Anche se saltato “per motivi tecnici” il caso dell’accordo – taxi tra Pannella e Storace è rivelatore del doppiopesismo e dell’ipocrisia che sono le caratteristiche della nostra politica. I socialisti nel gestire l’alleanza con il PD faranno bene a stare all’erta.

Per la verità l’intenzione dei radicali era quella di allearsi con Zingaretti, candidato alla presidenza per il PD. Ma è stata posta loro una condizione capestro: non ripresentare come candidati i due consiglieri uscenti, gli stessi che avevano portato alla luce lo scandalo dei finanziamenti a go-go ai gruppi consiliari e le ruberie di qualche singolo consigliere. Scandalo doppio: per l’abnormità quantitativa dei soldi versati ai gruppi, e per la mancanza di controlli sull’uso che di questi soldi veniva fatto, uso strettamente privato non escluso. Di fronte a questa condizione Pannella ha fatto quello che qualsiasi politico minimamente interessato alla dignità del proprio partito e sua personale dovrebbe fare: una sonora pennacchia. Che gli sarebbe stata perdonata con entusiasmo se a questa si fosse limitato. Il Marco internazionale ha fatto di più: ha cercato e trovato la strada per fare tornare in consiglio i suoi due consiglieri, ad onta del niet piddino. Strada che passa, appunto, dall’accordo con il “fascista” Storace.
Noi che a Pannella metaforicamente ci iscriviamo per strappare (sempre metaforicamente) la tessera almeno due volte l’anno, in questa circostanza rientriamo convintamente nei ranghi. Per tanti motivi. Non accettiamo l’ipocrisia (Storace no, Binetti, Fini e Bocchino, si?). Non accettiamo le imposizioni. Ci piace mettere i sassi negli ingranaggi creati dai partiti del sistema (PDL e PD) per tenere distanti dalle istituzioni partiti e personalità non omologati e non omologabili. Anche se tutto è andato a monte “per motivi tecnici”, vogliamo segnalare l’episodio all’amico Riccardo Nencini ed agli amici socialisti che hanno appena stretto un accordo per la presenza nelle liste del PD di alcuni candidati. La loro è stata una scelta sofferta e probabilmente obbligata (ci vuole molto carburante per le campagne elettorali, e temiamo che i depositi siano abbastanza sguarniti). Facciano in modo, però, che l’identità non venga mai meno e non risulti scolorita. Da subito e ad ogni occasione se vogliono tenere fede al proposito di fare della conquista di una rappresentanza parlamentare il punto di partenza per un soggetto nuovo, rappresentativo della cultura laica, liberale e socialista.

“vogliamo segnalare l’episodio all’amico Riccardo Nencini ed agli amici socialisti che hanno appena stretto un accordo per la presenza nelle liste del PD di alcuni candidati. La loro è stata una scelta sofferta e probabilmente obbligata (ci vuole molto carburante …)”: questa è bella davvero ! Fra tutti i voltagabbana ,non credo ci sia da insegnare nulla a Nencini, autoconsacratosi reppresentante di una struttura partitica che non c’ è più. Quando i “rimborsi elettorali” si vanno a mendicare da altre organizzazioni , è ridicolo parlare di vecchie appartenenze : la cultura politica un tempo esistente la si cede ad altri in cambio di denari …tutto qui !