Una Rivoluzione. Ecco di cosa ci sarebbe bisogno Ma una Rivoluzione non violenta, un po´ romantica come molti significati della vita. Per arginare la decadenza, per risvegliare le coscienze dalla farsa e stimolare il pensiero critico. Individui e persone al tempo stesso. Individui perché unici e irripetibili, gelosi del proprio mistero nei misteri dell´universo e della vita, senza soluzioni definitive, certezze scontate, verità assolute che possano condurre alla violenza
Persona in quanto altro da sé, proiettato verso il mondo, con l´ambiente soggiogato dal mercato che ci da i nostri frutti quotidiani. Persona in quanto libero di e non solo libero da. Da chi e da che cosa? Forse dalle paure, dalle catene che imprigionano vitalità e potenzialità represse? Anche la solitudine più giocosa, l´egocentrismo più irriducibile, ha bisogno di una moltitudine immaginaria per riconoscersi
Tra giovani alienati, anonimi, depressi dallo scarto immenso, tra bisogni e vissuti, deviati da pressioni mediatiche su binari morti. Una Grande Finzione priva della sensualità, distoglie da noi, trasforma geneticamente l´uomo in un robot. Uomo, grande assente dalla Storia contemporanea
La fantascienza supera la realtà; la tecnica ha occupato il posto di Dio. Forse, per questo, qualcuno finge una necessità interiore, finge intimità violate da pretese di superficialità. E´ morto il Dio onnipotente, ci soccorre quello umano, la sua tragedia, la sua cosmica solitudine, residuo di un´umanità scomparsa. E la memoria, politicamente al servizio dell´economia di turno, con i suoi valori, le sue Ideologie, le false coscienze, è rimossa. Un peso, un senso, una regola ciclica: gli uomini ripetono gli stessi errori. C´è differenza tra l´errore e l´orrore però, il primo è naturale, il secondo umano
Cosa ci unisce? Nulla ci divide. Il sangue rosso e il nostro destino. I rifiuti per strada sono i rifiuti di tutti. Mentre i responsabili dell´autorità dispensano comunicati stampa, mentre in televisione si disputa sull´educazione civica e sulla legalità, i rifiuti sono lì più vivi che mai. Non sono ipocriti e incoerenti E sono più vivi di noi, ci parlano dei modi di vivere, dell´abilità con la quale siamo riusciti a costruire una vasta cultura assolutoria: Antimafia, prosa socialmente impegnata, preti anticamorra. Tutto e il suo contrario Predicatori non praticanti. Pindarici sballottiamo tra poli fintamente opposti di cui si nutre la farsa collettiva. Patetica e grottesca. Esteticamente è brutto il quadro. Meglio i rifiuti. I rifiuti sono veri. Inquinano, avvelenano, sono reali, loro, vivono le strade rese insicure agli uomini dalla violenza crescente, si godono il tramonto e l´ alba, non hanno fame, sete, non sentono caldo e freddo. Sazi, saturi, il benessere trasuda da tutti i loro buchi
E il sangue, rosso per tutti, versato in ogni angolo del pianeta in remissione di chissà quali peccati
Nessuno tocchi i rifiuti!
Fabio Amiranda

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