Il proprietario di una piccola impresa, aveva smarrito, la scatola dove conservava gli stipendi che avrebbe dovuto dare ai suoi dipendenti. Per una distrazione, un momento di stanchezza, la scatola gli era improvvisamente scivolata via dallo sguardo. Buio assoluto. Sono inimmaginabili le ore che deve aver passato questo pover’uomo, prima di poter correre al primo commissariato e denunciare la scomparsa della sua “responsabilità”. Ma il destino o la mano di Dio, in questo caso di una giovane studentessa, aveva trovato la scatola e, benchè contenesse una cospicua somma di denaro, l’aveva portata alla polizia per restituirla al proprietario.
Un episodio di cronaca, successo a Napoli, città per antonomosia “furba e ladrona”, che in questo caso, grazie al gesto di una delle sue cittadine, è stata protagonista di un fatto di ordinaria civilltà.
Due parole che ormai così raramemte si abbinano insieme! Perché a ordinario, si associano i comportamenti all’insegna dell’egoismo, del menefreghismo, della slealtà, della viltà ecc..
Mors tua vita mea. Questo è l’ordinario. Tutto ciò che è fatto per il bene altrui è straordinario! Peccato, che i media non abbiano dato più spazio a questa notizia! In fondo, nella logica della comunicazione, è solo un caso, una straordinarietà stravagante, una storia inutile, o l’ennesima goccia d’acqua che pretende di alimentare l’oceano. Una piccola lacrima versata per la miseria del mondo.Ormai è tardi anche per piangere. Il dolore è muto nella sua impotenza. Solo una lacrima…che il vento del disincanto dimentica!
storia di ordinaria civiltà
Il proprietario di una piccola impresa, aveva smarrito, la scatola dove conservava gli stipendi che avrebbe dovuto dare ai suoi dipendenti. Per una distrazione, un momento di stanchezza, la scatola gli era improvvisamente scivolata via dallo sguardo. Buio assoluto. Sono inimmaginabili le ore che deve aver passato questo pover’uomo, prima di poter correre al primo commissariato e denunciare la scomparsa della sua “responsabilità”. […]

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