renzi, si trova ora in una posizione ancora più scomoda perché dovrà spostarsi ancora più al centro per non perdere consensi nell’elettorato moderato. In questo modo lascerà più spazio al partito di Grasso “Liberi e Uguali” che sembra però non essere in grado di andare oltre un dignitoso 7%, nella migliore delle ipotesi”

Tommaso Sessa

Pubblicato in : Primo pianoTag: aliquote, berlusconi, elezioni, elezioni politiche, governo, il cavaliere, lombardia, manovra, maroni, matteo renzi, meloni, palazzo chigi, pd, renzi

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Presidente nazionale di Risalire Italia

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